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Giovedì, 18 Agosto 2022
Politica Manfredonia

Tassa sul passo carrabile ‘a raso’, il M5S di Manfredonia: “Non dovete pagare”

E' polemica dopo la segnalazione di alcuni cittadini che hanno ricevuto un avviso di accertamento con invito al pagamento della sanzione per 'omessa dichiarazione': "Il passo carrabile a 'raso' non si paga, lo confermano due sentenze della Cassazione"

Una nuova polemica monta nel comune di Manfredonia. “Temevamo che le conseguenze della sciagurata gestione di questa amministrazione le avremmo pagate NOI ed è arrivata la prima conferma”, il commento del Movimento 5 Stelle, dopo le lamentele di alcuni cittadini che hanno ricevuto un Avviso di Accertamento notificato dalla Gestione Tributi per ‘Omessa dichiarazione e contestuale invito al pagamento con irrogazione delle sanzioni – canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche (passo carrabile).

Gli attivisti del movimento spiegano: “Il Decreto Legislativo n. 507/1993 individua per passo carrabile quell’opera che ‘interviene modificando le aree adiacenti al passo stesso e, dunque, prevedendo l’interruzione del marciapiedi o altre opere pubbliche del genere’. Il passo carrabile può essere ‘a raso’, cioè, un ingresso per il quale non è stato tagliato il marciapiedi e non sono state edificate opere a carico del Comune per agevolarne l’accesso. Qualora l’accesso del proprio passo carrabile fosse “a raso” non si è tenuti a pagare alcunché, a meno che non si richieda l’apposizione del ‘divieto di sosta’”.

I pentastellati citano l’art. 36 del DPR n. 610/1996, il quale stabilisce che ‘i passi carrabili a raso non possano essere equiparati a tutti gli altri’ e, dunque, non debbano venire tassati”. E dunque i cittadini, qualora fossero invitati da un incaricato del Comune (di solito i Vigili Urbani) a firmare un documento atto a regolarizzare la vostra posizione nei confronti del Comune riguardo al vostro ‘passo a raso’, possono rifiutarsi senza incorrere in nessuna sanzione.

Un’ulteriore conferma arriva dalla Corte di Cassazione – in materia di Tosap – che nella sentenza n. 8106 del 28 aprile 2014 ha stabilito che ‘i varchi cosiddetti a raso - ossia posti a filo con il manto stradale, da tenersi distinti dai passi carrabili, in quanto rappresentano semplici accessi privi di opere visibili che rendano concreta l'occupazione e certa la superficie sottratta all'uso pubblico - non sono soggetti ad imposta’. Un’altra sentenza del luglio 2007 stabilisce l’intassabilità del passo a raso in quanto ‘non determina un'occupazione visibile del suolo pubblico’, dato che ‘manca qualsiasi opera o manufatto realizzato su suolo pubblico’, e che ‘non presenta interruzioni sul marciapiede o modifiche del piano stradale che permettano, al proprietario dell'accesso, una posizione ed un uso diverso del marciapiede da quello di cui può fruire tutta la collettività’.

Continuano i rappresentanti del Movimento: “Da alcune verifiche da noi espletate è emerso che: Dagli Avvisi di Accertamento presi in esame si ravvisa come non sia stata seguita la procedura prevista dall’art.18 del regolamento Cosap. In particolare, l’avviso non riporta la data dell’accertamento effettuato da un pubblico ufficiale - come previsto, appunto, dal citato art.18 del vigente regolamento Cosap che testualmente riporta: ‘Ai fini dell’applicazione delle sanzioni, l’abuso nella occupazione deve risultare da verbale di constatazione redatta da pubblico ufficiale’; Pertanto, chi rientra nel caso specificato, non solo non è tenuto a pagare la tassa e la relativa sanzione, ma, nel caso di insistenza da parte dell’Amministrazione Comunale, è possibile adire le vie legali, ottenendo sicuramente ragione”.

“Il motivo è presto detto: Da qualche parte bisognerà pur accedere per rientrare all’interno della proprietà privata e ‘se non ho chiesto al Comune alcuna opera per accedervi, come fa l’Amministrazione Pubblica a pretendere da me un tributo per farmi entrare e uscire da casa?’ Intendiamoci, è giusto che chi usufruisca di un servizio paghi per esso, se si sono realizzate le opportune opere per renderlo fruibile, ma non si può generalizzare ed intimare un pagamento a tutti coloro che hanno un qualsiasi accesso carrabile da una strada pubblica ad una proprietà privata”, precisa il Movimento 5 stelle.

Gli attivisti concludono invitando l’Amministrazione a non tassare i cittadini, “ma - unitamente alla Gestione Tributi e secondo le procedure previste – a verificare chi è tenuto al pagamento della tassa in argomento”.

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