Pino Lonigro: “Valuterò se querelare Gianni Buccarella per diffamazione”

Il consigliere regionale di Sel replica alle dichiarazioni del commercialista candidato alla Camera in Puglia nella lista di 'Fare, fermare il declino'

“La politica non si fa con le calunnie e quando si vogliono fare affermazioni pesanti, sarebbe bene evitare di prendere cantonate”. Il consigliere regionale Pino Lonigro replica alle dichiarazioni del candidato alla Camera Gianni Buccarella (lista “Fermare il declino”) pubblicate dalla Gazzetta del Mezzogiorno. E le contesta: “in politica le bugie sono anche ammesse, ma sulla stampa non si può, senza incorrere in conseguenze giudiziarie incresciose”.

Sono esterrefatto di quante inesattezze e diffamazioni siano state esternate dal sig. Buccarella nell’articolo pubblicato il 18 gennaio da un quotidiano pur così autorevole. L’aspirante parlamentare sostiene che il sottoscritto, una volta dismesso il ruolo di consigliere regionale, tornerebbe a svolgere l’incarico da dipendente dell’Ente, non più da “usciere”, bontà sua, ma da “dirigente”, sfruttando, a suo dire, una legge regionale”.

“Nulla di più falso e calunnioso – insiste Lonigro – infatti, la legge regionale alla quale fa riferimento penso sia la n.1/2005, approvata dal centrodestra di Raffaele Fitto. Cosa che il sig. Buccarella dovrebbe conoscere bene, per i suoi trascorsi in Forza Italia. L’art. 71 (Trattamento economico di quiescenza dei dipendenti regionali eletti consiglieri regionali) prevede testualmente: “I dipendenti regionali eletti consiglieri regionali nella legislatura in corso e che nel corrispondente periodo siano stati collocati in quiescenza o abbiano esercitato il diritto all’esodo volontario, ai fini del calcolo del trattamento incentivante, del trattamento di fine rapporto e del trattamento economico di quiescenza, sono equiparati ai dipendenti in possesso della qualifica dirigenziale”.

Detta norma è stata applicata solo per la VII legislatura (governatore Fitto, appunto) e solo per quei consiglieri (dipendenti regionali in aspettativa), andati in pensione o in esodo volontario in quel periodo. Il sottoscritto – precisa Lonigro – è “regionale” di ruolo dal 1982, con la qualifica di impiegato e non svolge il ruolo di “usciere”, mansione che apprezzo e di cui ho la doverosa considerazione, a differenza del sig. Buccarella, che sembra invece non rispettare chi lavora onestamente.

“E mi sorprende la leggerezza del sig. Buccarella nell’interpretare le leggi. A chi si candida a rappresentare il popolo Italiano al Parlamento, consiglierei di andarsi a leggere molto bene le norme, prima di fare attacchi alla mia persona. Non riesco a comprendere, comunque, i motivi che lo hanno spinto a fare simili dichiarazioni. Non voglio pensare che sia per gelosia, visto che ha tentato invano più volte la fortuna in numerose sfide elettorali, ma si è dovuto accontentare di svariati incarichi (dati dalla politica) in Società ed Enti”.

“Valuterò in questi giorni se querelare il sig. Buccarella per diffamazione e citarlo per danni. “Mi rivolgo alla gente che andrà a votare il 24 e 25 febbraio”, conclude Lonigro. “Ritengono il caso di dare fiducia a gente che fa della calunnia l’unico strumento di azione politica? Senza dire che, per rappresentarci in Parlamento, quanto meno occorrerebbe conoscere e saper leggere le leggi”.  Si può votare una lista dal nome “Fermare il declino” se ha questi candidati e se i sondaggi non le attribuiscono neanche un parlamentare? Un voto inutile quindi.

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