Piano delle alienazioni, Cislaghi: “Mongelli come Agostinacchio e Ciliberti”

"Terreni su cui doveva sorgere un impianto sportivo e verde pubblico messi in vendita per coprire il debito dell'amministrazione comunale"

Palazzo di Città

Duro intervento di Giorgio Cislaghi all’indirizzo dell’amministrazione targata Gianni Mongelli, in merito al “Piano della alienazioni” dei terreni per le opere di urbanizzazione secondaria delle aree edificate in base alla legge Gozzini, in particolare di quelli di via Alpi e via Colicchio, a ridosso della superstrada che collega Foggia a Candela.

Terreni dove – secondo il segretario del circolo “Che Guevara” - sarebbero dovute sorgere le opere per rendere vivibili queste zone dotandole di impianti sportivi, aree di culto, edifici adibiti ad attività commerciali e aree veri attrezzate, cioè di terreni destinati a “servizi pubblici”.

GIORGIO CISLAGHI | “I terreni su cui doveva sorgere un impianto sportivo e verde pubblico attrezzato con giochi per i bambini, quello che la legge regionale chiama un ‘punto sport’, vengono messi in vendita  per coprire il debito dell’amministrazione comunale. Ci domandiamo se il divieto di trasferire ad altro soggetto gli oneri relativi alla realizzazione del programma escludendo, specificatamente, la possibilità di alienazione delle aree oggetto del programma stesso prima della loro edificazione, citando testualmente la delibera di Giunta Regionale n° 1634/2009, permetta l’alienazione dei terreni per le opere di urbanizzazione secondaria, anche se alcune opere non sono state progettate, anche se il programma edilizio non sia terminato”. A tal proposito il circolo del Prc chiede al sindaco e all’assessore Barbanente di rendere pubblica la fideiussione ottenuta a garanzia dell'esecuzione dei lavori.

Dalla ricognizione effettuata dal comune di Foggia, estensore il geometra Maffei, aggiornata all’ottobre 2009 si evince che per alcuni “piani integrati” di edificazione non sono stati neanche presentati i progetti delle opere. Eppure l’accordo di programma approvato dalla regione Puglia recita All’interno dell’area di intervento dovrà essere prevista la realizzazione dei servizi e delle attrezzature pubbliche, ex D.M. n. 1444/68, nelle quantità previste negli elaborati progettuali. La realizzazione di tali servizi dovrà essere assicurata dal soggetto attuatore contestualmente al programma edilizio”

Leggendo la “Convenzione Urbanistica” stipulata tra il Comune di Foggia e la società Edil Ambiente srl il giorno 13/06/2000, di fronte al notaio Francesco Paolo Pepe, si legge che, art. 7, tutte le suddette opere (riferendosi alle opere di urbanizzazione secondaria) dovranno essere realizzate entro cinque anni dalla stipula della seguente convenzione e che, art. 9, “Il soggetto affidatario …. Si obbliga a prestare al comune di Foggia, all’atto delle concessioni edilizie, fidejussioni assicurative per importo pari a quello degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria …”.

Buone intenzioni, sancite da un accordo firmato davanti al notaio, a cui doveva fare seguito la progettazione delle opere che avrebbero dovuto dotare la zona dei servizi necessari a renderla visibile mentre oggi è un “quartiere dormitorio di lusso” senza negozi, servizi, e mal collegato alla città.

Il nostro dispregio va al Sindaco che non ha ancora trovato il tempo di ricevere il comitato dei residenti a cui dovrebbe dare spiegazioni per la mancata esecuzione delle opere pubbliche. Anche in questo, nel distacco tra l’amministrazione comunale e i bisogni dei cittadini, vi è continuità tra le peggiori amministrazioni comunali che Foggia abbia avuto: Agostinacchio, Ciliberti e Mongelli”.

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