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Nuovo piano della sosta, anche i sindacati critici contro Ataf: "Visione della mobilità cittadina limitata e frammentaria"

Il commento di Filt Cgil e Ugl-Trasporti sul nuovo piano della sosta tariffata: "Pretendere che la gestione di un tale servizio possa produrre pareggi di bilancio se non addirittura utili è un approccio completamente errato"

E’ in fase di avvio in queste settimane, una profonda riflessione sul fondamentale segmento della Mobilità cittadina della città di Foggia, rappresentato dalla Sosta Tariffata. La Società ATAF è impegnata nell’elaborazione di un nuovo Piano della Sosta che riesca, questo è l’auspicio palesato dal Presidente ATAF Avv. La Salandra nel corso dei lavori svolti in video conferenza con la Commissione Bilancio del Comune di Foggia, a rimettere in riequilibrio la tenuta economica del servizio ormai, strutturalmente, in perdita.

Non conosciamo nel dettaglio il Piano presentato dall’ATAF per una prima valutazione da parte dei tecnici dell’Amministrazione Comunale, ma ne sono note le linee di indirizzo: differenziazione delle tariffe in base alle zone in cui operano gli stalli (centro città-aree funzionali alla fruizione di pubblici servizi ecc.); aumento sostanzioso del costo per i permessi dei residenti; introduzione di un ticket per le auto ibride ad oggi escluse dal pagamento; individuazioni di un congruo numero di nuovi stalli per compensare quelli persi a causa della realizzazione di piste ciclabili, l’ampliamento delle zone pedonalizzate e le modifiche intervenute al Piano del Traffico cittadino.

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Tutte ipotesi che appaiono ragionevoli ed utili al tentativo di rendere meno oneroso la gestione del servizio ma che, secondo la scrivente, ancora una volta palesano i limiti di una visione frammentaria della più complessa questione della Mobilità Cittadina.

Nella stragrande maggioranza delle città medio-grandi non solo italiane ma europee, l’intera filiera della mobilità cittadina, viene governata e gestita con criteri di forte sinergie tra le diverse modalità di trasporto in ambito cittadino, con politiche di premialità per quelle a minor impatto ambientale e disincentivi per quelle più inquinanti. E, solo una gestione “unica” dell’intero comparto può garantire risultati soddisfacenti.

Paradossalmente, per quanto attiene la questione della sosta dei mezzi privati in aree urbane, il successo delle politiche di trasporto sostenibili, andrebbe misurato con il numero di stalli che rimangono vuoti e non con la saturazione degli stessi. Pretendere che la gestione di un tale servizio possa produrre pareggi di bilancio se non addirittura utili è un approccio completamente errato. Non ci pare altresì accettabile, che la gestione di un servizio pagato dai cittadini sia considerato una volta un valore aggiunto per le casse di un Comune e le sorti di una sua azienda partecipata ed un’altra una zavorra da dare in pasto a processi di esternalizzazioni che significherebbero ulteriori aggravi per il contribuente ed il peggioramento della già pesante precarietà vissuta dai lavoratori del settore.

Infine, auspichiamo, che un argomento così importante per la città venga sottratto a sterili polemiche di carattere politico-partitico per essere ricondotto, come merita, nell’alveo naturale dell’elaborazione di linee di crescita della città in un’ottica unitaria che tenga insieme il corretto sviluppo urbanistico, il risanamento delle periferie, una politica della mobilità moderna ed efficiente con l’esigenza di ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche salvaguardando gli interessi dei cittadini e la centralità della componente occupazionale degli addetti.

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