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Gentile e Rauseo tirano le orecchie ad Azzarone e stoppano “le fughe in avanti”

Elena Gentile e Mariano Rauseo intervengono sul caso del Partito Democratico a Vieste e del muro contro muro tra Lia Azzarone e Paolo Prudente con Francesco Clemente

Elena Gentile e Mariano Rauseo prendono le distanze dalla decisione di Lia Azzarone di diffidare Paolo Prudente e Francesco Clemente – in odore di espulsione dal PD – all’utilizzo del nome e del simbolo del partito. L’europarlamentare dei democratici e il segretario di Foggia precisano che “la titolarità e la gestione del simbolo del PD appartengono al segretario nazionale e, su sua delega, a quelli regionali e
provinciali. A nessun altro”.

Gentile e Rauseo aggiungono: “Basterebbe questo - lo diciamo pubblicamente a tutti e a tutte coloro che ci stanno tempestando di telefonate – per bollare perlomeno di incompetenza (nel senso di assenza di potere) i risibili anatemi della responsabile organizzazione PD Capitanata nei confronti delle delicate vicende del PD di Vieste.

E incalzano: “Ma c’è dell’altro. Scelte di assoluta delicatezza politica, come quelle relative alle elezioni amministrative a Vieste e/o in altre realtà territoriali di questa provincia, competono al Comitato di reggenza e alla Direzione provinciale, non a singoli dirigenti in contesti altri dalla collegialità degli organismi.

Consideriamo per quello che sono, dunque, gli improvvisati "Torquemada de noialtri". E concentriamoci su cose più importanti, come le fughe in avanti senza legittimazione politica. Rispetto alle quali si convochino al più presto comitato di reggenza e direzione provinciale. E, nelle more, si ponga un freno a fughe in avanti e iniziative estemporanee. Fatte, in ogni caso, non anche nel nostro nome”

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