Maxi concorso per infermieri, da Lecce a Foggia precari sul piede di guerra: "Scandaloso, fatti fuori dopo anni di servizio"

Comincia a montare anche in provincia di Foggia la protesta degli infermieri precari rispetto al maxi concorso della Regione pubblicato ieri sul Burp e che mira ad assumere entro fine anno 1132 unità  su tutto il territorio sanitario regionale

La protesta già andata in scena nel leccese

Comincia a montare anche in provincia di Foggia la protesta degli infermieri precari rispetto al maxi concorso della Regione pubblicato ieri sul Burp e che mira ad assumere entro fine anno 1132 unità  su tutto il territorio sanitario regionale. Con soli 91 posti all’Asl di Foggia e 150 agli Ospedali Riuniti, il bando sarebbe una “presa in giro” secondo i precari pugliesi, che hanno iniziato a mobilitarsi in tutta la regione. Hanno iniziato quelli salentini, lunedì i foggiani saranno dai loro legali: le mobilitazioni dovrebbero riunirsi e culminare a Bari.

I numeri dei lavoratori a tempo determinato, tanto all’Asl di Foggia quanto nelle altre Asl, sarebbe di gran lunga superiore ai posti messi a disposizione dal sistema sanitario regionale, lamentano, colpa anche dell’introduzione nell’avviso pubblico della mobilità regionale ed extraregionale che lascerebbe ai precari la risibile quota del 40% dei posti. “Un fatto assurdo, mai accaduto” denunciano gli infermieri precari. Ma, soprattutto, rivendicano il loro diritto alla stabilizzazione dopo i tempi maturati per legge. E, pertanto, di rivedere l’avviso pubblico, suddividendolo in tre ordini: selezione per personale interno da stabilizzare, un secondo concorso per i richiedenti il trasferimento verso la Puglia (extraregionale) o da una città all’altra della regione pugliese (intraregionale), infine una selezione per gli esterni disoccupati.

E se la legge Madia stabiliva un limite di precariato invalicabile dalla pubblica amministrazione, pena una sanzione, molti sono coloro che la stabilizzazione in automatico non l’hanno avuta, “perchè – dicono gli interessati – i tre anni di servizio sono stati raggiunti dopo il 31 dicembre 2017, termine ultimo previsto dalla norma in questione. E’ anche vero però – aggiungono gli infermieri – che alcuni OSS, che come noi hanno maturato i 3 anni dopo il 2017, hanno fatto ricorso , ottenendo il parere favorevole di due giudici diversi, che hanno riconosciuto loro il diritto ad essere stabilizzati, anche se c’è da dire che la stabilizzazione non l’hanno ancora ottenuta e stanno facendo anche loro il concorso. Se questo è vero, dovrebbe fare giurisprudenza anche per noi. Anche se l’anzianità di servizio è stata raggiunta dopo il 2017, il processo di stabilizzazione si dovrebbe esaurire entro il 2020, come ci dissero anche i sindacalisti. Non solo, ma ci sono dei precedenti in tal senso, con la sentenza di due giudici diversi, che hanno legiferato a favore di alcuni operatori socio sanitari (OSS), che si trovavano nelle stesse condizioni nostre, avendo maturato i tre anni dopo il 2017. Noi invece, dobbiamo espletare il concorso, se questo non va bene, ce ne andiamo a casa, dopo tre anni e più di attività negli ospedali, lasciando il posto magari a chi non ha alcuna esperienza, ma riesce a superare la prova.”


“I tempi della Madia sono finiti – la replica del direttore del Dipartimento Sanità, Vito Montanaro – e con essa anche la stabilizzazione automatica. Sono tempi diversi, per cui occorre studiare e partecipare al concorso, per ottenere un contratto a tempo indeterminato, con l’opportunità di concorrere al 40% della metà dei posti messi a concorso.”

Lo spettro di andare a casa è forte. Sia per coloro che col pubblico lavorano da tre anni, per i quali la legge non concederebbe ulteriori proroghe, sia per coloro che, invece, l’anzianità l’hanno maturata nel servizio di emergenza - urgenza lavorando con le associazioni. Questi ultimi hanno scritto una lettera a Michele Emiliano chiedendo “una soluzione per procedere alla stabilizzazione, tramite il riconoscimento degli anni di esperienza effettuati con la Sanitaservice Asl Fg con partita Iva fino alle fine del 2017, in seguito con l’agenzia interinale Gigroup per tutto il 2018 e, nel 2019, tramite avviso pubblico, direttamente con l’Asl Foggia con contratto a tempo pieno e determinato della durata di un anno”. “Siamo stanchi di essere eterni precari – scrivono – (c’è chi ha anche 10 anni di precariato), è il momento che ci venga riconosciuta la nostra dedizione e determinazione a portare avanti, seppur con l’incertezza del domani, un servizio così essenziale e così complesso come quello del sistema di emergenza urgenza”.

Un appello a cui si è unito anche il consigliere regionale di Foggia, Giannicola De Leonardis: “ Una richiesta che sento di sostenere e condividere – dice il consigliere-, per questo auspico che nel maxi-concorso per il reclutamento di infermieri professionali, appena bandito, venga previsto per loro un canale preferenziale alla luce del lavoro svolto e dei meriti acquisiti sul campo, ampiamente dimostrati e verificabili”.

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