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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Politica

Piano di riordino ospedaliero, bozza è un mistero. De Leonardis: “Confronto vero, non di facciata”

Ecco la nota del presidente del Gruppo Movimento Schittulli-Area Popolare e consigliere regionale, Giannicola De Leonardis

“Il dott. Mario Morlacco, uno dei maggiori manager italiani nella sanità pubblica - già direttore generale dell’Ares Puglia, sub commissario per il Piano di rientro dal deficit nelle Regioni Lazio, Campania e adesso Molise, nel corso di un importante e partecipato incontro tenutosi venerdì scorso a Foggia ha spiegato - con argomentazioni fondate su una conoscenza dettagliata e non superficiale di numeri, regolamenti e direttive, come il Piano di riordino ospedaliero in provincia di Foggia si possa fare senza tagli lineari destinati a incidere pesantemente su Dea di primo livello, che a loro volta si ripercuoterebbero anche su strutture portanti come gli Ospedali Riuniti di Foggia e Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo.

Ancora, il manager ha ricordato la possibilità di deroghe concesse per le aree disagiate, come da anni inutilmente cerco di evidenziare: una situazione che riguarda espressamente il rapporto tra il Subappennino dauno  e l’ospedale Lastaria di Lucera, in odore di smantellamento. Chiarito che si tratterà, alla fine, soltanto di scelte politiche, di individuare un modello organizzativo e la relativa, conseguente impostazione;  e che margini di programmazione per la stesura di un documento all’altezza dei bisogni e delle esigenze delle comunità, rispettando  al tempo stesso i parametri imposti dal Ministero, ci sarebbero ancora.

Per questo, dopo aver ancora ricordato che non basta chiudere un reparto o un ospedale per ridurre e azzerare i costi, se si continuano a sostenere spese per strutture non più operative e per altre voci altrettanto significative, il presidente dell’Amministrazione provinciale di Foggia ha manifestato la volontà di convocare un tavolo tecnico con i sindaci direttamente interessati – presenti all’incontro – per arrivare alla stesura di un documento condiviso, e gettare le basi di un confronto con l’esecutivo regionale nel merito delle criticità sollevate e delle proposte avanzate in maniera ufficiosa.

Un confronto che nel mio ruolo istituzionale ho sempre richiesto, anche se finora vanamente; e che continuerò a cercare, sostenere  e difendere nelle sedi opportune, in attesa di conoscere finalmente la bozza di Piano di riordino che per noi consiglieri regionali rimane ancora e sempre un mistero, e di valutarla e cercare di migliorarla e modificarla negli specifici contenuti, se lontana dagli obiettivi, dalle premesse e dalle promesse annunciate e finora sistematicamente disattese"

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