Notte in Rosa, Cislaghi: “Istituzioni sul palco, ma gazebo comunale vuoto”

"La partecipazione in evidenza sul palco, ma assente tra la gente, rispecchia quello che succede in consiglio comunale: la totale assenza di coerenza tra il dire e il fare"

Giorgio cislaghi

Il gazebo vuoto del Comune di Foggia allestito per la "Notte in Rosa", ha suscitato la reazione del segretario del circolo "Che Guevara, Giorgio Cislaghi: "Questa è la testimonianza del reale interesse che l'amministrazione comunale ha sulla questione della parità tra i generi".

"Questo - ricorsa l'esponente del Prc - nonostante il sindaco e le forze politiche di maggioranza e opposizione presenti in consiglio comunale avevano dimostrato interesse alle tematiche dando l’adesione alla campagna 50/50, la proposta di legge regionale per la pari rappresentanza dei generi nelle liste elettorali  per l’elezione del Consiglio regionale."

"La partecipazione della politica comunale alla “Notte In Rosa”, in evidenza sul palco per il dibattito, ma assente tra la gente, rispecchia quello che succede in consiglio comunale: la totale assenza di coerenza tra il dire e il fare" tuona ancora Cislaghi.

LA REPLICA DELL'ASSESSORE ALBANO

"Diamo atto a Mongelli di avere raddoppiato la presenza femminile nella sua giunta, ma questo non basta - sottolinea - tant'è che è ancora ferma alle dichiarazioni d’intento la costituzione della consulta per le parità di genere" aggiunge.

"Chiediamo al consiglio comunale di occuparsi anche della tematica della parità di genere, di non fossilizzare il confronto alle sole questioni economiche che affliggono la comunità. Non ci aspettiamo che sia condivisa e approvata la nostra proposta di garantire la presenza di entrambi i generi nelle cariche di nomina politica (assessori, presidenti di commissione consigliare, rappresentanti della politica nei consigli d’amministrazione, etc,) garantendo il 30% dei posti al genere meno rappresentato, non ci aspettiamo che sia approvato in tempi brevi l’istituzione del registro delle coppie di fatto prendendo atto che si formano famiglie anche al di fuori del matrimonio, a volte anche per cause economiche, a volte per scelte etiche personali, a volte perché l’unione coinvolge persone dello stesso genere. Ci aspettiamo solo che la classe politica chiamata a governare la città nel consiglio comunale sia coerente e cominci la discussione, sempre promessa e mai fatta, sui diritti civili e sui provvedimenti amministrativi che necessitano per garantirli" conclude.

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