Che fine ha fatto il PD? L’ala riformista prova a riaccendere la passione di un partito in letargo

La Sinistra Riformista boccia il percorso si dice pronta ad offrire il contributo di direzione e militanza: “13 mesi senza congresso, coordinamento e con un segretario provinciale a mezzo servizio”.

Michele Bordo e Raffaele Piemontese

Il Partito Democratico provinciale stenta a ripartire, a riprendersi cioè dalle scorie provocate dalle divisioni interne, dai personalismi e dalle ambizioni, comunque legittime, dei maggiori esponenti dei democratici in provincia di Foggia. A chiedere un cambio di passo è la Sinistra Riformista, che in un documento sull’attuale fase politica e organizzativa, evidenzia criticità e lacune di un partito che per il primo anno non ha celebrato la ‘Festa dell’Unità’ provinciale e che in quella del capoluogo dauno ha registrato assenze pesanti. “Il simbolo della nostra vitalità politica e capacità organizzativa diventa lo specchio delle difficoltà di elaborazione e direzione che da più di un anno limitano la nostra capacità di agire nella comunità di Capitanata”.

Sottolinea la ‘Sinistra Riformista’: “Avvertiamo il dovere di riprendere, a partire da oggi e da questo documento, il filo del dialogo con i dirigenti, i militanti, gli elettori del Partito Democratico interrotto, con evidenti esiti negativi, a causa delle difficoltà mostrate nell'affrontare l'attuale fase politica.

INTERVISTA A GIANLUCA RUOTOLO

I PROBLEMI DEL PD PROVINCIALE. La vittoria alle regionali del 2015 e la conseguente nomina all’assessorato regionale al Bilancio del segretario provinciale Raffaele Piemontese hanno fatto emergere quali e quante difficoltà siano determinate dal doppio incarico politico-amministrativo. Nonostante il suo impegno e la sua disponibilità, il PD di Capitanata ha inevitabilmente risentito l'assenza di una guida coerente e costante dei processi politici. garantita a fasi alterne dal Coordinamento di reggenza, la cui capacità operativa è stata minata in origine dalla sua stessa composizione: rappresentanti istituzionali di primo livello, con ruoli di particolare rilievo in sedi anche fisicamente distanti da Foggia. Affiancare i parlamentari e i consiglieri regionali al segretario provinciale è stata una scelta che abbiamo condiviso, anche e soprattutto in ragione della sua provvisorietà. Dalla nomina del Coordinamento alla convocazione e allo svolgimento del Congresso provinciale non sarebbero trascorsi più di 3 mesi. Invece ne sono passati 13 e ci ritroviamo senza congresso, senza coordinamento e con un segretario provinciale a mezzo servizio.

PASSA LA LINEA BORDO-PIEMONTESE

LA DEBACLE DELLE AMMINISTRATIVE. Nel frattempo le elezioni amministrative hanno segnato un ennesimo arretramento del Partito Democratico in termini elettorali e politici. Anche a causa delle nostre incertezze e irrisolutezze, non siamo stati capaci di cogliere le opportunità derivanti dalla crisi e dalla frammentazione del centrodestra né di lavorare convintamente per rafforzare l’orizzonte politico del centrosinistra. Opportunità che i rappresentanti della cosiddetta 'società civile' sono stati capaci di mettere a frutto con opportunismo e cinismo, in alcuni casi ricevendo anche l'appoggio e il sostegno, più o meno dichiarato, di nostri dirigenti. Proprio l'esito negativo della tornata elettorale - solo parzialmente mitigato dai risultati positivi di San Marco in Lamis e Zapponeta -, insieme alla decisione della segreteria nazionale di sospendere i congressi territoriali fino allo svolgimento del referendum costituzionale, ha determinato la decisione della Direzione provinciale, assunta l'1 luglio a larghissima maggioranza, di sostituire il Coordinamento di reggenza con un nuovo Esecutivo politico da nominare su proposta del segretario provinciale Raffaele Piemontese. Altri 3 mesi sono trascorsi e non è stata avanzata alcuna proposta, quindi non si profila alcuna soluzione.

IL PD FOGGIANO SPROFONDA, PERDE CONSENSI E BALLOTTAGGI

L’AFFONDO. Il Partito Democratico di Capitanata continua ad essere privo di agenda politica e di organizzazione in una fase assai delicata per il futuro del Paese e della nostra stessa comunità. Sarebbe assai utile, al contrario, disseminare nei circoli e nei centri della Capitanata quanto di positivo si sta facendo a Strasburgo, a Roma e a Bari per incrementare le opportunità di sviluppo del nostro territorio e migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini. Sarebbe assai utile sollecitare il dibattito e il confronto, ad esempio, sul Patto per il Sud come sulla legge per i piccoli Comuni, sulle norme in favore dell'agricoltura come su quelle per la promozione delle giovani intelligenze. Sarebbe assai utile intestare al Partito Democratico programmi e riforme che avranno positive ed immediate ricadute per migliaia di cittadini e centinaia di imprese, associazioni e organizzazioni. E sarebbe altresì utile creare le condizioni affinché il pluralismo culturale e politico che anima il partito possa vivere pienamente contribuendo ad arricchire la nostra comunità di idee e di energie nuove”

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L’area riformista del PD conclude: “Noi siamo pronti a partecipare attivamente a questo lavoro di elaborazione ed organizzazione politica. Siamo pronti ad offrire il nostro contributo di direzione e militanza politica. Siamo pronti a farlo con l'unico obiettivo di rivitalizzare il Partito Democratico di Capitanata”.

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