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Riesplode il caso 'restituzioni' nel M5S, parlamentari foggiani non perfettamente in regola: Lovecchio e Pellegrini i meno assidui

Si riaccendono le polemiche nel Movimento 5 Stelle sulle rendicontazioni. Paragone, in un video su Facebook, attacca Di Maio e i parlamentari che non pagano o lo fanno in ritardo. "Deferirò ai probi viri chi ha meno di sei mensilità"

In un video dal titolo “Ecco i nomi di chi non restituisce”, il senatore del Movimento 5 Stelle, Gianluigi Paragone, fa nomi e cognomi di tutti i parlamentari e ministri pentastellati che, nel tempo, son venuti meno al totem del “rimborso”, elemento identitario e qualificante per il Movimento (che sul tema prese una prima “batosta” con le rivelazioni de ‘Le Iene’ alla vigilia del voto politico 2018). Prima di Paragone, erano state le testate nazionali, in particolare il Corsera, a riaprire il “giallo dei rimborsi” mettendo in evidenza le numerose defaillances nel Movimento (addirittura c’è chi non ha mai restituito alcunchè: “è vero che c’è tempo fino al 31 gennaio 2020 per mettersi in regola – ironizza Paragone – ma, insomma, è difficile se dall’inizio dell’anno non hai versato nulla).

Paragone attacca direttamente il capo politico, Luigi Di Maio (“dov’eri?”), mettendo in evidenza le omissioni di numerosissimi esponenti di vertice pentastellati, alcuni dei quali hanno rendicontato praticamente zero, minacciando di adire ai probi viri per tutti coloro che hanno un numero di rendicontazioni mensili inferiori a sei mesi nel 2019. Una messa in guardia che, a ben guardare, investe anche i parlamentari di casa nostra.

Sul sito www.tirendoconto.it, infatti, si può verificare facilmente chi paga e con quale regolarità. Partiamo da due dati, uno positivo ed uno negativo: tutti i parlamentari foggiani cinquestelle hanno rendicontato qualcosa (cioè, nessuno non ha mai versato alcunché come nei casi più eclatanti citati da Paragone) ma nessuno dei nostri è perfettamente in regola (cioè ha versato fino a dicembre 2019). Le più assidue sono le donne, Carla Giuliano, Maria Luisa Faro, Rosa Menga, Francesca Troiano e Gisella Naturale: hanno versato fino ad agosto 2019. Mancano comunque all’appello tre mensilità.

I meno assidui che, a giudicare dalla minaccia di Paragone, finiranno evidentemente deferiti ai probi viri, sono gli uomini: i parlamentari Giorgio Lovecchio e Marco Pellegrini. Appena cinque mensilità versate, hanno rendicontato fino ad maggio 2019. Meno di sei mesi, dunque. 

Non è presente nell’elenco il manfredoniano Antonio Tasso, espulso dal Movimento e, pertanto, non incluso nella lista pubblicata online (ed esentato anche dalle rendicontazioni). 

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