Pazienza incontra "casualmente" Casanova, i cinquestelle non gliela perdonano: "Lega o Parco?". Il presidente: "Abbaglio"

La teoria avallata da una fotografia che lo ritrae in compagnia dell'on. Massimo Casanova. "Ero lì con la mia famiglia. Chi ha scattato la foto non si è nemmeno premurato di evitare di inquadrare mio figlio, di soli nove anni!"

Pasquale Pazienza

“Attacchi strumentali e fuorvianti”. Così il presidente del Parco nazionale del Gargano, Pasquale Pazienza, commenta le notizie relative ad una "presunta e non veritiera partecipazione" alla manifestazione politica della Lega tenutasi nella giornata di ieri, a Foggia; teoria sostenuta da alcuni scatti che lo ritraggono in compagnia dell’europarlamentare della Lega, Massimo Casanova, a cui sono seguiti commenti e dichiarazioni su alcuni organi di stampa e sui social..

Pazienza non fa mistero di aver incontrato ieri mattina il braccio destro di Salvini "che ho avuto il piacere di conoscere anni orsono" e un altro gruppo di persone "alcune delle quali a me amiche", ma precisa a chiare lettere che l'incontro sarebbe avvenuto casualmente, "mentre con la mia famiglia mi stavo recando in un negozio per fare degli acquisti. Lo fa partendo da un presupposto: "Mi considero libero di parlare con chiunque".

Questa la versione del presidente del Parco Nazionale del Gargano: "In quel contesto l’on. Casanova mi ha riferito del brutale attacco subito nella sua masseria di Lesina da un branco di lupi e della conseguente strage di pecore. Ascoltato Casanova, che aveva da poco terminato una manifestazione in piazza (ne sono prova le bandiere ripiegate che si osservano nella foto) e salutati i conoscenti e qualche amico, stavo per raggiungere il resto della mia famiglia. È proprio in quel contesto che è stata scattata la fotografia da cui si evincerebbe la mia appartenenza al partito di Salvini", continua. "Una foto scattata tra l’altro in barba alla più elementare deontologia professionale. Chi l’ha fatta, non si è nemmeno premurato di evitare che l’obiettivo inquadrasse mio figlio che era con me e che ha solo nove anni! La foto ha trovato invece facile ed ampia diffusione sui social dando adito a commenti vari, alimentati con mia grande sorpresa anche da alcuni esponenti politici del Movimento 5 Stelle che, al pari di molti altri attori istituzionali di diversa estrazione politica coi quali ho il dovere e il piacere di interfacciarmi, ho sempre ritenuto essere buoni interlocutori in questa mia esperienza come presidente del Parco nazionale del Gargano, nata - lo ricordo - dalla nomina del ministro Sergio Costa".

Il riferimento è al duro attacco dell'europarlamentare Mario Furore, che con un post su Facebook aveva chiesto conto a Pazienza del perché si trovasse lì in quel momento: "Una manifestazione, non un flashmob che vuole festeggiare la festa della Repubblica, ma un evidente monito contro il governo, ora sia chiaro ognuno è libero di manifestare come meglio crede: ma un errore scivoloso da parte di una istituzione è da condannare, poichè credo che all’epoca della sua nomina se i miei colleghi parlamentari avessero saputo che questa era una nomina genuflessa alla Lega, forse di un politico e non di una persona libera e oggettivamente sopra le parti, non l’avrebbero mai permessa. Quindi al Parco abbiamo una guida che milita contro chi come il ministro Sergio Costa ha permesso questa nomina? Mi riserverò di parlarne con chi di competenza al solo fine di avere chiarezza. Ma soprattutto la domanda più pertinente è: Il bene del Parco o il bene della Lega? È una foto che mi fa pensare. Mai permettere lottizzazioni di questo territorio ad opera di “lupi” affamati. E io non posso tacere!

Anche su questo aspetto, Pazienza fa chiarezza: "Nel ruolo di presidente del Parco avverto il dovere di parlare con tutti e, per mio atteggiamento personale esercito questo mio diritto aprendomi a tutti coloro che con me si interfacciano nei modi e nei toni consoni ad un civile e democratico confronto. Non accetto, come in questo caso, facili, fasulle e demagogiche strumentalizzazioni che paiono figlie di un modo distorto di intendere la politica e che sembrano rimandare a quei tempi bui in cui il solo sospetto di simpatizzare per questa o quella ideologia poteva dare luogo, non a sterili pettegolezzi sui social, ma a reali rappresaglie anche piuttosto pesanti. Non è questa la cultura politica a cui appartengo e spero che anche chi ha pensato di strumentalizzare una foto per alimentare un’inutile polemica possa ravvedersi e comprendere l’abbaglio in cui è cascato”.

