Tutolo, il sindaco influencer che ha scelto la gente: "Sono cosi come mi vedete". Ieri la Pagnotta, oggi Campbell e domani? "Claudia Schiffer"

Il primo cittadino di Lucera avverte il Governo: le famiglie sono allo stremo, a rischio povertà. Non le manda a dire neanche alla Regione: "Distante, dovrebbe coinvolgerci di più. Ci hanno trattati come gli scemi della compagnia"

"Non possono abbandonare i sindaci al loro destino come al solito. Non può funzionare così, non possono scontarsela con i Comuni ogni volta che c'è da fare un sacrificio. In questo caso, il Governo deve vedere soltanto che deve fare, sennò la gente esce coi forconi". Il sindaco di Lucera, Antonio Tutolo, avvisa i piani alti senza troppi giri di parole. Ci sono già famiglie allo stremo, il lockdown sta generando serie difficoltà economiche. La liquidità comincia a scarseggiare. E gli amministratori sono stati lasciati soli, su una zattera, in mezzo alla tempesta. "Non siamo ancora a numeri importanti, ma iniziano ad esserci persone che veramente non sanno come andare avanti. Mi sembra sia dovere di qualcuno farsene carico e di certo non possono essere i Comuni. Noi abbiamo pensato di organizzare una colletta alimentare, però non si può pensare che lo Stato se ne possa sbattare. È un suo compito". È concreto, ruspante, e va dritto al dunque. Mai come adesso guida il movimento della Pagnotta. 

Le sue dirette, succulente, continuano a registrare numeri da capogiro, la community cresce tra cicci cotti, tormentoni in dialetto, torte di mele e aggiornamenti. Il modello Tutolo spopola. Non è nuovo a proteste clamorose, scioperi della fame, tende piantate e catene per rivendicare i diritti della sua comunità. "Dal primo giorno, per me è stato come per uno che decide di scalare le montagne per diletto e comincia dall'Everest". È diventato un influencer, suo malgrado nell'emergenza Coronavirus, tradotto in tutte le lingue, i suoi show hanno fatto il giro del mondo. È il simbolo dei sindaci Anti-Covid19. E in un comune di 32mila abitanti è già leggenda.

"Sono realista e pragmatico, e ho il timore che il fenomeno possa diventare numericamente importante anche da noi se siamo irresponsabili. La nostra sanità non può reggere un impatto importante. Se è andata in crisi quella della Lombardia non oso immaginare che potrebbe succedere da noi e quindi sarei un irresponsabile se non mettessi in guardia anche urlando, imprecando, in qualsiasi modo. L'importante è che riesca a far capire alla gente che c'è un pericolo. Se devo spogliarmi nudo - e non lo consiglio - non ho problemi. È mio dovere, perché devo sapere di aver fatto tutto il possibile. Di sicuro è un'esperienza che nessuno si aspettava di vedere nella sua vita".

Quanto avverte in questo difficile momento il peso della fascia?

Io l'ho sempre sentito quel peso, perché è giusto che sia così. È chiaro che adesso c'è un'emergenza, hai la responsabilità delle persone che amministri e purtroppo hai pochi strumenti, perché veniamo tenuti all'oscuro. Non capisco perché, nonostante ci siano delle falle paurose per quanto riguarda la privacy, si siano nascosti proprio dietro la privacy fino a qualche giorno fa per non dare i dati nemmeno ai sindaci, per poter controllare e capire quello che stava succedendo. I sindaci sembrano gli scemi della compagnia, secondo più di qualcuno. Non hanno capito che senza di noi non vanno da nessuna parte, che il termometro della situazione lo abbiamo noi, loro non hanno proprio idea di quelli che sono i problemi, i disagi che vive la gente, stanno nei loro bei palazzi dorati e si mettono a giocare a fare gli statisti.

Cosa pensa di tutto il clamore intorno al fenomeno Tutolo e della popolarità che ha valicato addirittura i confini nazionali?

