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Giuseppe Mainiero

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Gestione Ataf, Mainiero attacca Landella: "Le sue sono scelte improvvisate"

Il consigliere comunale e capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in una nota, critica l'Amministrazione Comunale: "Urge la definizione di un nuovo piano industriale, degno di questo nome, che guardi alla mobilità integrata. Non si continui nel perseverare nel 'tirare a campare'"

“Errare è umano, perseverare è diabolico”, cosi il Consigliere Comunale Giuseppe Mainiero  sulla “tentata vendita dei parcheggi” come "estremo tentativo messo in atto dalla gestione dell’Ataf spa che continua ad essere improntata all’improvvisazione ormai priva di ogni elementare competenza aziendale, manageriale e gestionale. Un Direttore ed un Cda che continuano a disattendere i precetti normativi ed a sconfinare, nel loro operare, dal perimetro normativo sancito dal Testo Unico degli Enti Locali, ed in particolare dall’art. 147, in tema del cosiddetto “controllo analogo” a cui sono sottoposte le società partecipate dagli enti locali che, anche attraverso i deliberati consiliari, esercitano”. Dismettere il “patrimonio” pubblico dell’azienda senza neanche ravvisare il dovere ISTITUZIONALE, oltre che giuridico, che pur esiste, di chiederlo al Consiglio Comunale, che è la “proprieta”, in quanto espressione della comunità foggiana, che è solo “rappresentata” dal sindaco pro tempore Franco Landella” ricorda Mainiero, “la dice lunga su quale piano di interlocuzione si intenda porre il rispetto per l’Assise comunale”.

“Sindaco e Cda Ataf, dopo che a giugno”, continua il capo gruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, “con la complicità dei sindacati hanno firmato un accordo in palese violazione del “piano di efficentamento” approvato dallo stesso  Consiglio Comunale, oggi, si deve apprendere dalla stampa che, il cda ed il mamagment offrono alla città un’altra dimostrazione della loro genialità manageriale,  mettendo in vendita i cosidetti “gioielli di famiglia”, ossia il patrimonio immobiliare aziendale, utilizzato in passato per coprire contabilmente la perdita di bilancio, senza tra l’altro intervenire sulle cause strutturali del deficit, compito basilare di un mamagment degno di questo nome”.

“Non comprendere che l’Ataf ha problemi strutturali di deficit, e che queste misure restano solo “paliativi” utili a sopravvivere, e continuare  non scorgere, anzi sistematicamente ignorare, le opportunità di mercato che questo settore offre è miopia politica di cui il Sindaco Landella si assume la piena responsabilita, lui ha nominato il cda, sua la riconferma del management, sua la condivisione di tutte le scelte aziendali che ogni giorno avvicinano sempre di più l’ATAF verso il baratro del fallimento a cui è avviata da un ventennio”.
“Una società di “mobilità integrata” deve guardare in un’ottica di sistema alla sua mission, privarsi di assett aziendali non servirà a risolvere strutturalmente i problemi, se proprio si vuol rendere appetibile la dismissione, si metta sul “mercato” tutto il servizio del trasporto pubblico urbano, come fatto in altre città, diversamente la vendita di plessi immobliliari, penso al Ginnetto, diventano “appetibili” solo se si “scorge” un cambio di destinazione urbanistica, cosa spero non si auspichi, assecondando i “famelici appetiti” dei soliti “prenditori” interessati alle speculazioni edilizie, in una città dove sono state “conciliate” troppe, tante “retrocessioni edilizie” su cui prima o poi si dovrà fare chiarezza”.
“Il centrodestra è  di fronte ad una scelta, o privatizzare, chiaramente introducendo delle clausole di “salvaguardia sociale” per il mantenimento dei posti di lavoro, o immediato azzeramento del cda e del mamagment, ogni riferimento al direttore Dececca è voluto, e selezione pubblica di un management che abbia competenze specifiche di mobilità , gestione aziendale, specifiche che andrebbero ricercate anche nella definizione di un nuovo cda, visto le perfomance dell’attuale, se proprio non si vuol tornare alla nomina di un amministratore”.

“Urge la definizione di un nuovo piano industriale, degno di questo nome, che guardi alla mobilità integrata, che resta l’unico modo per efficentare la sosta tariffata tenendola legata complessivamente al sistema della mobilità che nella nostra città  è all’anno zero, dove non è ipotizzato alcun sistema di integrazione tra mobilità privata e quella pubblica, nessun indicatore della qualita del servizio senza trascurare la completa assesnza di momitoraggio, altro che custumer satisfation”.
“L’importante è che si faccia una scelta non si continui nel perseverare nel “tirare a campare” a cui purtroppo Landella ci ha abituati, il cambiamento auspicato passa anche da questo” conclude Mainiero.

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