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Mongelli alla città: “Risanamento e sviluppo, avanti insieme”

Il Bilancio di due anni di amministrazione ieri al Chiostro di Santa Chiara nell'ambito di Foggia@Partecipa. Rifiuti, parcheggi, housing sociale: il sindaco rivendica i risultati e rimarca "Risolviamo gli errori del passato"

Abbiamo strappato Foggia al dissesto, alla bancarotta certa. La stiamo curando, risanando. Una manovra da 40 milioni di euro in un anno non è uno scherzo. Dobbiamo proseguire su questa strada e puntare contestualmente allo sviluppo. Ma sta anche alla città tutta avere, ora, uno scatto di civiltà”. Gianni Mongelli due anni dopo, ieri a Chiostro di Santa Chiara per un incontro promosso dall‘associazionismo foggiano nell'ambito dell'iniziativa Foggia@Partecipa: convinto, tenace, traccia il suo bilancio, rivendica i risultati raggiunti “nonostante – dice - i tagli del Governo nazionale” (per il capoluogo dauno una cura dimagrante da 23 milioni di euro in un anno), li spiega ai foggiani uno per uno, senza filtri, risponde alle loro critiche arrabbiate (nel mirino, in particolare, l‘emergenza rifiuti), illustra la bontà di tanti provvedimenti ed invita ad avere fiducia, a credere nelle potenzialità del capoluogo dauno.

Di ragioni ce ne sono: lo scalo “Gino Lisa” con il “botto” del via libera all’allungamento della pista aeroportuale; il secondo casello autostradale; il tanto vituperato housing socialeche ci sta dando la possibilità – rivendica Mongelli - di togliere decine di famiglie dalle baracche”; le progettualità “possibili” di Area Vasta che pongono Foggia al centro dello sviluppo dell’intera Capitanata. Ma anche la rivoluzione in corso nelle aziende ex municipalizzate; il nuovo piano parcheggiche punta ad una mobilità ordinata e sostenibile“ e definito dal docente di Storia dell’Università di Foggia Saverio Russo, ieri accanto al primo cittadino, “segno di modernità” contro un referendum decisamente “demenziale”. O Masseria Giardino e quel progetto di fotovoltaico che tante perplessità e sospetti sta destando.

Mongelli assicura: “Tutto è ancora in fieri, faremo solo il bene di questa città” ed invita a non temere i cambiamenti, a non dire “no” a prescindere. A guardare, ad esempio, a Piazza Cesare Battisti e a quanto felice si è rivelata essere a posteriori la scelta - tanto criticata - di pedonalizzarla (oggi l’area è punto di riferimento per i momenti culturali della città). Numerosi i momenti di tensione ieri, anche forte. I cittadini vogliono risposte sul fronte rifiuti, chiedono un’azione più efficace della Polizia Municipale, pretendono politiche di sviluppo, esigono un futuro socio-occupazionale. Ma c’è ancora feeling con quella città due anni fa credette nell‘ex presidente degli imprenditori edili e che lui prese in carico quando era sull’orlo di un crack non solo finanziario. Certo, il rischio non è completamente scongiurato, bisogna che sui conti la barra resti dritta. “Ma stiamo migliorando, stiamo rimediando ai tanti problemi lasciatici in eredità dalle passate amministrazioni” dichiara il primo cittadino.

E pazienza se nel calderone compare anche quello stesso centrosinistra che ancora oggi governa il capoluogo dauno. Di errori - intenzionali o meno - ne sono stati compiuti. Annuisce Elena Gentile, l‘unico assessore regionale che la Capitanata ha in quel di Bari. Riconosce il lavoro portato avanti dal sindaco e garantisce il sostegno della Regione, anche se limitato: via Capruzzi, infatti, non se la passa molto meglio sul fronte economico-finanziario, la congiuntura economica e le politiche del Governo nazionale non permettono. I tempi sono davvero grami. E se ne preannunciano di più duri. Ma Mongelli, dal palco, cerca di iniettare fiducia: avanti insieme con il binomio risanamento/sviluppo fino a fine consiliatura. E’ tempo di rialzare la testa. Agli amministratori e ad ogni singolo foggiano il compito di guidare questo processo.

 

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