Sicuramente può farmi piacere che qualcuno abbia ritenuto utile quel tipo di comunicazione tanto da farla vedere anche altrove, ma onestamente non era quello che mi premeva. Io sono quello. Chi mi conosce da un po' di tempo sa chi sono e sono quello esatto esatto. Non è un personaggio. Quando mi inca*** purtroppo non riesco a controllarmi e come dico io vengo fuori al naturale come il tonno.

Ci sono dei colleghi, però, che pare non abbiano gradito.

E per l'amor del cielo, io sono sposato, loro pure, non ci dobbiamo prendere per forza.

Guerino De Luca, sindaco di Castelnuovo della Daunia, ha parlato di sindaci, in Italia, che "ridicolizzano il loro ruolo attraverso i social, semplicemente per autocompiacimento, attirando gli appetiti mediatici della categoria più mediocre d’informazione pubblica".  

È la sua opinione, non credo che sia utile a nessuno fare polemica tra sindaci, non è questo il momento. E poi magari avremo anche modo di parlarne con Guerino.

Qualche sindaco pare sia arrivato persino ad emularla, quindi deve aver apprezzato.

A me interessa il messaggio che bisogna dare alla gente, e io ritengo che devi cercare di farti capire da tutti. Penso di esserci riuscito. E poi ognuno riveste il proprio ruolo come meglio crede, io non mi permetto di criticare e dare giudizi sugli altri. Siamo persone diverse e ognuno ha la sua caratteristica, c'è quello che magari riesce a sopportare meglio, non dà in escandescenza e riesce a lavorare in sordina ma mi rifiuto di pensare che ci sia qualcuno che non abbia lavorato, tutti quanti i sindaci sono in prima linea. E oggi sono tutti quanti da apprezzare. Anche Guerino (sorride, ndr).

In questa emergenza, come giudica l'operato della Provincia?

Il presidente della Provincia, Nicola Gatta, devo dire la verità, è molto presente. Sta facendo da coordinatore dei sindaci e apprezzo come si sta muovendo.

E la Regione?

Diciamo che probabilmente la Regione è quella che oggi sentiamo un po' più distante e che potrebbe e dovrebbe coinvolgerci di più. E mi dispiace dirlo, ma è un dato di fatto. A me non sarebbe dispiaciuto dare qualche suggerimento alla Regione e al Governo nazionale, perché chi ha il termometro della situazione, chi capisce e sente le ansie dei cittadini, i bisogni, siamo noi. Se ignorano noi, ignorano la gente, i loro bisogni e non hanno capito un ca****. Non coinvolgere noi è una scelta sciocca perché possiamo essere soltanto d'aiuto. E senza essere coinvolti, stiamo tenendo la gente calma, tranquilla, la stiamo informando, poi c'è chi decide di comunicare in un modo, chi in un altro, chi dà i dati e chi no, sono scelte legittime, e non entro nel merito di quelle decisioni. Io ritengo che sia giusto farlo, ognuno fa quello che meglio crede.

Una personalità come la sua deve fare i conti con le critiche.

Io non offendo nessuno e accetto le critiche ma non le offese.

I suoi fan la vorrebbero Presidente del Consiglio o della Regione. Magari potrebbe occupare anche qualche altro scranno. In futuro potrebbe farci un pensierino?

Intanto adesso sono il sindaco, e sono - per modo di dire - felice di farlo. Sarei più felice se non ci fossero questi problemi, sia per la mia carica ma soprattutto per i cittadini. E penso a fare il sindaco. Mi hanno eletto per fare questo. Per il futuro, vediamo prima se ci salviamo da questo Coronavirus. Non sappiamo neanche se ci portiamo la pelle a casa. Onestamente, ho una grande voglia, se devo essere sincero, di stare un po' a casa, di riposarmi, di tranquillizzarmi. In futuro significa tra quattro anni, e io non sono un giovincello.

Sdrammatizziamo un po', dopo Naomi Campbell che ha pubblicato il suo video a chi punta?

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A Claudia Schiffer, almeno facciamo l'en plein. Erano le due top model che all'epoca se la battevano mi pare. Embè, una sola non mi basta, lo sanno tutti che sono un tipo esigente.

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