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"Qua è già tutto morto". Il ritorno del PD tra la gente del centro storico. Negozianti e abitanti: "Rivogliamo il mercato"

Strutture in ferro ridotte a dormitori. E resta complicata la convivenza tra residenti e locali notturni nel centro storico

 

“Qua è già tutto morto”. Regna lo sconforto tra residenti e commercianti di via Arpi e del centro storico di Foggia. Gli scooter sfrecciano, più di 40 negozi hanno abbassato la saracinesca. "Questa era l'antica via dei mercanti". È solo un vecchio ricordo. L’Unione comunale di Foggia del Partito Democratico, pancia a terra, decide di farsi due passi da quelle parti e torna tra la gente per intercettare malumori e desiderata di chi quotidianamente vive la zona. È la prima passeggiata di una campagna di ascolto nei quartieri e nelle zone degradate della città. La delegazione è composta dal segretario cittadino del Pd di Foggia Davide Emanuele (intervistato nel video), dai consiglieri comunali Francesco De Vito e Michele NorilloGabriele Cela, segretario dei Giovani Democratici Foggia, Francesco Strippoli, Claudia Palmieri e Arbri Merkaj.

Gli abitanti denunciano parcheggi selvaggi, degrado, e lamentano la difficile convivenza con i locali notturni. I meno intransigenti invocano una regolamentazione. Hanno consegnato un documento al partito che sintetizza le rimostranze dei cittadini, esasperati dagli schiamazzi fino a tarda notte, dall'accumulo di "quantità abnormi di rifiuti di ogni genere conseguente anche alla mancanza di appositi raccoglitori", assieme allo "scorazzare impunito di macchine e motocicli". Angoli di strada sono ridotti a vespasiani a cielo aperto. La situazione - si legge nelle tre pagine - "diventa delirante il venerdì, sabato e domenica, allorquando gli schiamazzi perdurano sino all'alba". Durante il giorno non va meglio, e la "situazione è infernale". Mancano i posti auto gratuiti e i residenti non godono di alcuna agevolazione nei parcheggi a pagamento. "Esigiamo - scrivono - che il centro storico, privato degli orrendi paletti dissuasori, divenga zona di parcheggio riservata ai residenti (strisce gialle) così finalmente potremo tornare a casa e ad esempio scaricare le macchine dalla spesa". Invocano il ripristino della legalità, e non intendono arrendersi.

Le strutture in ferro risparmiate dallo smantellamento del cosiddetto 'trenino' di Piazza Mercato sono l’emblema del degrado. Le ultime segnalazioni arrivate alla Polizia Municipale denunciavano la presenza di persone che si erano introdotte nel manufatto abbandonato e dormivano lì. Gli abitanti e Paolo, il macellaio, un'istituzione della piazza, hanno chiesto di mettere in sicurezza la struttura e chiuderla, ma non è stato ancora effettuato alcun intervento. Da anni, il titolare della macelleria-braceria, sentinella della zona, chiede l'installazione di bagni pubblici e maggiori controlli: "Una postazione dei vigili il sabato non ci farebbe male, la zona deve essere più sorvegliata". È lui che da solo ripulisce la pavimentazione davanti al suo esercizio commerciale.

"Tutti quelli che abbiamo incontrato, residenti e commercianti, hanno richiesto il ritorno del mercato a piazza Mercato - afferma il segretario Davide Emanuele - che è la principale istanza per rivitalizzare un'area che è diventata la vera periferia nel cuore della città". L'idea è anche quella del Pd che vorrebbe trasferire gli ambulanti e trasformare il mercato Arpi in un contenitore culturale, desiderio condiviso dai residenti della graziosa Piazzetta Arpi di Vico Civetta che meriterebbe più cura. "Il centro storico è in completo stato di abbandono. Le storie che ci hanno raccontato oggi sono veramente tristi". Deviando tra i vicoletti, la delegazione piddina è arrivata fino alla Chiesa di San Tommaso, ancora chiusa (solo due settimane fa è crollato il solaio di uno stabile adiacente), simbolo della storia abbandonata. Qui si vive di ricordi, tra le vecchie botteghe e lo storico supermercato dei Fratelli Giuva con le serrande abbassate da anni. Il centro storico entrerà nel documento programmatico per il rilancio di Foggia che sarà stilato dal Partito Democratico. "Potrebbe essere il salotto di Foggia - dice, in ultimo, uno degli artigiani con un filo di speranza - Questo posto deve risorgere".

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