Emiliano consegna 'le chiavi della Puglia' al centrosinistra foggiano: "Ora tocca a voi"

Grande partecipazione a 'La Sagra del Programma' svoltasi al Cinema Capitol di Foggia. "Qui si è riunito il popolo pugliese per pensare al futuro". Clemente? "Decide la segreteria provinciale del PD"

Michele Emiliano a 'La Sagra del Programma'

C'è una battaglia da giocare, una sfida da vincere, una pagina da scrivere e un libro da pubblicare. Con pochi titoli, slogan o citazioni. Meglio se ricco di contenuti, progetti e idee innovative. Il centrosinistra foggiano ci prova, preme start, impugna carta e penna e colora di inchiostro pagine vuote, bianche come la speranza per il futuro o la voglia di cambiamento.

Aspettative - queste - emerse ieri - tra i colori delle luminarie di San Nicola e le pareti ingiallite del Cinema Capitol - durante la 'Sagra del programma" targata Michele Emiliano. Una giornata caratterizzata da energia e partecipazione, cuore ed entusiasmo, di spunti consegnati dagli istant report provenienti dai tavoli che hanno animato il dibattito: dall’agricoltura al turismo, dalle infrastrutture alla sanità, dal ciclo dei rifiuti alle politiche sociali.

C'erano tutti o quasi in via Torelli: c'era il PD, qualche personalità della sinistra, moderati e rappresentanti di partiti o movimenti storicamente agli antipodi della coalizione rappresentata dall'ex magistrato barese e assessore al Comune di San Severo. Pezzi del centrodestra che hanno deciso di unirsi in matrimonio e di sposare il progetto dal basso di Emiliano, dove risaltano anche i colori del Gargano, dei Monti Dauni, del mare Adriatico e della terra di Capitanata. Dove emerge, forte, il desiderio di accompagnare la provincia più a Nord della Puglia in quel percorso di rinascita sottolineato dallo stesso candidato presidente alla Regione: "Oggi ci troviamo nella provincia più a Nord della Puglia. In tutti i tavoli, in tutte le materie, è emersa forte la questione dell’equità, come se vi fosse la convinzione che a causa di una debolezza politica sia stato impedita nel tempo una piena affermazione dei vostri diritti. Qui, forse più di altrove, si è dimenticato quel meccanismo di decidere una cosa democraticamente e poi ottenerla. La Sagra del Programma è importate per questo: è il modo per ricordarvi che dovete sempre affermare le vostre idee e costringere la politica e le istituzioni ad ascoltarvi”

Abbracciato e applaudito da un pubblico caloroso, nel discorso conclusivo l'ex sindaco di Bari  ha ricordato che a "Foggia si è riunito il popolo pugliese per pensare al futuro", sottolineando che "è la prima volta in Italia che si prova a creare il programma di una regione intera dal basso e che l’energia politica è fondamentale per fare cose grandi". Ha poi ricordato che "non basta un candidato forte, perchè da soli non si può far nulla. C’è bisogno invece di una spinta consapevole della collettività che dia indirizzi chiari".

Gli occhi e i riflettori erano puntati anche e soprattutto sui big che il 31 maggio tenteranno la scalata a via Capruzzi, nel solco della (dis)continuità politico-amministrativa dopo il decennio di Nichi Vendola. c'erano Leo Di Gioia, Gino Damone, Luigi Giorgione, Raffaele Piemontese, Patrizia Lusi e Luigi Buonarota. Evento che però ha registrato anche tante assenze, di lusso. Tra i presenti anche Sergio Clemente, al quale Emiliano ha ribadito che spetta alla segreteria provinciale del PD la decisione sulla sua eventuale esclusione o candidatura. Per lui, quindi, porte sbarrate. 

Toccante il momento della consegna delle 'chiavi della Puglia', simbolo "attraverso cui vi state riprendendo le chiavi di una macchina burocratica spesso impazzita" ha precisato il leader del centrosinistra pugliese. "Che questa chiave sia infilata nella toppa e che questo popolo di elettori diventi popolo che riprende in mano le fila" ha poi aggiunto.

Ma chi codificherà e certificherà il contenuto delle discussioni, chi governerà il report finale della Sagra? Un comitato scientifico terzo: "La sagra del programma deve diventare una legge regionale sulla partecipazione, che consenta alla popolazione di controllare periodicamente l’attuazione del programma del governo e di esprimersi sulle questioni di grande interesse pubblico. Non più dunque un popolo solo di elettori, ma una comunità capace di liberarsi di tutti i luoghi comuni sul Sud, che si riprende la sua dignità, capace – come dicevano i nostri nonni – di portare ogni giorni una pietra alla parete. I migliori risultati si raggiungono con un impegno prolungato e collettivo, facendo il proprio dovere, rafforzando i legami tra di noi attraverso la politica, non quella del potere fine a se stesso, ma quella che dà senso alla vita”.

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Foggia ha risposto, in maniera sorprendente e con numeri importanti, alla chiamata del segretario regionale del PD e conducente del centrosinistra pugliese, "che vuole ricostruire la fiducia con l’elettorato della Capitanata cedendo la sovranità al popolo". Emiliano invita a deporre le armi e a mettere in campo le idee, a partecipare al processo "rivoluzionario" che ieri ha chiamato a raccolta il popolo del centrosinistra foggiano, e non solo. "Ora tocca a voi"

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