Nomina Damone, Dino Marino: "Atto clientelare che non aiuta la città"

L'esponente Pd preannuncia una richiesta di intervento alla Funzione Pubblica per verificare validità e congruità degli atti prodotti dal Comune di San Severo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

"I sanseveresi non possono condividere l'atteggiamento di soddisfazione dell'amministrazione Miglio per la nomina di Gigi Damone, nella fondazione del Banco di Napoli. In essa non c'è alcun riferimento alle capacità professionali del consigliere comunale in questione e alcuna ricaduta sulle sorti della città. È la ricompensa al fatto che lo stesso non ha avuto la fiducia dei cittadini di San Severo, i voti non sufficienti alla sua elezione, sono stati utili all'attuale governatore". Così Dino Marino, esponente Pd, area "Azione Pd" in merito.

"Oggi, quei voti, vengono ricompensati al mancato consigliere regionale con questo atto clientelare. Un risarcimento non dato ad altri candidati al consiglio regionale, come Giovanni Cera, lista Vendola e Lucia Russi del PD. Emiliano ha voluto formulare questa nomina solo per ringraziare il vecchio Cecchino del fatto che gli ha consentito di fare l'assessore qui per undici mesi con i nostri soldi. Preparando la sua campagna elettorale e restando in aspettativa da assessore invece di andare a Trieste a svolgere le sue funzioni di magistrato. I cittadini onesti sono indignati dall'agire di chi è al governo della città solo per interessi personali", aggiunge Marino.

"Da uomo di sinistra, pur non condividendo un solo atto della passata amministrazione di centrodestra, devo riconoscere all'ex sindaco, Gianfranco Savino, la capacità di tenere fuori dal portone di Palazzo Celestini, Cecchino Damone, che ora, con questa amministrazione, è padrone di ogni ufficio, mentre nessun consigliere comunale o gruppo consigliare ha un ufficio permanente a Palazzo di Città. Purtroppo di questa amministrazione pontifica ogni atto. Sta facendo svanire ogni possibile cambiamento rappresentato dalle tante forze giovani che caratterizzano l'attuale maggioranza. Quella volontà di cambiamento, espressa dalla loro elezione alla guida della città, è stata depotenziata e mortificata.

Il Comune è diventato un fatto di famiglia, tant'è che i metodi, sono tornati ad essere gli stessi di quando Damone padre era all'Asl: quel dirigente risponde a lui e quell'altro pure. Ora vuole persino, con un azione contro legge portare un ragioniere dal Nord a dirigere i servizi sociali con una mobilità non prevista dalle vigenti leggi, solo perché è amico degli amici. Siamo tornati ai metodi della Prima Repubblica. L'azione amministrativa è tutta finalizzata ad accontentare le clientele del vecchio Cecchino, con il solo risultato di aumentare la spesa pubblica. Basta verificare tutte le mobilità effettuate in questi due anni per rendersi conto che non c'è stata nessuna pianificazione sull'effettiva esigenza, rispetto ai bisogni di professionalità specifica per rendere efficiente la macchina amministrativa. Su questo problema chiederò l'intervento del ministero della Funzione Pubblica per la verifica di tutti gli atti prodotti dall 'A.C.

Emiliano vuole sostituire Renzi alla guida del PD, ma si comporta peggio di un Doroteo della prima repubblica che dispensa prebende e benefici ai suoi amici. I sanseveresi, non hanno l'anello al naso, capiscono e non dimenticano", conclude l'esponente Pd.

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