I cinquestelle non sembrano però accontentarsi delle motivazione del presidente del Parco del Gargano. "Sinceramente non erano quelle le risposte che cercavamo e che ci aspettavamo oggi" scrivono in un comunicato i pportavoce nazionali, europei e regionali del Movimento 5 Stelle di Capitanata. "Vogliamo semplicemente capire se l’Ente Parco è guidato da un egregio professore che – come auspichiamo - si è sempre professato apartitico, con un curriculum importante, o sia invece diretto da un uomo legato alla Lega. 
A noi era parso di capire che la carriera e la sua apartiticità erano aspetti alla base delle motivazioni che hanno spinto alla nomina il ministro del Governo Conte, Sergio Costa; se il quadro è cambiato, dobbiamo saperlo. Non ci sono vie di mezzo: sì o no
"

E ancora, si legge, "Da sempre siamo e saremo contrari alle nomine fatte solo per appartenenza o tessere di partito e continueremo a farlo. Abbiamo lanciato da subito segnali forti e chiari di collaborazione al presidente Pazienza. Abbiamo accolto la sua nomina certi, anche dopo sue rassicurazioni, che non ci fosse nessuna spartizione politica, come al contrario qualche giornale già lo scorso anno raccontava. Crediamo che si debba ricostruire, in controtendenza rispetto alle logiche che hanno sempre prevalso, innanzitutto un rapporto serio e schietto con i cittadini del promontorio del Gargano che continuano a sperare da anni di avere un Parco Nazionale che possa contribuire allo sviluppo economico e alla tutela del territorio e non poltrone politiche da occupare. Questa volta aspettiamo una risposta forte e chiara dal presidente Pazienza".

I cinquestelle di Capitanata proseguono e chiosano: "Noi vorremmo essere diversi o perlomeno, avere la consapevolezza piena se un presidente di un ente fondamentale per questo territorio sia o meno legato ad una forza politica.  Solo chiarezza, non altro. Chiarezza non di certo solo per noi ma per i cittadini del Gargano. Anche perché da questa chiarezza deriva anche la direzione e la linea di azione che il Parco perseguirà. Non è quindi una semplice informazione, ma è un aspetto fondamentale".

Sulla vicenda interviene anche Daniele Cusmai, segretario provinciale Lega Foggia. "Le incredibili accuse rivolte al presidente del Parco nazionale del Gargano, Pasquale Pazienza, da alcuni esponenti di primo piano del Movimento 5 Stelle in provincia di Foggia evidenziano la totale assenza di cultura politico-istituzionale che li contraddistingue, rappresentando plasticamente il volto peggiore del potere, quello che si fa dittatoriale ed arrogante, teso a limitare finanche le libertà personali che la Costituzione garantisce ad ogni uomo e ad ogni donna di questo Paese. Un modo di intendere le istituzioni e di fare politica che invade la sfera privata dei cittadini e che, pertanto, come Lega rigettiamo con forza", spiega in una nota stampa.

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"Mettere pubblicamente in discussione il profilo di un professionista dalla specchiata moralità, autonomia e competenza nell'esercizio delle sue funzioni e minacciarlo di ritorsioni a più alti livelli per il sol fatto di avere avuto l'ardire di incrociare casualmente la manifestazione organizzata dalla Lega ed essersi speso in un rapido saluto a titolo personale ad alcuni dei presenti, definisce chiaramente l'idea di potere che ha il Movimento 5 Stelle: giogo, sudditanza al Movimento, limitazione delle libertà costituzionali, inibizione dei rapporti interpersonali. Un concentrato incredibile di violazioni giuridiche intollerabile finanche nei peggiori regimi autoritari. Siamo al ricatto politico e istituzionale, alla richiesta di genuflessione di privati cittadini rappresentanti delle istituzioni al Movimento, che dà e toglie a seconda del grado di adorazione e fideismo espresso nei confronti del capo. Di fronte a tale degenerazione ed esaltazione del potere non possiamo tacere. Esprimiamo, pertanto, la massima solidarietà ed esortiamo Pazienza a continuare a ricoprire il suo incarico istituzionale in totale serenità".

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