Bocciata la mentalità degli amministratori del Gargano: "Basta logica clientelare, se amate il Parco cambiate"

Nota congiunta di Marco Lion (rappresentate delle associazioni ambientaliste), del prof. Massimo Monteleone (rappresentante Ministero dell'Ambiente) e del dott. Francesco Riga (rappresentante ISPRA)

Marco Lion

Dopo la bocciatura della terna degli aspiranti direttori del Parco Nazionale del Gargano da parte del Ministero dell'Ambiente, non si fa attendere il commento dell'On. Marco Lion (rappresentate delle associazioni ambientaliste), del prof. Massimo Monteleone (rappresentante Ministero dell'Ambiente) e del dott. Francesco Riga (rappresentante ISPRA).

Procedura illegittima, terna direttori bocciata: il commento 

Apprendiamo della decisione del Ministero dell’Ambiente in merito all’annullamento delle Deliberazioni del Consiglio Direttivo del Parco Nazionale del Gargano (n. 28 del 14.12.2018 e n. 29 del 14.12.2018) inerenti l’individuazione della terna dei candidati a direttore del Parco da sottoporre alla nomina ministeriale. Per noi, membri del Consiglio Direttivo del Parco del Gargano, che ci siamo fermamente opposti alle forzature di quelle deliberazioni, tale decisione è motivo di soddisfazione e, ancor di più, di grande conforto.

Sapevamo di essere nel giusto nell’opporci ad una procedura illegittima, a una decisione presa in spregio alle norme di legge e nel lamentare il disprezzo di ogni più elementare norma di democrazia. Oggi il rispetto delle leggi e la nostra interpretazione dei fatti ha avuto un ben superiore ed autorevole avvallo. Dunque non siamo soli in questa battaglia per la trasparenza e la salvaguardia dei principi di correttezza ed onestà intellettuale. Grazie Ministro!

Era chiaro che la scelta della terna dei candidati a Direttore del Parco risultava viziata, sia nel merito dei soggetti selezionati (ben superiori, infatti, sono le qualità e l’esperienza professionale di altri candidati esclusi dalla terna), sia in riferimento alle procedure seguite per arrivare alla sua definizione. La terna prescelta non rappresentava affatto una selezione condotta secondo criteri meritocratici.

Senza nulla voler togliere alla professionalità dei soggetti individuati, era del tutto evidente che la scelta non ha perseguito l’obiettivo di selezionare le candidature più qualificate e competitive, bensì quella di assortire un candidato di buona esperienza (nella persona della Dott.ssa Carmela Strizzi, attualmente direttore facente funzioni del Parco del Gargano) con due candidati la cui esperienza fosse largamente inferiore (non fosse altro che per la giovane età).

La condizione artatamente determinatasi “svuotava” il valore della terna e riconduceva, di fatto, ad un solo candidato le potenzialità di scelta da parte del Ministro (limitandone così artificiosamente la valenza selezionatrice). Quanto da noi lamentato è stato pienamente accolto nell’articolato rapporto tramite il quale il Ministero ha espresso le sue motivazioni per l’annullamento delle deliberazioni assunte dal Consiglio Direttivo.

Vogliamo sperare e auspichiamo che quanto accaduto apra finalmente e una prospettiva nuova nella vita e nella gestione del Parco del Gargano. Si tratta, adesso, di ripartire per l’ennesima volta, ma sulla base di principi seri, corretti e rigorosi. Occorre che i rappresentanti delle amministrazioni locali cambino il loro atteggiamento nei confronti del Parco e della “cosa pubblica” più in generale. Chi ha a cuore le sorti del proprio territorio deve traguardare obiettivi più alti e generali, di sicuro ben al di là dell’assegnazione di una “poltrona” ad una persona “amica”.

Al contrario, occorre recuperare il valore di “servizio” che tale figura altamente professionale deve svolgere nell’adempimento del suo ruolo, la valenza strategica che ha come obiettivo quello di rendere al meglio funzionale l’amministrazione dell’Ente Parco rispetto all’immensa risorsa naturale, storica e culturale che esso tutela e gestisce.

Adottare una logica particolaristica, o, peggio, clientelare, tutta avviluppata in se stessa e senza uno sguardo ampio sul mondo circostante non porta a nulla. Questa mentalità ha il fiato corto e non avvantaggia un processo di sviluppo ed emancipazione che, in primo luogo, deve riguardare il calibro “culturale” della popolazione del Gargano oltre che le sua grandi potenzialità e qualità territoriali. “Non è mai troppo tardi” per cambiare registro. Speriamo ciò accada al più presto. Per questo servono persone generose e giuste, anche a partire da un “buon” presidente dell’Ente Parco!

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