Piano di riordino ospedaliero: anche il ‘Tatarella’ non dorme sonni tranquilli

Paventata chiusura o accorpamento reparti. Capitanata Democratica ritiene che sulla situazione in cui versa l’ospedale Tatarella, sia necessario portare il dibattito in Consiglio comunale

Sul piano di riordino ospedaliero si sa poco o nulla. Si paventa la chiusura del ‘Lastaria’ di Lucera e di un ridimensionamento del nosocomio di Manfredonia. Intorno a Cerignola tutto tace, ma ‘Capitanata Democratica’ non sta a guardare. Il movimento politico ha protocollato la richiesta di convocazione del Consiglio comunale per esaminare e dibattere in maniera generale della situazione del riordino ospedaliero e dell’ospedale ‘Tatarella’, facendo seguito alla richiesta, inevasa, di discussione in Consiglio comunale sul tema, protocollata il 15 dicembre dal consigliere comunale Samuele Cioffi.

In considerazione dell’importanza dell’argomento è stato chiesto al presidente del Consiglio di invitare i sindaci dei paesi limitrofi maggiormente interessati, il direttore generale della Asl Fg, dr. Vito Piazzolla e il presidente della Regione Puglia anche in qualità di delegato regionale alla Sanità. La discussione nella massima assise cittadina è ritenuta di particolare importanza e di tempestiva attuazione soprattutto in vista dello slittamento di un mese alla consegna del piano riordino ospedaliero pugliese.

Capitanata Democratica ritiene che sulla situazione in cui versa l’ospedale Tatarella, sia necessario portare il dibattito in Consiglio comunale dal momento che a seguito dell'entrata in vigore il 25 novembre 2015 della legge 161/2014 (legge europea 2013-bis), il cui articolo 14 abroga due norme derogatorie della direttiva comunitaria in tema di orari e riposi e con l'attuazione del decreto 2 Aprile 2015 n. 70, recante la definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera, le già ridotte dotazioni organiche della struttura ospedaliera, in debito da troppo tempo di alcune fondamentali figure professionali, hanno come effetto maggiormente preoccupante l’impossibilità di calendarizzare gli interventi chirurgici, garantendo solamente le urgenze! “Situazione che produce il concreto rischio che il nostro ospedale possa trovarsi a breve nelle condizioni di non poter più assicurare una adeguata assistenza ai cittadini, attese le paventate chiusura e/o accorpamento dei reparti” conclude il gruppo di ‘Capitanata Democratica’

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