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Politica

Marco Potenza nuovo segretario provinciale Fiom Foggia

48 anni, dipendente della FPT di Foggia, già nella segreteria provinciale della Fiom dal 2018, succede a Ciro Di Gioia eletto alla guida della Fiom di Lecce

L’assemblea generale della Fiom Cgil di Foggia ha eletto questa mattina, con voto unanime e un solo astenuto, Marco Potenza nuovo segretario della categoria dei metalmeccanici. Classe 1974, dopo una prima esperienza di lavoro alla Magneti Marelli di Bologna nel 1997, nel 2001 è assunto alla FPT (ex Sofim) di Foggia, dove nel 2008 viene eletto Rsu per la prima volta. Eletto presidente del Comitato direttivo della Fiom di Foggia nel 2010, dal 2018 era componente della segreteria provinciale. Potenza succede a Ciro Di Gioia, eletto a fine marzo alla guida della Fiom di Lecce. All’assemblea hanno partecipato il segretario generale della Fiom Cgil di Puglia, Giuseppe Romano, e il segretario generale della Camera del Lavoro di Foggia, Maurizio Carmeno.

Il nuovo segretario ha voluto ringraziare per la fiducia ricevuta da parte dell’organizzazione e dall’assemblea degli iscritti, con l’impegno “a dare continuità e a proseguire sulla strada tracciata da Ciro Di Gioia. A lui dobbiamo il rafforzamento della coesione interna, la crescita del senso di appartenenza all’organizzazione, la costruzione di un gruppo dirigente unito. Capacità di ascolto e umiltà che saranno sempre un nostro patrimonio”. Perché per il neo eletto segretario “C’è bisogno, soprattutto in una fase economica difficile come quella che stiamo vivendo, del supporto di tutti per rilanciare l’azione sindacale nel territorio, soprattutto dopo i due difficili anni di emergenza sanitaria. Dobbiamo spingere a una maggiore partecipazione alla vita della categoria e questo chiedo a ogni iscritto, così come a Savino D’Antuono di supportarmi continuando l’esperienza nella segreteria territoriale fino al prossimo congresso”.

Quanto al contesto geopolitico e sociale che vive il Paese, “i mesi che abbiamo davanti si prospettano di una difficoltà estrema e saremo chiamati a costruire momenti di incontri, dentro e fuori le fabbriche, nel tentativo di tenere vivo lo spiraglio per politiche di pace e contro la follia della guerra – ha affermato Potenza -. Ma assieme saremo chiamati a condividere, insieme ai lavoratori, analisi e proposte sugli effetti provocati dalla guerra e destinati a generare non solo l’impoverimento di milioni di persone, ma anche a limitare gli spazi di contrattazione. Saremo chiamati ad impedire che l’economia di guerra metta in discussione i diritti acquisiti dalle lavoratrici e dai lavoratori. Saremo chiamati a riaffermare il tema della giustizia sociale e ambientale”.

E in previsione di un costante rapporto democratico con i lavoratori, Potenza annuncia l’avvio di “una campagna di assemblee nei luoghi di lavoro per affrontare il tema dalla condizione contrattuale e, soprattutto, della salute e della sicurezza in un territorio nel quale il pensiero dominante è che bisogna ritenersi fortunati se si ha un lavoro, a prescindere dalle condizioni di sicurezza”. Sul piano contrattuale, ogni eventuale accordo, in ogni stabilimento, “dovrà essere sottoposto al vincolo democratico che passa attraverso il gradimento delle lavoratrici e dei lavoratori. Lo scorso anno abbiamo riconquistato il contratto nazionale, un contratto unitario perché votato dalle lavoratrici e lavoratori, ma sappiamo che la riconquista della contrattazione nei metalmeccanici non è ancora terminata e che la partita per riprendersi in mano democrazia e contrattazione in Fca, Cnh e Magneti Marelli è ancora aperta. Anche per incidere sul modello di sviluppo e le scelte che ricadranno inevitabilmente anche sul nostro territorio”.

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