Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica

Mea culpa del Pd: “Teatro Giordano, verde e strade altrimenti sarà un fallimento”

Ufficializzati i cda delle ex Ipab dove siederanno il MeP con Antonio Guastamacchia e il Pdl con Sergio Cangelli per la De Piccolellis. Sel con Lino Del Carmine per l'Addolorata

Il voto delle urne ha scosso il Pd foggiano che riparte dall'autocritica, greve, sui primi 4 anni di amministrazione e dalla richiesta di un cambio di marcia immediato al Comune di Foggia per evitare una chiusura in fallimento della consiliatura Mongelli. E la chiave di volta (o l'uovo di Colombo?) è nelle cose da fare piuttosto che nelle sterili discussioni sulla giunta.

La campagna elettorale, peraltro, è alle porte (ancora 14 mesi) ed il centrosinistra deve provare a ricomporre le ossa uscite rotte dalle urne. Subito pochi punti - 5, al massimo sei - da concretizzare in tempi brevi, certi, "entro l'autunno - azzarda il presidente del consiglio comunale Raffaele Piemontese (con le date, è noto non c'è mai stato molto feeling) - o vorrà dire che avremo fallito e la consiliatura ritenersi conclusa". Anticipatamente.

E' questo il messaggio che la segreteria di via Isonzo affida alla stampa affinché arrivi nelle stanze del Palazzo dove, invece, si sta consumando l'ennesimo tentativo di rimpasto dell'esecutivo e di corsa alle postazioni di sottogoverno. Le ultime sono state ufficializzate ieri e riguardano i cda delle ex Ipab dove siederanno il MeP con Antonio Guastamacchia e il Pdl con Sergio Cangelli per la De Piccolellis; Sel con Lino Del Carmine per l'Addolorata.

Ma il Pd è serafico. "Noi non parteciperemo a spartizione di poltrone né a giri di deleghe" chiarisce Rauseo, costretto ancora una volta a dettare la linea del partito di maggioranza relativa ai compagni di viaggio minori (dai socialisti all'Udcap) ma anche al suo interno dopo che dalle stesse fila Pd in consiglio comunale ne è giunta di recente una sconfessione totale. Sarà un caso ma alla conferenza di oggi mancavano proprio I consiglieri che più viaggiano in ordine sparso (Clemente, Chinni,Vinciguerra). Ma la segreteria non se ne duole e sposta il cerino nelle mani del sindaco ("nelle sue mani ci sono anche le deleghe dei nostri assessori").

Nulla di nuovo, insomma, verrebbe da dire. In fondo, che ci siano alcuni punti sui quali non si può più derogare come la manutenzione del verde (l'affidamento è in via di aggiudicazione) e il problema delle strade, l'apertura del Teatro Giordano, il piano delle attività produttive (proposta una commissione che elabori le proposte del Pd), futuro di Amica (anche il Pug? Il Pd glissa), per fare di Foggia una città sulla soglia minima della decenza è sotto gli occhi di tutti.

Ma questa volta nei volti c'è la consapevolezza, amara, che la credibilità di partiti ed amministrazione è ad un punto di non ritorno. Accompagnato da una parte del gruppo consiliare e dagli assessori Lisi e Russo, il Pd promette: "Saremo un pungolo. Non solo proporremo ma controlleremo che le cose si facciano". Questa volta. Risoluto il metodo, definito di "ricatto positivo" su sindaco, maggioranza e tecnostruttura, sempre più nel mirino della politica.

Nella lista della spesa anche i tagli ai costi della politica "che presto - garantisce Piemontese - arriveranno in aula e saranno drastici. Vedremo chi li sosterrà". Intanto il sindaco Mongelli domani potrebbe essere a Bari. Rumors vorrebbero che il futuro di Amica possa esser deciso col "contributo" del sindaco levantino, già una volta accorso in aiuto di Foggia. E che il Pd foggiano la proposta se la trovi già sul tavolo, attesi i ritardi che si stanno accumulando anche su questo tema. Un anno di Amiu passa in fretta.

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