Parco del Gargano, si litiga sul direttore: rinviata la scelta. Sulla presidenza Costa prende tempo

Tutto fermo al Parco nazionale del Gargano. In standby non è solo la questione presidenza, all’attenzione del Ministro da qualche mese, ma anche la nomina del direttore. Nulla di fatto ieri nel consiglio direttivo

Tutto fermo al Parco nazionale del Gargano. In standby non è solo la questione “presidenza”, all’attenzione del Ministro Costa da qualche mese, in attesa che il titolare dell’Ambiente e delle Politiche Agricole e Forestali scelga la terna dei nomi da condividere con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla scorta dei curricula giunti a Roma (entro Natale, par di capire, la terna dovrebbe essere decisa).

Perché c’è anche il problema del direttore dell’ente. La postazione è vacante da anni, si va avanti con facenti funzioni (Carmela Strizzi dal 2015). Nell’ultimo periodo è stata avviato il penultimo step, quello della selezione dei 42 curricula giunti a luglio, ma eri l’ennesimo consiglio direttivo del Parco dal quale si attendeva la terna si è concluso con una nulla di fatto. Tutto rinviato ad una prossima seduta, che si terrà tra una settimana – dieci giorni.

Il consiglio direttivo, lo ricordiamo, è l’organo deputato a designare i tre nomi da inviare a Roma: toccherà a Costa la scelta definitiva. Ma ieri è emerso chiaro il disaccordo dei sette (il direttivo è formato da Costanzucci, presidente pro tempore, Pasquale Coccia designato dal Ministro politiche agricole, Luigi di Fiore sindaco di Rignano, Michele Merla, sindaco di San Marco in Lamis, Marco Lion designato dalle associazioni, Massimo Monteleone designato dal Ministro dell’Ambiente, Francesco Riga designato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

In lizza per la carica di direttore dovrebbero esserci l’uscente Strizzi, pare la favorita fortemente sostenuta dal Pd, il prof. Ciro Pignatelli (già commissario straordinario del Parco e oggi presso il Segretariato generale del Ministero dell’Ambiente) e un outsider politico, Lorenzo Gaudiano, giovane ricercatore che col Parco ha già collaborato ad attività di ricerca faunistica nell’area protetta. Ma dal mondo ambientalista arriverebbe forte la spinta anche sul ricercatore Gianfranco Pazienza (già proposto in passato alla presidenza del Parco; forte lo sponsor che giungerebbe, in questo caso, da Marco Lion, presidente del consiglio direttivo, e da uno dei sette membri, Massimo Monteleone).

Tutto sospeso, dunque. La terna deve attendere. E bisogna attendere anche per quella del presidente del Parco, sostituita pro tempore dal facente funzioni Claudio Costanzucci. Costa, insoddisfatto dal profilo dei pretendenti, avrebbe riaperto i termini per l’invio dei curricula. Si punta, come dichiarato anche in occasione della visita del Ministro all’Università di Foggia, ad un naturalista di alto profilo o comunque ad un esperto con spiccatissime competenze. L’unica cosa che appare certa al momento è l’archiviazione della terna che era statagià  inviata in passato al Ministero formata da Michele Maggiano (su cui è calato l’endorsement di Emiliano), Raffaele Vigilante e l’ex presidente Stefano Pecorella.

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