GdF a casa di Potenza, l’ex sindaco di Apricena: “Perquisizioni? Esito negativo”

Antonio Potenza: “Normali verifiche di lavoro che certa sinistra strumentalizza per fare campagna elettorale. Alla diffamazione selvaggia e alla vile strumentalizzazione risponderò con i documenti”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

UNITI PER CAMBIARE | Nei giorni scorsi su un giornale cartaceo è apparso un articolo estremamente calunnioso e diffamatorio sulla persona del nostro sindaco Antonio Potenza e di alcuni stimati professionisti della nostra Città. Si parla di una perquisizione della Guardia di Finanza avvenuta a casa e nell’ufficio di Antonio Potenza. Da questo fatto, realmente accaduto, l’autore dell’articolo e certa sinistra (certamente a corto di argomentazioni politiche) hanno cercato di ricamare scenari inesistenti, tentando di mettere in piedi una campagna mediatica diffamatoria  che si fonda su basi inesistenti.

ANTONIO POTENZA | “Venerdì 7 febbraio uomini della Guardia di Finanza, dei quali ho apprezzato la professionalità estrema e la correttezza assoluta, hanno perquisito la mia casa ed il mio studio professionale, su ordine della Procura della Repubblica di Foggia. Tale provvedimento arriva su disposizione del Pm Marangelli, il quale sta coordinando delle indagini avviate dopo una denuncia calunniosa di alcuni soggetti, con i quali, in passato, ho avuto un’aspra causa civile, che ha a che fare con il mio lavoro. Non con la mia attività politica”.

Non avendo nulla da nascondere (infatti i militari non hanno portato via nulla dalla mia abitazione né dal mio studio) ho accolto l’atto disposto dalla Magistratura con la serena compostezza di chi è certo della propria onestà. E non ha nulla da temere da qualsivoglia calunnia, messa  in giro ad arte. Le perquisizioni hanno avuto esito assolutamente negativo”.

La mia reazione, da persona onesta e perbene, è stata unicamente quella di mettermi a totale disposizione della Magistratura. Stamattina, il mio legale, l’avvocato Franco Metta, ha depositato nelle mani del dottor Marangelli una richiesta di immediato interrogatorio da parte mia. Con sollecita archiviazione del procedimento. Mi auguro di essere ascoltato dal dottor Marangelli già nei prossimi giorni.

Sono assolutamente certo che le indagini – che il magistrato è obbligato ad avviare seppur in  presenza di una denuncia falsa e calunniosa – si concluderanno a brevissimo con la archiviazione. Purtroppo tali accuse sono state messe in atto da chi ha voluto con la calunnia tutelare interessi economici, che come responsabile all’epoca del mio gruppo imprenditoriale, avevo contestato come indebiti e non dovuti. Ulteriore precisazione: il mio gruppo opera in Abruzzo, non ad Apricena.

Sono assolutamente sereno e rinnovo, in questo momento, la mia più totale ed assoluta fiducia nell’operato della Magistratura. E sottolineo il mio apprezzamento per la professionalità e signorilità che l’Ufficiale ed i sottoufficiali della Guardia di Finanza hanno dimostrato nella circostanza.

Non posso non prendere atto che questo episodio sia stato volgarmente strumentalizzato da una ben individuata forza politica cittadina maestra dello sciacallaggio politico. Quella stessa parte del centrosinistra che, probabilmente certa di una preannunciata sconfitta elettorale, usa la denigrazione come unico strumento di lotta politica.

Fa specie che a farlo sia la stessa parte politica che annovera tra i suoi dirigenti personaggi i quali non sono solo stati indagati, ma pesantemente condannati sia dalla Magistratura penale che da quella amministrativa.

In carenza di argomenti politici ed amministrativi, con la prospettiva concreta di essere nuovamente sconfitti alle prossime elezioni, questi soggetti tentano di fare come gli avvoltoi sui cadaveri. Ma qui, li rassicuro, non è morto nessuno. Intanto loro portano avanti una campagna di diffamazione, strumentalizzando l’episodio, ignorando la presunzione di innocenza che assiste tutti i cittadini e infangando le persone che, evidentemente, sanno di non poter battere alle prossime elezioni.

A loro va tutto il mio disprezzo. Mentre ai cittadini, così come farò ai Magistrati, voglio offrire tutte le opportune spiegazioni e i chiarimenti. Come sempre, carte alla mano, dimostrerò la assoluta inconsistenza delle accuse e della campagna strumentale avviata da ben noti e squallidi personaggi, che offendono la tradizione politica di questa Città e lo stesso nome del partito, di cui si sono inopinatamente impossessati.

Per amore di chiarezza e verità, insieme agli amici della lista civica ‘Uniti per Cambiare’, organizzeremo una grande manifestazione il prossimo 14 febbraio, alle 19, a Casa Matteo Salvatore. Sarà l’occasione per rispondere con i documenti alla diffamazione selvaggia e alla vile strumentalizzazione. E per parlare di Legalità dimostrando che né io, né i cittadini, abbiamo paura delle vigliacche intimidazioni che inconsistenti avversari politici, da oggi a maggio, cercheranno, in tutti modi, di farci recapitare

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