Senza doppia preferenza "elezioni regionali illegittime". Donne pugliesi agguerrite: "Pronte a impugnare i risultati"

Regionali a rischio invalidazione senza l'adeguamento alla normativa nazionale in materia di equilibrio di genere. Gli organismi di parità di mobilitano. Il ministro Boccia ha sollecitato le Regioni inadempienti

Gli organismi di parità si mobilitano per l'applicazione del principio dell'equilibrio di genere alla prossime elezioni regionali e partono lettere incrociate per sollecitare l'adeguamento della legge elettorale pugliese alla normativa nazionale. La presidente della Commissione pari opportunità della Regione Puglia Patrizia del Giudice ha scritto al governatore Michele Emiliano e ha lanciato il suo altolà: senza la doppia preferenza di genere, le elezioni regionali rischierebbero di essere illegittime, con un conseguente "danno per le casse erariali e per la democrazia rappresentativa", gettando discredito sull'intera istituzione regionale.

Cita Marida Dentamato, avvocato e docente di diritto amministrativo, già senatrice e già vicesindaco di Emiliano che ha recentemente dichiarato che "la norma statale è autoapplicativa. Emiliano, se volesse, potrebbe introdurla nel decreto di indizione delle elezioni, senza il voto del Consiglio”. Un suggerimento, quello di applicare direttamente la legge statale senza una normativa regionale di recepimento, che Patrizia del Giudice ritiene valido per superare l'empasse del Consiglio regionale.

"La risoluzione del problema è allora nelle tue sole mani e rimessa alla tua sola volontà - scrive la presidente della Commissione - Sono certa che sarai conseguente alle tue reiterate declamazioni in tema di parità di genere raccogliendo l’utile e  decisivo suggerimento proposto".

Sono dell'avviso che la soluzione di un possibile decreto a firma del presidente della Regione Puglia, atto tecnico-amministrativo, non possa sopperire o sostituirsi all'atto legislativo del Consiglio regionale, le consigliere di Parità regionali Anna Grazia Maraschio e Stella Sanseverino che hanno scritto al ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia e invocano, come aveva fatto Emiliano, "un intervento legislativo nazionale che obblighi, senza ulteriori differimenti, il Consiglio Regionale Pugliese ad adeguare la propria legge elettorale ai principi costituzionali". Hanno chiesto un'audizione in Conferenza Stato-Regioni. “Finora - scrivono Maraschio e Sanseverino - ogni tentativo di adeguamento attraverso l’introduzione di disposizioni promozionali della parità di genere (doppia preferenza e altri strumenti di riequilibrio) è stato combattuto e respinto dietro lo schermo del voto segreto".

L'unica soluzione per le consigliere è un intervento in via d’urgenza del Governo, attraverso una norma di interpretazione ovvero la fissazione di un termine per l’adeguamento. Sono pronte ad impugnare davanti agli organi giurisdizionali i risultati elettorali, "con il rischio più che concreto di invalidazione delle elezioni".

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Il ministro Boccia, dal canto suo, recependo le istanze pervenute dalla quasi totalità degli organismi di parità, associazioni e donne impegnate nella tutela dei diritti, ha inviato una lettera alla conferenza delle regioni per sollecitare quelle inadempienti "pur nel rispetto dell’autonomia loro riconosciuta dalla Costituzione, ad intervenire prontamente sulle rispettive legislazioni elettorali al fine di promuovere le pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive”.

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