Volano parole grosse sulla terna del Parco. Merla al Ministro: "Non puoi decidere tu". E a Lion: "Senti chi parla"

Durissimo j'accuse del sindaco di San Marco in Lamis all'indomani della bocciatura da parte del Ministero della terna Strizzi, Gaudiano, Villani. E attacca l'ambientalista Lion: "Inaccettabili le sue lezioni di moralità"

“Quelle di Marco Lion sono accuse irricevibili. Non accettiamo lezioni di moralità da nessuno, men che meno da lui. Per quanto concerne il Ministro Costa, venga qui e partecipi lui stesso alla selezione dei curricula o, se vuole, procedesse motu proprio. Anche se si tratterebbe di una forzatura clamorosa”. E’ il duro j’accuse che proviene oggi da Michele Merla, sindaco di San Marco in Lamis, e membro del consiglio direttivo del Parco nazionale del Gargano. L’organo che, per intenderci, ha proceduto all’individuazione della terna direttoriale bocciata ieri dal Ministero in quanto giudicata “illegittima” (Carmela Strizzi, Lorenzo Gaudiano e Maria Villani). Secondo il dirigente ministeriale, la scelta sarebbe stata viziata dalla mancata osservazione delle norme che dovrebbero regolare la selezione, in particolare per il venir meno di un confronto comparativo tra curricula sulla scorta di una predeterminata griglia di valutazione. Tutto da rifare, insomma, tra le accuse della componente ambientalista dell’organo direttivo, che aveva inviato un duro esposto al Ministro Costa, parlando di “forzatura inaccettabile” e di “logiche clientelari”.

Accuse oggi rispedite al mittente da Merla. “Ma quale mancato rispetto. Noi ci siamo attenuti ai principi espressi dal bando inserendo nella terna un direttore facente funzioni, un giovane ricercatore universitario e una rappresentate di Federparchi” tuona Merla, “come si fa a dire che siano profili non confacenti al ruolo o che non rispettino le valutazioni che dovrebbero compiersi in questo caso? Chi c’è di più confacente? Non è che un Ministro, solo perché fa il Ministro, può azzerare così: venga qui e ci faccia capire come si dovrebbe procedere”. E attacca a testa bassa Lion: “E’ stucchevole: l’accusa iniziale era quella di non aver rispettato i diritti di rappresentanza delle minoranze. Ora si aggancia alle motivazioni del Ministro. Allora, delle due l’una. La verità è che non abbiamo nominato i suoi uomini. Questa è la rottura con Lion. Anzi, con i rappresentanti ministeriali. Perché loro sono stati nominati, noi siamo stati eletti. Due volte: come sindaci e come rappresentanti dei sindaci. Quindi lezioni di moralità, lui che da Senigallia viene qui a spese del Parco, non ce le deve fare” continua, durissimo, Merla, che ironizza con parole al fiele: “Guarda caso a lamentarsi sono gli stessi che sono già stati bocciati una volta dal Ministro, visto che avevano l’ambizione di fare i presidente del Parco del Gargano”.

Ma, Lion a parte, dal Ministero si sottolinea il mancato rispetto delle norme. Merla rigetta l’accusa. “Non è vero. Noi abbiamo comparato i curricula, ci siamo attenuti allo spirito del bando, abbiamo inserito le tre figure migliori. Ci dicano perché non lo sono. Chi meglio di un direttore facente funzioni può avere le competenze? Ci è sembrato quasi scontato mettere dentro Carmela Strizzi, quindi un ricercatore laureato, Gaudiano, e una persona che rappresenta Federparchi, Maria Villani. A giudizio di cinque rappresentanti del consiglio direttivo, ci sembrava la terna più confacente allo spirito del bando. Dire che questi tre non vanno bene francamente è assurdo”. “Evidentemente – continua Merla- il ministro vuole decidere da sé, lo facesse. Ma commetterebbe una violazione gravissima. Allora invitiamo il ministro a partecipare alla valutazione dei curricula”.

Cosa accade ora? “Noi siamo del parere che va rifatto il bando e va ripetuta la votazione. Anzi, se il ministro vuole mandarci un bando, utilizziamo il suo. Ma non accettiamo lezioni di morale da nessuno”.

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