D’Emilio, piano di sosta tariffata: “La giunta finalmente butta la maschera”

Il capogruppo consiliare del Pdl a Palazzo di Città non esclude la possibilità del referendum. " Non comporta un costo di 300mila euro, ma è un atto doveroso a tutela dell'espressione democratica della volontà popolare"

Sul piano di sosta tariffata la giunta Mongelli ha finalmente tolto la maschera. Dopo aver inizialmente assicurato che i 90 dipendenti delle cooperative sociali sarebbero stati assunti dall’Ataf (società cui è stata affidata con delibera di consiglio la gestione dei parcheggi), la giunta è tornata sui suoi passi ammettendo che l’unica soluzione possibile è quella che prevede tali lavoratori assunti con un contratto di lavoro a tempo determinato tramite agenzia interinale (legge Biagi)”. E’ quanto sostiene il capogruppo consiliare del Pdl a Palazzo di Città.

Francesco D’Emilio esamina l’ultima proposta della giunta in tema di stalli a pagamento: “La delibera approvata in giunta in febbraio è stata largamente rimodulata grazie alla nostra tenacia al fianco dei cittadini sfiancati dalle innumerevoli gabelle e che non vogliono l’aumento delle aree di sosta a pagamento. Ma ancora non basta. La cifra di 5000 parcheggi a pagamento ad 1 euro l’ora (come prevede l’attuale delibera) ha come obiettivo 12 milioni di euro l’anno e continua ad essere ingiustificata: tale è la cifra tendenziale che si ottiene moltiplicando il numero degli stalli (5000) per le ore giornaliere (8) per i giorni feriali (300 circa). Sul punto strettamente lavorativo, conservando l’intera forza lavoro dei circa 90 cooperatori e considerando che la spesa pro capite per la retribuzione di ogni lavoratore si aggirerebbe massimo attorno ai 13.000 euro, il totale della spesa per gli stipendi raggiungerebbe al massimo il milione e duecentomila euro circa (1.200.000). Da questo confronto si evince chiaramente come il numero e la tariffa attuali degli stalli (2000 x 8 x 0,60 cent. l’ora) siano largamente sufficienti a coprire le spese visto che, con un attento controllo da parte degli operatori e la comminazione rigorosa di sanzioni a chi viola le norme orarie porterebbe alle casse comunali circa 3 milioni di euro (che salirebbero a 5 milioni in caso di tariffa oraria maggiorata a 1 euro). Pertanto, non si capisce perché l’Amministrazione debba sottoporre le famiglie foggiane ad un sacrificio economico superiore al necessario, in un periodo già di per sé critico sul piano finanziario. Inoltre, l’art.7 comma 8 del nuovo codice della strada impone che nelle immediate vicinanze dei parcheggi a pagamento coesistano altrettante adeguate aree destinate a parcheggio libero eccezion fatta per le zone di particolare pregio ambientale, storico e artistico (come previsto dall’art. 2 del D.M. 1444 del 2 aprile 1968) per usufruire di questa deroga normativa la Giunta è pronta ad apportare scriteriate variazioni urbanistiche territoriali, attribuendo i requisiti di pregio ambientale, storico e artistico a zone della città prive di tali caratteri ma strategicamente interessate dalle strisce blu: si tratterebbe di un vero e proprio illecito di probabile natura penale che Mongelli chiede ai consiglieri comunali di maggioranza ed è proprio per via di queste necessarie variazioni urbanistiche che la Giunta si vede costretta a portare il documento in consiglio, visto che altrimenti potrebbe benissimo deliberare autonomamente, come previsto dal comma 9 dell’art.7 del Codice della Strada”.

Per D’Emilio bisognerebbe lasciare invariato il numero dei parcheggi a pagamento, reimpiegare gli attuali parcheggiatori con diverse qualifiche attraverso contratti di lavoro interinale, prevedere un periodo di sei mesi di prova, rilanciare il progetto dei Park&Ride, valutare un nuovo piano traffico per decongestionare il centro, affidare agli ausiliari del traffico il compito di vigilare sul rispetto delle tariffe orarie e utilizzare il restante personale in mansioni idonee alla manutenzione ordinaria.

Bisogna reimpiegare i proventi dei parcheggi a pagamento in interventi finalizzati ad aumentare e migliorare la costruzione di parcheggi sopraelevati o sotterranei e migliorare la mobilità urbana: per queste attività potrebbero essere disponibili dai 2 ai 4 milioni di euro l’anno senza aumentare un solo punto di sosta” aggiunge l’esponente del Pdl.

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Se gli intenti di sindaco e giunta saranno differenti, ovvero finalizzati esclusivamente a far cassa per compensare l’enorme debitoria prodotta dalla gestione scellerata dell’Ataf da parte del centro sinistra, propugneremo il referendum, che non comporta il mero costo di 300.000 euro ma rappresenta un atto doveroso a tutela dell’espressione democratica della volontà popolare” conclude D’Emilio.
 

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