Sepalone è fuori da Forza Italia. Scontro sulla scelta della nuova assessora (esterna): “Ora toccava a me!”

L'accusa: "Si continua a non tener conto di coloro che scendono in campo in campagna elettorale, che ottengono consensi e hanno consentito che Forza Italia risultasse il partito più votato alle amministrative di Foggia Città del 2019"

Michele Sepalone

Michele Sepalone è fuori da Forza Italia. E' scontro sulla scelta della nuova assessora, il giovane ex-forzista non le manda a dire: “Ora toccava a me!”

"Nel coordinamento di Forza Italia si è deciso di assegnare la delega assessorile ad una persona esterna essendoci in ballo il rimpasto di giunta a Palazzo di Città. Dopo le dimissioni dell’assessore Antonio Bove sarebbe toccato a me l’ingresso nell’esecutivo, così da colmare il vuoto che spetta appunto a Forza Italia, lista in cui sono stato candidato ottenendo 491 preferenze", spiega Sepalone.

"Vengo a sapere che si è deciso per una donna e fin qui nulla da eccepire; pare si voglia parlare ora di parità di genere nonostante le donne in giunta siano già cinque. Toccherebbe quindi a Giorgia Poppa, che si colloca subito dopo di me in termini di consensi e quindi di classifica. Invece no. Si continua a non tener conto di coloro che scendono in campo in campagna elettorale, di coloro che ottengono consensi che hanno consentito l’elezione di diversi consiglieri e grazie ai quali consensi Forza Italia è risultato il partito più votato alle amministrative di Foggia Città del 2019".

"Ennesima amara sconfitta per il centrodestra che continua a perdere pezzi importanti, oltre ad aver perso le elezioni regionali probabilmente per gli stessi motivi. Si continuano a premiare gli amici di qualcuno senza tener conto dell’elettorato e senza avere rispetto degli uomini e delle donne di partito che ci mettono la faccia. È una vergogna! Si sta alimentando la morte del centrodestra foggiano dal suo interno".

Sepalone fa un passo indietro e ripercorre le ultime vicende politiche: "Nell’aprile del 2019 mi fu proposta la candidatura dal sindaco nella sua lista 'Foggia Vince', dove sarei stato eletto di certo e oggi sarei seduto in giunta o in consiglio comunale. Ma il mio antico legame con Forza Italia, unito all’amicizia storica con Raffaele Di Mauro, mi indussero a scegliere il partito di Berlusconi. Premesso che se non mi fossi candidato avrei sostenuto lo stesso Di Mauro e questa è cosa nota a molti, firmai la candidatura con Forza Italia e oggi si contano sei consiglieri in Consiglio comunale anche grazie al sottoscritto. Però in politica la gratitudine è cosa sconosciuta e quindi non si tiene conto di questi piccoli dettagli".

"Passato il Santo, passata la Festa. Inutile poi riaprire il capitolo della non candidatura di Michaela Di Donna in FI, ci sono troppi lati oscuri. Una cosa è certa: Di Mauro desiderava la Di Donna in lista, poi qualcosa è andato storto. Ma tornando a me, alle scorse Regionali di settembre ho sostenuto fortemente Annamaria Fallucchi e quindi questa cosa, a detta del coordinamento di Forza Italia (insomma, di quel che resta del coordinamento) è cosa grave, è una scelta che mi vede ora fuori dai giochi di partito, senza se e senza ma", accusa.

"La prima giunta Landella fu fatta senza che Forza Italia potesse dire una parola (sempre a detta dei membri del partito); ora addirittura Forza Italia decide non rispettando il criterio dello scorrimento della lista: Sepalone poi Poppa, se quota rosa. E ancora: ora la quota in Forza Italia è diventata rosa, quindi al posto di Bove non entrerei io ma un’amica di partito, peraltro esterna alla lista. Come funziona? Funziona a convenienza; si parla tanto di rinnovamento, di rimettere in piedi il partito, di riorganizzarsi, di dare spazio ai giovani".

"Ma smettiamola! Non ne faccio una questione personale nei confronti di Raffaele Di Mauro col quale ho contatti costanti e buoni rapporti umani, so che lui ovviamente deve difendersi dagli attacchi e dall’abbandono degli opportunisti che hanno utilizzato il partito soltanto per farsi eleggere in consiglio comunale e che ora sono in Lega; sono certo che lui sia combattuto nelle scelte ma avrei desiderato una presa di posizione in mio favore per ricostruire prima che fosse troppo tardi. Ora è troppo tardi. Il mio progetto politico porta il nome di Annamaria Fallucchi, entrambi non abbiamo fretta di collocarci, per noi la politica non è opportunismo e non significa cambiare casacca all’occorrenza".

"Lei non ha necessità di fare politica, la politica ha bisogno di lei, noi abbiamo bisogno di persone perbene e oneste come lei. Se mi fossi venduto a qualcuno, nel tempo, avrei portato a casa importanti risultati, anche perché la politica per me è un gioco nel senso più nobile del termine, è passione, non voglio andare a sedermi a tutti i costi per alzare la mano sui banchi e promettere posti di lavoro fuori dal Palazzo. Non l’ho mai fatto e mai lo farò. Il mio elettorato sa che da me può ricevere 'soltanto' affetto, disponibilità massima h24 (e credo non sia poco), e qualche canzone, tutto qui. Molti si allontanano, molti si avvicinano. Le mie campagne elettorali sono a costo zero, qualcuno spende pure cinquanta, settantamila euro per le comunali ma sono problemi suoi. Questa è un po’ la storia degli ultimi mesi, delle ultime ore. Sono deluso poiché in Forza Italia avevo riposto fiducia ed ero certo che si potesse ripartire ma così non è e non sarà", conclude.

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