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VIDEO | Pippo contro Franco: ecco La Foggia del 'Punto Primo' e la coalizione extralarge di Cavaliere

Punto primo, legalità. Punto primo, sicurezza. Punto primo, periferie. Punto primo, giovani. Punto primo. E’ questo il claim scelto da Gianluca Di Santo per la campagna elettorale del candidato sindaco del centrosinistra, Pippo Cavaliere

 

“Punto primo”, intercalare tutto foggiano, ma anche la consapevolezza che oggigiorno in città tutto è una priorità. Partendo dalla valutazione, amara, che poco, o quasi niente, è stato fatto dall’amministrazione di centrodestra uscente. Lo dice senza mezzi termini Cavaliere che indossa i guantoni ed apre, con oggi, ufficialmente la campagna elettorale per Palazzo di Città. 

Lo ha fatto con una conferenza stampa presso la Vineria “Bolla”, in piazza Federico II. In casa, si direbbe (visto che si tratta dell’attività commerciale gestita dal segretario del Psi, Leonardo De Santis). Accanto a lui Di Santo, appunto, ingaggiato per la comunicazione elettorale, e Gianni Di Bari, addetto stampa in questa lunga traversata fino al 26 maggio. 

Presenti forze politiche e candidati di una “coalizione extralarge, come la definite – ha detto Cavaliere ai giornalisti - e che si sta allargando ogni giorno di più, andando ben oltre il recinto del centrosinistra”. Il riferimento è a pezzi di centrodestra e singoli candidati che, chi già ufficialmente, chi ancora sottotraccia, si stanno avvicinando al progetto Cavaliere. Anche dalle parti della Lega. “Vi sono interlocuzioni anche con consiglieri eletti, che hanno ritenuto incompatibile allo stato attuale la presenza in quello schieramento” sferza Cavaliere. Niente nomi, Tutto è in fase di maturazione. Ma, d’altronde, la presenza di uno dei tanti, Pasquale Cataneo (che sarò candidato con Puglia Popolare), è lì a dimostrarlo. Ci sono anche Gianni De Rosa e Gabriella Grilli, ex assessori di Landella. In coalizione c’è Lucio Tarquinio con Mimmo Verile. C’è Giulio Scapato, passato evidentemente ora dall’altra parte della staccionata dopo aver sostenuto Landella a lungo (vantando anche elementi di propria espressione nei cda delle aziende comunali). E poi tutto il mondo del centrosinistra e della sinistra, dal Pd ovviamente di Piemontese/Azzarone/Emanuele, ai socialisti di Pino Lonigro, dal Psi di De Santis ai Verdi di Cangelli, passando per le forze civiche di Leonardo Di Gioia, Sinistra Italiana, Italia in Comune.

Il tentativo è allargare. Allargare quanto più possibile. Intercettare il malessere nei confronti di Landella, sia della comunità cittadina che della classe politica di centrodestra, giocando anche la carta della compattezza: “Loro hanno dovuto fare le primarie, sottoscrivere finanche un codice etico, a riprova della forte divisione che attraversa quella coalizione”.

E’ soprattutto Landella il rivale. Il competitor al quale rivolgersi, provando a scardinare la sua narrazione. I cinquestelle vengono menzionati pochissimo (d’altronde, senza certificazione di candidato e lista, non sono ancora ufficialmente in campo). “Evviva Foggia sento dire da Landella: ma come si può dire una cosa del genere ben sapendo di averla fatta sprofondare in tutte le classifiche?” si domanda Cavaliere. E giù con l’elenco delle cose non fatte. Da qui il suo claim, “Punto primo”, perché oggi è tutto diventato importante.

La scommessa è ovviamente il ballottaggio e quella, in capo solo a Cavaliere, di mostrarsi autonomo rispetto alla coalizione ampia e variegata che lo circonda. Come si tiene tutto insieme? E quanta autonomia avrà? Temi che non lo preoccupano, in verità, rispetto ai quali ostenta oggi sicurezza e fermezza. Non sono un candidato politico” sottolinea, con riferimento evidentemente ai partiti. Ci sarà da lavorarci domani. Oggi l’imperativo è vincere.

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