Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica

Socialisti foggiani nel PD: fa il suo ingresso Buonarota, Cassitti porta le tessere (ma con riserva)

Oltre mille le tessere che avrebbe fatto registrare Foggia anche grazie a Luigi Buonarota e Saverio Cassitti, che però in Consiglio comunale resta capogruppo del PSI a attende i consigli di Lello Di Gioia

L'ufficio adesioni si riunirà soltanto domani. Ed è da quell'incontro che si avrà, chiaro, il dato del tesseramento del Pd di Capitanata in vista del congresso nazionale. Il gong è suonato formalmente il 28 febbraio, ma sono ore frenetiche, in cui si starebbero ancora acquisendo dati. In Puglia la lotta tra fazioni è senza quartiere: la candidatura di Michele Emiliano, presidente della Regione, ha scombussolato gli equilibri e modificato la geografia delle Federazioni, Capitanata compresa, con travasi eccellenti dalla fonte renziana ai competitori dell'ex premier e ingressi importanti di cui parleremo a breve (in particolare al Comune di Foggia). 

Come abbiamo già avuto modo di scrivere, il Movimento dei Democratici e Progressisti di D'Alema-Speranza-Rossi pesca poco in Capitanata, un tempo fortino del lider maximo: strappa, per seguire il suo leader nazionale, Gianluca Ruotolo, speranziano. Resta in casa dem, invece, Pasquale Russo, consigliere provinciale, che a Speranza si era avvicinato solo negli ultimi tempi.

Ma torniamo a casa Pd. Hanno abbandonato Renzi abbracciando la causa Emiliano il segretario provinciale uscente e assessore regionale del governatore, Raffaele Piemontese, e il suo entourage (dai componenti della segreteria Lia Azzarone e Tommaso Pasqua ai Giovani Democratici pugliesi di Francesco Di Noia).

Perorano, invece, la causa Orlando, ministro della Giustizia, i manfredoniani Michele Bordo e Paolo Campo (ancora nel guado, pare, il sindaco della città del golfo, Angelo Riccardi). Non mollano Renzi, infine, in chiave soprattutto antiemiliano, l'eurodeputata Elena Gentile e i suoi, tra cui compare il segretario del Pd Foggia,  Mariano Rauseo, il capogruppo Alfonso De Pellegrino, l'ex consigliere regionale e capogruppo a San Severo Dino Marino. La partita, è evidente, si gioca su più livelli, in prospettiva elezioni nazionali e imminente congresso provinciale. Ed è guerra alle tessere. Con tanto di ricorsi che già giacerebbero sulla scrivania dell'ufficio adesioni.

Ma anche di ingressi. Oltre mille le tessere che avrebbe fatto registrare Foggia, frutto anche del lavoro svolto da due consiglieri comunali: Luigi Buonarota, eletto con la lista di Socialismo Dauno "Lavoro e Libertà", della cui adesione alla causa dem ne avevamo scritto settimane or sono (tessera datata 24 febbraio 2017, ci dice il consigliere comunale, che ha aderito alla corrente Gentile-Renzi); numerose le tessere portate anche dal consigliere socialista Saverio Cassitti che, però, si sfoga, personalmente non si è tesserato al Pd. "Sono amareggiato e imbarazzato" rivela a Foggiatoday. Cosa è accaduto? Cassitti lo spiega in parole semplici: da tempo la corrente PSI dell'onorevole Lello Di Gioia ha deciso di abbracciare la causa dem, tant'è che i suoi non hanno partecipato al congresso provinciale che due sere fa, a Foggia, ha eletto Michele Santarelli segretario del PSI, e non parteciperanno all'imminente congresso nazionale del partito di Nencini: in pratica un'intera corrente socialista che si scioglie nel Pd (d'altronde, le soglie di sbarramento eventuali del prossimo voto nazionale avranno fatto fare una valutazione di opportunità a Di Gioia, tale da far passare in secondo piano il mezzo politico con cui giocarsi la partita). "Mi devono dire da che parte devo stare" sbotta Cassitti. "Alla vigilia delle elezioni provinciali – spiega - si fece un ragionamento con Lello Di Gioia, Colomba Mongiello e Raffaele Piemontese: io avrei votato Leonardo Cavalieri sì da avere una rete dem che, partendo dal Parlamento con i due deputati, passava per la Regione e giungeva a Foggia, in Provincia e al Comune. Ora – dice - questo asse si è rotto: Piemontese lavora per Emiliano e presumibilmente Mongiello, Di Gioia invece per Renzi. Io cosa faccio? E, soprattutto, cosa faccio votare dopo essermi speso per il tesseramento? La mia tessera non la farò fino a quando con Di Gioia non chiarirò questo e altri punti".

La tessera Pd sarebbe stata fatto anche da un altro storico PSI, Angelo Benvenuto, già assessore comunale. Insomma, Cassitti non cede: prima gli devono dire che fine fa l'asse politico per cui si è speso, poi tutto il resto. Resta capogruppo PSI al Comune, cosa che non si potrebbe dire di Buonarota rispetto alla ormai abbandonata "Lavoro e Libertà". E qui si apre un altro quesito: a proposito di costi della politica rispetto ai quali la Corte dei Conti ha chiesto a Landella di tagliare, è opportuno che coloro che aderiscono ad altri partiti lascino il gruppo consiliare del quale sono capigruppo, circostanza che dà loro la possibilità di usufruire di tutti i benefits connessi alla carica, tra cui ulteriori 24 ore di permesso dal lavoro che pagano a caro prezzo i cittadini. È un tema che non riguarda solo Buonarota, ovviamente, e sul quale abbiamo già scritto. Lo faremo ancora.

Ma torniamo al Pd. Perché oltre alla vertenza apertasi in casa PSI, altre grane, più o meno fisiologiche, si sarebbero aperte col tesseramento. Sul tavolo dell'Ufficio adesioni giacerebbero diversi ricorsi: Vieste, Zapponeta e San Severo. Qui, in particolare, dopo la polemica delle tessere ai migranti -che, secondo indiscrezioni, avrebbero fatto volare parole grosse ed anche ceffoni nella sede locale del partito (ad onore del vero si tratterebbe di 11 tessere e non 50 come inizialmente denunciato)-pare che alcune tessere siano costate 20 euro invece di 15. Si capirà meglio domani. Quando si avrà più chiaro lo scenario che si apre in vista del congresso. E i numeri. "Non ho fatto la tessera al partito ma parteciperemo alle primarie in chiave pro-Emiliano" fa sapere il presidente della Provincia e sindaco di San Severo, Francesco Miglio. Ed è questa la realtà con la quale dovranno confrontarsi i pro-Renzi in Capitanata e in Puglia: il popolo del civismo che si riverserà in massa su Emiliano. Le previsioni lo danno in pole nella sua terra. Dovrà sfondare, però, oltre la linea dell'Ofanto.

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