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E' morto Pasquale Panìco, ex senatore e sindacalista

Aveva 90 anni: conterraneo di Giuseppe Di Vittorio, fu bracciante e poi segretario della Cgil e ancora senatore, dopo essere stato tra i componenti del primo Consiglio regionale della Puglia

Il mondo della politica di Capitanata piange la scomparsa di Pasquale Panìco, ex sindacalista e senatore cerignolano, morto all'età di 90 anni. “Con Pasquale – afferma il segretario generale della Cgil Maurizio Carmeno - viene meno una delle figure di primo piano della sinistra sindacale e politica di questa terra, esempio e guida delle lotte per l’emancipazione dei lavoratori e il progresso della Capitanata”.

Da bracciante al lavoro nella vigna del conte Pavoncelli - la stessa in cui lavorò Giuseppe Di Vittorio - a deputato di Palazzo Madama, “un onore per il ragazzo che zappava la terra che devo alle migliaia di uomini e donne che si sono battuti nel sindacato e nel partito per valori come la democrazia, la libertà, la giustizia sociale, la dignità del lavoro, lo sviluppo”, ha scritto Panico nella sua biografia “Schegge di storia”. Un destino comune, quello di Panico, a tantissimi ragazzi nati all´inizio del secolo scorso, fin da piccoli costretti a conoscere la durezza del lavoro nei campi, a vivere di stenti, soffrire la fame. Quando “sopravvivere era una fortuna”.

Nato nel 1926 a Cerignola, fu spinto verso quegli ideali di progresso e libertà come tanti giovani, mossi dalla volontà di affrancare la propria vita dallo sfruttamento, dalla fame, dalla voglia di cambiare le condizioni materiali di vita di tante persone. I sindacati e i partiti si organizzano in clandestinità anche a Cerignola, e Panico, seppur adolescente, non manca di dare il suo contributo a manifestazioni di dissenso nei confronti del regime. Fino alla Liberazione, alla nuova stagione della ricostruzione post-bellica. Arriva la libertà ma per i braccianti di Cerignola non cambia lo stato di indigenza

E’iscritto al Pci dal 1944, quindi guida la lega dei braccianti a Cerignola, poi la locale Camera del Lavoro. Nel 1949 è il primo segretario della Fgci provinciale e membro della direzione nazionale. Nel 1953 diventa segretario provinciale della Federbraccianti. Ha svolto incarichi elettivi in seno al consiglio provinciale – sempre nella fila del Pci –, consigliere comunale a Foggia quindi alla Regione Puglia dove ricopre la carica di vicepresidente del Consiglio. Dal 1958 al 1970 è stato alla guida della Cgil di Capitanata. Nel 1979 l’elezione al Senato della Repubblica, con un forte attivismo per lo sviluppo del Mezzogiorno.

Di Panico va ricordato l’aspetto umano e caratteriale. La sua intelligenza, la sua generosità e la sua proverbiale ironia gli permettevano di avere un rapporto diretto con la base, che fossero lavoratori o elettori. Da parlamentare trascorreva i suoi fine settimana nel collegio elettivo per incontrare rappresentanti delle forze sociali e istituzionali o semplici iscritti e attivisti. Dopo la svolta della Bolognina, Panico non aderì al Pds e lavorò alla costituzione in Capitanata di Rifondazione Comunista.

"La storia della sinistra, politica e sindacale, in Capitanata e in Puglia s'identifica anche nella figura di Pasquale Panìco. La sua storia, le sue idee ed il suo modo di vivere la politica e la rappresentanza istituzionale hanno influenzato molto tanto il mio modo di condurre la militanza politica nel PCI che di impegnarmi per la comunità a cui appartengo tanto in Consiglio comunale che in Parlamento. Grande fu il mio dispiacere quando scelse di seguire Pietro Ingrao dopo il congresso che decretò un'altra dolorosa scissione e la conseguente nascita del PDS. La vivida memoria di Pasquale Panìco è un patrimonio a cui attingere le risorse e la forza necessarie ad affrontare i prossimi impegni con coerenza e lealtà", è stato il commento di Colomba Mongiello, componente della Direzione nazionale del Partito Democratico.

"In ciascuno dei luoghi in cui ha operato - dalla Camera del Lavoro di Cerignola al Consiglio regionale pugliese al Senato della Repubblica - ha tratto forza dalle sue origini umili per promuovere il riconoscimento dei diritti come per favorire lo sviluppo sociale ed economico della sua terra. Anche a Pasquale Panìco, ad esempio, si deve il merito di aver lavorato, in Parlamento, per ottenere che Foggia diventasse sede di un'Università così da estendere il perimetro della pratica esigibilità del diritto allo studio e promuovere la crescita culturale. La sua scomparsa non cancellerà la memoria di una vita condotta con rigore in nome di un ideale", ha dichiarato il segretario provinciale del PD di Capitanata Lia Azzarone.

La camera ardente sarà allestita domattina presso la sede della Cgil di Foggia in via della Repubblica. Alle ore 15 il rito di saluto Per la giornata di domani la Cgil ha sospeso ogni attività politica in programma.

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