Foggia, OccupyPd: “Vogliamo un congresso spartiacque, ampio e dialettico”

I componenti del circolo “Martiri di Utoya” di Foggia: “Chiediamo che la direzione nazionale dell’11 maggio non tradisca questo slancio, e che apra una nuova fase per il nostro partito”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Sono passati molti giorni da quando noi Giovani Democratici lanciammo OccupyPD, occupando il circolo “Martiri di Utoya” di Foggia, con l’intento di riaprire spazi di discussione, di difendere un partito che vedevamo in pericolo, di dimostrare alla base ed ai militanti del PD che noi giovani, che da tempo spendiamo tempo e risorse per il Partito Democratico, non eravamo disposti a vederlo precipitare nel baratro, ad allontanarsi sempre più da quei soggetti sociali che abbiamo il diritto-dovere di rappresentare e che nelle ultime settimane si sono purtroppo rinchiusi nella sfiducia e nell’antipolitica.

Sono seguite giornate di discussioni, di dibattiti, di entusiasmo e talvolta anche di scontri tra posizioni differenti  e quasi antitetiche, ma possiamo dire che l’occupazione ha sortito quel risveglio che speravamo: abbiamo visto i Giovani Democratici partecipare attivamente e con entusiasmo, ci siamo confrontati (ed abbiamo anche discusso duramente) con dirigenti locali e parlamentari, visto nostri coetanei affacciarsi con interesse alle nostre assemblee, abbiamo riportato la Politica nei circoli, nelle sezioni, nelle strade.

Abbiamo dimostrato che c’è una base di militanti che anche in questo momento buio vuole occuparsi del PD, perché lo sente la sua casa naturale. Giovani  che negli anni scorsi, durante le primarie e durante la campagna elettorale, hanno creduto nel progetto del PD, hanno lottato per esso ed ora non si rassegnano a vederlo a brandelli a causa dei particolarismi e degli interessi di parte. Chiediamo che la direzione nazionale dell’11 maggio non tradisca questo slancio, e che apra una nuova fase per il nostro partito.

Occorre quanto prima una discussione ampia, seria, partecipata, senza dogmi e prese di posizione aprioristiche. Occorre coinvolgere e riavvicinare tutti coloro che in questi mesi hanno smesso di sperare in noi. Occorre assumersi, ognuno, le proprie responsabilità. Per questo, contrari all’ipotesi di un “reggente” a lungo termine, che a nostro avviso ben poco vantaggio e molto immobilismo porterebbe al nostro partito, crediamo sia necessario che sia convocato il congresso del partito nei tempi più brevi possibili (pur senza scendere in logiche frettolose che scatenerebbero solo “guerre di tessere”), e che questo sia preceduto da  congressi territoriali, di modo che dai territori emergano istanze e proposte e che il livello nazionale sia il luogo di sintesi di queste.

Dal locale al nazionale, e dal nazionale al locale: se questo circolo virtuoso non sarà impresso, il PD continuerà a vivere su due piani paralleli e sui territori continuerà ad essere solo una somma di personalità. Chiediamo ai nostri dirigenti locali, ai parlamentari del territorio ed al PD Puglia di lavorare in tal senso, facendo pressione affinché la direzione di sabato sia un punto di svolta.

Chiediamo che già nelle prossime settimane siano convocate assemblee degli iscritti e coordinamenti e siano aperti altri simili spazi di discussione nei nostri circoli. Vogliamo un congresso spartiacque, ampio e dialettico. Il Partito Democratico siamo noi, che giorno dopo giorno lo costruiamo nelle nostre città, nei nostri luoghi di studio, nei nostri luoghi di lavoro.

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