Idv, Occhionero: “Trovare degno sostituto di Rocco Laricchiuta”

Occhionero: "Basta con le divisioni e gli equilibrismi da Manuale Cencelli. "Sono delusa e desolata dalla piega che ha preso la discussione"

Apprendiamo da alcuni organi di informazione che a Foggia è scattato il toto assessore alla Cultura. Le quotazioni dei papabili alla poltrona che fu del compianto Rocco Laricchiuta variano di giorno in giorno, in base a criteri – strategie politiche, bilancini, equilibrismi da manuale Cencelli - che riportano indietro l’orologio della politica, tradendo le istanze di cambiamento, partecipazione, trasparenza di cui l’assessore sellino, prematuramente scomparso, si è fatto propugnatore nelle Istituzioni”.

Così Rachele Occhionero, responsabile pugliese del Dipartimento Arte dell’Italia dei Valori, commenta la ridda di indiscrezioni, ipotesi e contro ipotesi scatenatasi in questi giorni a Foggia intorno alla nomina del nuovo assessore comunale alla Cultura.

Da operatrice culturale, nonché cittadina foggiana convinta sostenitrice del centrosinistra, non nascondo di essere delusa, oltre che desolata, dalla piega che ha preso la discussione: non per i nomi in pole position giacché si tratta di persone stimate e apprezzate in città, ma per il fatto che da giorni si è arrancati su questioni legate a un partito della coalizione e, più in generale, all’ala radicale, sempre più divisa al suo interno, e concentrati, ossessivamente, sui problemi di equilibrio nella Giunta e nel Consiglio comunale piuttosto che sull’individuazione del profilo giusto e delle competenze necessarie per guidare un assessorato prestigioso, come quello alla Cultura, in una città che avrebbe bisogno in questa fase difficile di uno scatto in avanti. Mi auguro – conclude Rachele Occhionero - che il Sindaco Mongelli valuti in modo autonomo le indicazioni che gli verranno fornite dai partiti che lo sostengono e che il nuovo assessore alla Cultura del Comune di Foggia sia un degno sostituto del suo predecessore: con una ricca esperienza, aperto al territorio e alle sue espressioni più vive, non ripiegato in un circolo chiuso, politicamente lungimirante, capace di favorire sintonie, connessioni, reti e circuiti, perché anche la cultura può essere motore di sviluppo”.

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