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Gennaro Amodeo

Gennaro Amodeo

Appello di Amodeo ai consiglieri provinciali: “La Moldaunia per recuperare la dignità perduta”

16 comuni hanno approvato la delibera per la richiesta dell’approvazione del referendum consultivo. Il 13 ottobre se ne discute in Consiglio provinciale. L’appello dell’ing. Gennaro Amodeo

Gennaro Amodeo, promotore del movimento popolare progetto ‘Moldaunia’, lancia un appello ai consiglieri provinciali che insieme all’assemblea dei sindaci, il 13 ottobre si dovranno esprimere o meno sull’approvazione del referendum consultivo con il quale ai foggiani verrebbe chiesto di esprimersi sul passaggio della Capitanata dalla Puglia al Molise: “Questa è un’occasione storica per dimostrare il proprio attaccamento a Foggia e all’intera Capitanata che, solo con l’autonomia, può recuperare la sua dignità perduta e puntare ad un futuro radioso”.

L’ing. Amodeo sottolinea le delibere approvate da 16 comuni in rappresentanza del 40,34% dell’intera popolazione provinciale: “Sono ben 15 anni che il Moldaunia lotta con tenacia per la richiesta del referendum provinciale sulla ricollocazione regionale della Capitanata, richiesta avversata irragionevolmente dalle varie amministrazioni provinciali a guida Pellegrino, Stallone, Pepe a ora Miglio (fino a prova contraria), e non certo per motivi finanziari, bensì solo ed esclusivamente di soggezione politica”.

Amodeo auspica di poter agganciare il referendum provinciale con quello nazionale del 4 dicembre prossimo “in modo da sgravare la Provincia dall’onere finanziario dell’operazione referendaria”. Se questo non fosse possibile, il promotore del progetto Foggiaexit, evidenzia come “non sarebbe difficile reperire nelle pieghe del bilancio provinciale la copertura della spesa referendaria che, comunque” aggiunge “va valutata nell’ottica di un fondato e sicuro investimento di ritorno, rispetto al quale penso sia possibile chiedere ai singoli comuni  foggiani  un concorso spese in misura pari ad 1 euro per abitante”.

“Moldaunia – prosegue il presidente - è un progetto di autonomia, trasversale a tutte le forze politiche, in cui tutti possono riconoscersi per il bene del proprio territorio, per cui mi auguro che nessuno di lor signori voglia passare alla storia della Capitanata come il politico che, in nome e per conto di logiche avverse agli interessi popolari, abbia negato il referendum ai propri concittadini, boicottando il diritto all’ autodeterminazione garantito dall’ art. 132 – 2° comma della Costituzione,. Chiudo con la massima di A. Davì: “Il come si trova sempre, quando il perché è forte”.

                                                                                      

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