Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

E’ morto Pietro Carmeno, rappresentò la Capitanata operaia in Parlamento

Fu deputato e senatore della Repubblica con il Partito Comunista Italiano. Era nato a Vico del Gargano

Addio a Pietro Carmeno, due volte deputato e una volta senatore della Repubblica a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta. Nato nel 1928 a Vico del Gargano, l’esponente del Partito Comunista Italiano si è spento a 88 anni.

PAOLO CAMPO. La scomparsa di Pietro Carmeno è un lutto profondo per la sinistra della Capitanata. La sua storia politica e istituzionale sono un esempio raro di passione e intelligenza, applicate alla risoluzione dei problemi concreti delle donne e degli uomini senza mai perdere di vista l'orizzonte ideale e valoriale allora espresso dal Partito Comunista Italiano. Pietro Carmeno è stato tra i protagonisti del confronto politico sul tema dell'emancipazione della classe operaia come motore dello sviluppo economico da rifondare dopo il fallimento del modello delle partecipazioni statali al Sud. Con fierezza e dignità ha rappresentato la nostra comunità in Parlamento, prestando ascolto alle voci della sua terra per tradurle in istanze di giustizia sociale e diffusione democratica del benessere. La generazione a cui appartengo deve molto a Pietro Carmeno ed è un debito politico e morale che dobbiamo sforzarci di onorare quotidianamente nelle istituzioni e nel partito che ha ereditato quella tradizione e quei valori tanto cari al compagno Pietro.

MICHELE BORDO. A Pietro Carmeno deve essere riconosciuto il giusto merito di aver saputo interpretare con intelligenza e passione i valori della sinistra e la rappresentanza delle istanze del popolo di Capitanata. La sua attività parlamentare, come quella di altri storici rappresentanti del PCI della Capitanata, ha segnato positivamente uno dei periodi storici più complessi e faticosi della storia repubblicana. Non è per caso che il suo primo intervento nell’Aula di Montecitorio sia stato dedicato al drammatico incidente che provocò l’inquinamento da arsenico nell’area del petrolchimico Enichem di Manfredonia: un evento che seguiva di poco la tragedia di Seveso e che contribuì a far maturare una coscienza ambientalista anche tra gli operai. La sua scomparsa ci priva della sua presenza, non della sua ricca e feconda eredità politica e civica.

COLOMBA MONGIELLO. E' davvero difficile esprimere compiutamente il dolore per la scomparsa di Pietro Carmeno. La sua lezione e la sua passione sono scolpite nella mia memoria e nel mio cuore fin da quando, giovanissima attivista del PCI, decisi di dedicare energie e tempo ad occuparmi degli altri provando a modificare le loro condizioni di vita, lavoro, salute. La periferia di Foggia era una fittissima trama di povertà, disagio, emarginazione, criminalità. Insomma, il luogo in cui espressioni come proletariato e sottoproletariato urbano avevano un senso ed una dimensione precisi. Pietro era una montagna d’uomo ed un gigante politico ai miei occhi di ragazzetta e militante; capace di offrire attenzione e ascolto, di condividere le sue battaglie politiche e parlamentari al punto da farle sentire tue e da farti sentire parte viva di un progetto politico. Tanto più quando divenni la segretaria della sezione a cui eravamo entrambi iscritti. In lui brillava l’intelligenza della classe dirigente comunista foggiana che aveva affrontato l’orribile mostro fascista e aveva contribuito alla ricostruzione delle città e delle comunità. Occupandosi del suo presente, Pietro ci ha insegnato qualcosa sul nostro futuro e sono onorata di proseguire le sue battaglie parlamentari per fare della Capitanata e del Mezzogiorno luoghi in cui vivere e lavorare con sempre maggiore serenità e soddisfazione.

RAFFAELE PIEMONTESE. "Se ne va un protagonista assoluto della storia della sinistra di Capitanata, un primattore delle lotte per l’emancipazione civile, sociale ed economica. E' stato segretario provinciale del Partito Comunista Italiano quando quel partito contava oltre ventimila militanti e si articolava in oltre settanta sezioni nella provincia di Foggia. Tempi di grandi battaglia come quella del metano ma in generale di impegno politico vissuto e popolare. Pur riconoscendo le profonde trasformazioni avvenute Carmeno non si è mai stancato di sottolineare, come ha detto nelle interviste pubbliche ‘Il filo della memoria’ curate da Salvatore Speranza, l’esigenza di “uno strumento di massa organizzato che utilizzi tutti i moderni mezzi tecnologici di comunicazione, tutta la creatività e le forme moderne di partecipazione della società civile”, con ciò assegnatoci l’eredità più urgente da mettere a frutto".

IVAN SCALFAROTTO: “La scomparsa di Pietro Carmeno, già segretario del Pci a Foggia e parlamentare della Repubblica, commuove e addolora tutta la comunità del Partito Democratico e l’intera sinistra di Capitanata. Nella sua biografia di gagliardo combattente e di autorevole dirigente politico si rispecchia la vicenda di un’intera generazione di meridionali, che lungo tutto il corso della Prima Repubblica, interpretarono – con molte più luci che ombre - l’ansia di riscatto e di liberazione dal servaggio delle masse contadine e bracciantili e poi della nascente classe operaia del Sud. La mia generazione, che si è affacciata alla politica quando la lunga militanza di Pietro Carmeno era già quasi conclusa ha un debito di gratitudine verso quelle donne e quegli uomini che con abnegazione e dedizione assoluta fecero vivere e crescere quegli ideali e la nostra società tutta intera, lasciando un insegnamento che è ancora assai prezioso.Alla famiglia, agli amici, ai tanti che conobbero e stimarono lo scomparso vanno le mie più sincere e sentire condoglianze.”

  

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