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PD e Forza Italia insieme, Clemente e Prudente ad Azzarone: “Ma non era un errore da correggere?”

Paolo Prudente e Francesco Clemente in odore di espulsione dal Partito Democratico ricordano com’è cambiata la linea del comitato di reggenza del partito provinciale dal 18 ottobre 2015 ad oggi

Il 18 ottobre 2015 il comitato di reggenza del Partito Democratico, di cui fa parte anche Lia Azzarone, sottolineava la necessità di “correggere l’errore” dell’alleanza tra il PD e Forza Italia in vista delle elezioni amministrative 2016. Perché, scrivevano in quello che il Pd cittadino aveva definito un “documento-fatwa’: sarebbe molto complicato spiegare ai cittadini di Vieste le ragioni che inducono il PD a siglare un accordo con la forza politica contro cui ci siamo battuti per anni”. E ancora: Come possiamo farlo candidando a sindaco uno dei principali protagonisti di questa lunga stagione di amministrazioni di centrodestra?”

In sei mesi sono successe tante cose, dalla costituzione della lista ‘Futura’ con la candidatura a sindaco dell’ex assessore di Forza Italia all’Urbanistica, Nicola Rosiello, fino al diktat di Azzarone, passando per lo scioglimento del Consiglio comunale e la fine anticipata del doppio mandato targato Ersilia Nobile.

Paolo Prudente e Francesco Clemente, in odore di espulsione dal partito e diffidati ad utilizzate il nome e il simbolo del PD, si dicono “esterrefatti” dalle recenti dichiarazioni dell’esponente donna dei democratici, appunto tra i firmatari del documento con cui il comitato di reggenza provinciale del Pd dichiarava l’accordo elettorale tra una parte del PD e buona parte di Forza Italia: “un errore da correggere”.

“Evidentemente – sottolineano Prudente e Clemente - Lia Azzarone non legge ciò che firma”. E ancora: “Ci domandiamo, pertanto, se Lia Azzarone stia parlando a titolo personale o a nome di tutto il comitato di reggenza. E soprattutto ci domandiamo come sia possibile che i vertici del PD accettino, senza colpo ferire, che i loro rappresentanti locali releghino il Partito Democratico viestano ad un ruolo di totale subalternità politica rispetto a Forza Italia. Perché è di questo che stiamo parlando”.

Entrambi aggiungono: “Perché il PD locale deve farsi carico dei risultati a dir poco penosi e insoddisfacenti dell’amministrazione di centrodestra oramai decaduta, invece di esaltarne la propria diversità politica e amministrativa? Ed è francamente comico che l’unico problema all’ordine del giorno sia la nostra esclusione dal partito, piuttosto che un’attenta analisi sui problemi della città e del partito medesimo a livello locale. Un partito oramai ridotto a pochi iscritti e pochissimi partecipanti attivi che non rappresentano più nessuno”.

Prudente e Clemente concludono ricordando le dichiarazioni di Giandiego Gatta: “Questa è l’amara e cruda realtà e bisogna farsene carico. É una situazione non più procrastinabile. Altrimenti si finisce per prestare il fianco a personaggi politici come Giandiego Gatta, che provocatoriamente dichiara che: “Nicola Rosiello è un uomo del PD, benedetto da Michele Bordo, Colomba Mongiello, Ettore Rosato e Paolo Campo”. Il PD a Vieste, faccia la sua scelta e tracci la sua linea politico-amministrativa senza ambiguità, altrimenti i tanti elettori di centro sinistra non saranno più disposti a seguirlo”.

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