Lo scontro sul Parco del Gargano si infiamma. Furore e i cinquestelle replicano alla Lega: "Solo falsità e insinuazioni"

La replica del Movimento 5 Stelle rispetto all'interrogazione parlamentare a risposta scritta della Lega sl ministro Sergio Costa

E' di nuovo scontro sul Parco del Gargano tra Lega e Movimento 5 Stelle. Gli eletti pentastellati Rosa Barone, Marialuisa Faro, Mario Furore, Giorgio Lovecchio, Gisella Naturale e Marco Pellegrini, replicano alle dichiarazioni degli esponenti foggiani e pugliesi della Lega che hanno accompagnato l'interrogazione parlamentare a risposta scritta dei deputati Tateo, Sasso e Gavia: "Sono falsità".

"Secondo la singolare tesi della Lega, il Ministro Sergio Costa dovrebbe chiarire i motivi per i quali ha disposto l’ispezione al Parco Nazionale del Gargano all’indomani della risoluzione del rapporto di lavoro con la direttrice dott.ssa Villani (in prova). Ai leghisti, sembra di capire, non interessa appurare se all'interno del Parco si operi nella legalità e nell'interesse generale ma sembra vogliano sapere se il Ministro si è attivato in seguito all'interrogazione depositata in Senato dal sen. Marco Pellegrini (ma condivisa nel contenuto con altri eletti del M5s), dimenticando, forse, che tra le prerogative e i compiti dei parlamentari c'è anche quello dell'esercizio del sindacato ispettivo, attivato in questo caso dal sen. Pellegrini nel pieno rispetto delle norme. Ai leghisti non sembra interessare se, come già appurato dal Ministero dell’Ambiente, vi siano marchiani e macroscopici errori nella compilazione e nell'inquadramento giuridico dell’atto a firma Pazienza, con il quale fu licenziata la direttrice. Errori talmenti insanabili che Pazienza è stato costretto e emettere una nuova delibera per poter confermare il licenziamento della ex direttrice. Come in un dantesco contrappasso, colui che taccia di incompetenza la Villani dimostra la propria incompetenza nel redigere un semplice atto di recesso di rapporto di lavoro. Ma in che mani è il Parco? Duole spiegare e ribadire ai leghisti nostrani, che non c'è alcun bisogno di avere contatti privilegiati con il ministro per presentare una interrogazione in Senato ma, come in questo caso, è sufficiente depositarla, nell'immediatezza degli eventi che tanta preoccupazione avevano destato in Capitanata, visto che la direttrice defenestrata (con un atto illegittimo, come già detto e accertato dal Ministero) fu sostituita con un facente funzione, dipendente dell’ente, ma già noto agli onori della cronaca per essere un assessore del comune di Monte Sant'Angelo, sciolto per Mafia nel 2015, e dichiarato incandidabile. Cosa di cui la Lega si guarda bene dal ricordare".

I rappresentanti dei cinquestelle concludono: “Le confuse rimostranze dei leghisti comprendono presunte inconferibilitá ed illegittimità della nomina della ex direttrice e, inoltre, fantasiose fughe di notizie che avrebbero minato l’indipendenza dell’Ente. Insinuazioni di bassa lega (appunto) nei confronti del Ministro Costa, uomo di Stato e persona integerrima che ha facoltà di vigilare sull’ente, non hanno bisogno del nostro commento. A noi interessa solo ed esclusivamente il ripristino della legalità e che il Parco operi nell'interesse del territorio e non per quello di un partito o di capetti locali. Nulla di più.”

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