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"Entro 2 anni riporto San Nicandro al 2005". Il ritorno di Marinacci con l'ostacolo della Legge Severino: "Sono candidabile"

Tre volte sindaco, parlamentare dal 2006 al 2001, consigliere provinciale, dopo dieci anni di politica senza ruoli istituzionali si presenta alle prossime consultazioni, ma una sentenza di riabilitazione mancante potrebbe arrestare la sua corsa

"La gente sa che sono l'unica soluzione per la Restaurazione. Corsi e ricorsi storici". Nicandro Marinacci ruggisce ancora. Tre volte sindaco di San Nicandro Garganico, con due interruzioni, ha stampato le date nella memoria di ferro, dal 17 giugno 1995 al 17 ottobre 2005. È stato deputato della Repubblica dal 1996 al 2001, e anche consiglieri provinciale.

Negli ultimi dieci anni pare avesse promesso a se stesso di non candidarsi più, ma alla soglia dei 67 anni qualcosa è cambiato. "Posso dire con arroganza e soggettiva cognizione che in paese è quasi un vento che spira a favore del mio nome".

Dovrà fare i conti però con la coalizione compatta di centrosinistra formata da Pd e M5s allargato ad ex dirigenti di Forza Italia e alle civiche, guidata dal giovane aspirante sindaco, Matteo Vocale. E con Antonio Berardi, ex assessore ai Lavori pubblici, candidato sindaco di Uniti Noi, Sud in Testa e Insieme.

Da sempre "democristiano di centro alternativo alla sinistra", ha ricevuto "l'ingrato compito" dai segretari provinciali di radunare tutti i partiti del centrodestra, metterli intorno a un tavolo e farli ragionare. In qualità di vice segretario nazionale del Cdu (Cristiani Democratici Uniti), gli hanno affidato una sorta di incarico esplorativo per "aggregare tutte le forze alternative alla sinistra".

Dal 7 luglio è il candidato sindaco in pectore della coalizione orfana di Fratelli d'Italia, che ha dato forfait e si è sfilato; e che due giorni fa con i suoi due rappresentanti in Consiglio comunale ha decretato, insieme ad altri sette consiglieri comunali, la fine anticipata del governo cittadino. 

Le forze del centrodestra, però, a parte un comunicato dell'Udc quando comunque la discussione al tavolo provinciale era ancora aperta, non hanno ancora ufficializzato la candidatura. Manca l'ok definitivo da Foggia. "Devo finire di formare la coalizione - afferma Marinacci - Vince chi arriva prima non chi parte prima".

Finora le liste oscillerebbero tra 6 e 8, e come dice lui non c'è solo il "timbretto" ma anche i candidati, altrimenti non se ne fa niente. È lui a elencarle: I Popolari Pugliesi, Cdu, Nuovo Psi, Forza Italia, Udc, Lega, poi una civica e ne dovrebbe arrivare un'altra.

Più che una vecchia gloria, si sente un po' leggenda, con la solita favella ed eloquenza, e anche una certa sicumera. Ma la Legge Severino potrebbe sbarrargli la strada: una sentenza di riabilitazione mancante potrebbe far scattare l'incandidabilità.

Gli effetti della condanna a 2 anni per abuso d'ufficio nell'affaire 'Garage d'oro' potrebbero metterlo fuori gioco dopo dieci anni. La vicenda risale al 2004, quando il Comune guidato da lui stanziò 23mila euro per ristrutturare il locale privato di un ex consigliere comunale da adibire a sede del servizio veterinario comunale.

Fino a poco tempo fa non risultavano saldati i suoi debiti con il Comune e l'istanza di riabilitazione non può essere accolta in mancanza del risarcimento della parte lesa, in questo caso la pubblica amministrazione.

Nicandro Marinacci ha già la risposta pronta nel taschino, come se fosse nell'aria. E tira fuori due precedenti illustri: "De Magistris e un certo De Luca hanno vinto le elezioni e stavano aspettando l'istanza: la giunta è andata avanti quasi un anno con il vicesindaco di De Magistris, con De Luca per sei mesi".

Alle brutte, forse, il cognome potrebbe tirare lo stesso per un'eventuale candidatura del figlio nella lista del Cdu. 

16 anni dopo l'ultima volta da sindaco, perchè scende nuovamente in campo?

Perché ci sono stati 15 anni di Siberia, e allora beato il monocolo in terra caecorum. Io non ho mai smesso di fare politica e di servire la gente. Sono stato eletto tutte le volte al primo colpo e anche in modo plebiscitario. Nel 2011, quando mi candidai l'ultima volta, avevo 13 partiti contro e persi per 200 voti. 

Cosa promette a San Nicandro?

