Sindaci del Gargano incavolati, "esclusi" dallo sviluppo del territorio e dall'incontro con il Premier: "Consegniamo fasce"

Oltre al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ci sarà anche il ministro per il Sud Barbara Lezzi. Protestano i sindaci del Gargano di San Marco, Vico, Ischitella, Cagnano e San Nicandro

Conte e Barbara Lezzi

In principio furono i sindacati, ma a meno di 24 ore dall'arrivo a Foggia del Premier Conte e, notizia dell'ultima ora, del ministro per il Sud, Barbara Lezzi, in merito all'esclusione dall'incontro di presentazione del Contratto di Sviluppo per la Capitanata promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con il supporto della Agenzia Invitalia (sarà presente l'amministratore delegato Domenico Arcuri), si aggiunge il malessere di cinque sindaci del Gargano tenuti fuori (non sono però gli unici) dalla convocazione di domani al cospetto del Premier che dovrebbe mettere nero su bianco le sorti e lo sviluppo del territorio.

Si tratta dei primi cittadini di Ischitella, San Marco in Lamis, Cagnano Varano, San Nicandro Garganico, Vico del Gargano (non è stato invitato nemmeno il sindaco e presidente della Comunità del Parco, Rocco Di Brina). Non si esclude un gesto eclatante e provocatorio quale la consegna  della fascia tricolore che potrebbe avvenire proprio durante l'incontro di domani.

Si obietterà che l'amministrazione provinciale del presidente Nicola Gatta rappresenta tutti i sindaci, ma perché alcuni hanno avuto ricevuto la convocazione personale e altri no? Si obietterà che si tratta dei sindaci dei comuni interessati dai progetti, ma una infrastruttura strategica e di largo respiro, seppure collocata in un'area specifica, non dovrebbe tener conto anche dei comuni limitrofi?

A FoggiaToday il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla, parla "di sgarbo istituzionale". "Non discuto le opere o le decisioni, perchè capisco che ci sono territori che ne hanno bisogno più di altri, ma perché escluderci a priori dal confronto? Questa decisione ci lascia basiti e amareggiati".

Il primo cittadino conferma di non essere mai stato coinvolto in questo processo e di non aver mai partecipato ad alcun tavolo rispetto ad opere strategiche e/o progetti di sviluppo del terriotorio: "Mai nessuno ci ha chiesto di fare delle proposte in tal senso"

"Ci sentiamo esclusi da questo modo di fare e programmare le opere di questo territorio, non è giusto, non vogliamo essere esclusivamente noi i destinatari delle opere perché ci rendiamo conto che ci sono delle priorità, ma essendo noi contigui territorialmente, gradiremmo essere coinvolti e messi al corrente delle scelte e decisioni che verrano prese. Non condividiamo queste riunioni carbonare"

Michele Merla conclude: "Come segno di indignazione (e anche della nostra presenza), ho proposto di far arrivare le nostre fasce tricolori sul tavolo della contrattazione".

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