Dal PD manifesti al vetriolo contro Landella: "Sindaco inadeguato: dimettiti!"

Dopo aver assistito al quarto rimpasto della Giunta Landella, il PD sbotta pubblicamente rivolgendosi, ad un tempo, sia al primo cittadino che ai foggiani. L'accusa: "Hai cambiato assessori come si sfoglia una margherita: m'ama, non m'ama"

Il manifesto

Che il Partito Democratico di Foggia non avesse peli sulla lingua è cosa nota. E dopo aver assistito al quarto rimpasto della Giunta targata Landella in appena un anno di tempo, sbotta pubblicamente rivolgendosi, ad un tempo, sia al primo cittadino che ai foggiani.

Il manifesto al vetriolo firmato dal PD di Foggia non lascia certo margini all’interpretazione, con quell’invito che campeggia in apertura: “Sindaco inadeguato ed incapace, dimettiti!”. E rivolgendosi direttamente a Landella spiega: “In una anno dalla tua elezione Foggia ha cambiato assessori come si sfoglia una margherita: m’ama, non m’ama. Gli Yes Man restano, gli altri a casa. Perché nulla deve frapporsi alla brama di gestione dell’uomo solo al comando che gli elettori, ignari, hanno eletto”.

Un “valzer delle meraviglie”, nel palazzo di città, con un solo numero. “Quello delle quattro giunte: l’unico numero di questa amministrazione”, si legge ancora. “Ed una redistribuzione ossessiva di incarichi e poltrone ai più fedeli delle aziende nei CdA che manco la spartizione dei pani e dei pesci di biblica memoria”. I toni sono forti e non c’è spazio per la facile ironia. “Perché per il resto nulla è cambiato. Anzi, lo stato delle emergenze è peggiorato, con un sindaco dimentico e non pervenuto”.

Poi passano a snocciolare una per una quelle che, a loro avviso, sono le emergenze in città. A partire dal “bubbone” dell’emergenza ambientale, “pronto ad esplodere da un momento all’altro, causa sindaco e fidi assessori Morese e Lombardi concentrati più su come spendere risorse in consulenze che su dove conferire. Mal che vada c’è Deliceto”, spiegano ricordando anche la raccolta differenziata che langue nelle secche degli annunci.

Scorrendo i punti trattati si affronta l’emergenza abitativa e commerciale (la stoccata: “fatta salva la legalizzazione l’abusivismo”) e quella della sicurezza in costante aumento “reo anche un piano di ripristino della pubblica illuminazione ancora da venire: la città è al buio”. Ricordano poi anche le questioni del Pug, della Stazione Unica Appaltante, della Variante Asi e del Piano unico del Commercio: “ipse dixit, nulla fece”, tuonano dal Pd ricordando che i famosi 100 giorni sono passati da un pezzo.

Dulcis in fundo, la questione Isola Pedonale, “provvedimento rabberciato che sta strozzando traffico e commercio. Una commedia tragicomica - termina il manifesto -  solo minimamente attenuata dal concertone di Renzo Arbore del 15 agosto dove però ci si è dimenticati di dire che gran parte dei soldi giungono dalla Regione Puglia. Che dire, Landella si sa vendere molto bene”.

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