Le cose che prometto sono le certezze. Ho un grande difetto: i programmi li scrivo ed ogni sei mesi convoco la popolazione e li commento insieme con i cittadini. Entro due anni riporto il paese dove stava al 2005. Prometto di riportarlo 15 anni indietro, pensate un po' (sorride). I primi due anni al massimo mi servono per questo, negli altri 3 sviluppo turistico a catena, possibilità di lavoro negli ambiti socio-sanitari, perché già li ho creati e so dove mettere le mani, cultura, tanta, perché noi siamo un paesello che compete con tutta l'Italia per aver mantenuto vive le tradizioni e i nostri usi e costumi. Io avevo aperto un museo di civiltà contadina. Tutte cose che i miei successori hanno distrutto.

Però la legge Severino potrebbe sbarrarle la strada?

No, può chiederlo all'attuale sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto. Abbiamo definito tutto. Ha voluto vedere tutti gli atti.

Il rischio c'è o no?

Non c'è più.

Ha fatto la riabilitazione?

Ho fatto tutto.

Non c'è forse un debito con il Comune?

Pagato. Le dico anche il codice Iban.

Parla di quello di 11mila euro?

No, per la precisione sono 11.940,20 euro, per la questione pratica immondizia di Vieste. Nel 2005 un certo Vendola alla Regione Puglia pagava il trasporto in discarica e il conferimento ai comuni del Sud Barese e del Leccese, io mi opposi perché non siamo figli di un Dio minore in provincia di Foggia e avevo intrapreso una battaglia politica. Poi fui sfiduciato il 17 ottobre 2005.

Venne ritirato il giudizio del comune di San Nicandro Garganico e siamo stati condannati in contumacia solo per aver difeso la gente, perché i comuni del Sud Barese e di tutto il leccese non pagavano. Non è solo quello il debito, se non lo sa, ce n'è un altro di 1764 euro per aver voluto mantenere la sede del servizio veterinario in San Nicandro Garganico.

Sta parlando dell'inchiesta 'Garage d'Oro'?

Glielo spiego io com'è il garage d'oro. Il comune teneva in affitto dei locali, che aveva ceduto agli uffici di collocamento, oggi centri per l'impiego. Se fitta una casa, il proprietario dice che, al momento della restituzione, lei li deve riconsegnare nello stesso identico modo in cui li ha ricevuti. Siccome li avevano incendiati, avevamo dei locali bruciati e mancavano ancora sei anni di fitto da pagare. Venne il direttore generale dell'Asl, un suo tecnico e dissero insieme a un veterinario che, se non gli avessimo dato degli uffici buoni con area parcheggio, avrebbero spostato gli uffici veterinari in agro di Cagnano Varano. Siccome San Nicandro vive ancora oggi una realtà agrosilvopastorale, avremmo fatto andare i nostri pastori in agro di Cagnano. Avevamo quei locali che per legge dovevamo ristrutturare e i cosiddetti 'garage d'oro' sono costati 20mila euro. Andammo per abuso d'ufficio in appello, il mio avvocato non si presentò e io fui condannato esattamente ai due anni della legge Severino. Mi ritenevo e mi ritengo innocente. Ho fatto risparmiare soldi alla gente, non ho fatto concussione o tangenti.

E quindi non ha fatto la riabilitazione.

Ho aspettato dieci anni. Lei cosa avrebbe fatto al posto mio?

E l'ha fatta?

Ho fatto la riabilitazione all'interno dell'Avis e di un'altra associazione, senza fare ammoina.

C'è la sentenza?

Abbiamo tutto. L'avvocato ha voluto vedere tutti gli atti e ha agito. La pratica è depositata già alla Corte d'Appello di Bari per avere l'istanza.

Però una cosa è l'istanza depositata, altra cosa è la sentenza.

La Corte di Appello ha chiesto questi documenti: certificato di residenza in carta semplice, estratto della sentenza di condanna con attestazione della data del passaggio in giudicato - è passata l'anno scorso ed è andato tutto in prescrizione -, certificato di avvenuto pagamento delle spese di giustizia, prova del pagamento del risarcimento del danno alla parte lesa. Questi documenti sono stati chiesti dalla Corte di Appello di Bari per rilasciarmi l'istanza di avvenuta riabilitazione.

Quindi la sentenza non c'è ancora.

Ma è certa. Arriva alla riapertura dell'anno giudiziario.

Se per esempio lei non fosse candidabile...

Io sono candidabile, al limite non posso essere eleggibile. Anche se una volta eletto non arrivasse ancora l'istanza sarei fra color che son sospesi: nomino il vicesindaco e per due mesi posso stare nel limbo. Posso fare il sindaco ombra, ma è difficile che faccia l'ombra. Io faccio ombra.

Non ci sarebbe niente di male se fosse stato suo figlio il candidato.

Non abbiamo nepotismo in famiglia (sorride). Non lo dico perché è mio figlio, ma è una persona benvoluta in città, matura, aperta, socialmente eccellente, è stato sempre il più suffragato a San Nicandro. Alla gente non è andato giù che io da solo contro tutti persi le elezioni per 200 voti e tutte le profezie di cassandriana memoria si sono tutte verificate, e allora dal 2011 a oggi io avevo fatto promessa di non volermi candidare più, né sono salito una volta in Comune, mai.

E quindi perchè si candida?

Perché la gente me lo chiede

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