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Riccardi rivede la giunta e si prepara ad andare in consiglio, "ma è soltanto una squallida telenovela"

Duro attacco del M5S che evidenzia le contraddizioni e il "cambiare tutto per non cambiare niente" tipico della politica. "Partita a scacchi tra Riccardi e Prencipe" tuona. Giovedì 20 settembre consiglio comunale

La montagna partorisce il topolino. E a pagarne le spese sono i manfredoniani. E’ questo il senso della dura nota che il Movimento 5 stelle di Manfredonia verga nero su bianco alla vigilia del consiglio comunale che, giovedì prossimo, 20 settembre, presenterà alla città la nuova giunta e si appresterà a votare il nuovo presidente del consiglio comunale. Il rimpasto chiude un momento travagliato per il sindaco, Angelo Riccardi, che, per conflittualità interne alla sua maggioranza e al suo Pd, si spinse finanche alle dimissioni. “Azione strategica” si disse già allora (nessuna avrebbe mai creduto a dimissioni reali e definitive di Riccardi), e così fu, con un sindaco tornato in conferenza stampa a preannunciare che avrebbe cambiato le carte in tavola. Giovedì ci sarà consiglio. In un comunicato dal titolo “Partita a scacchi fra Riccardi e Prencipe”, il M5S scrive: “Per noi era chiaro, fin dall’inizio di questa fase, quale fosse la partita in gioco e quali i contendenti. Angelo Riccardi si rivela sempre più dominus di un rabberciato gruppo di “Yesman” e Antonio Prencipe, da attore consumato, esce dalla porta per rientrare dalla finestra.

"La squallida “telenovela” si dirama su questo canovaccio. Non essendoci più i numeri per sostenere questa amministrazione, l’affabulatore de “Il Bello Viene Ora”, compie un altro numero di desolante (per i cittadini) prestidigitazione, mettendo insieme una “brancaleonica” Giunta, ridistribuendo posti come caramelle ai bambini. Tutto questo accontentando un capriccioso Prencipe che, qualche mese fa, abbandonò la Presidenza del Consiglio Comunale, stracciandosi le vesti con “il mio è senso di responsabilità”, “basta col mercimonio delle poltrone”, “discontinuità con le azioni” (tant’è vero che le persone sono, praticamente, sempre quelle e le azioni…pure…Ça va sans dire)".

"Ed ecco che, nella bizzarra commedia amministrativa rientrano quasi tutti gli attori che dovrebbero garantire “senso di responsabilità” e “discontinuità col recente passato”. In effetti una novità c’è. Anzi, non è proprio una novità in quanto la sedia di Assessore al Bilancio provoca “dimissionite virale”, come quella di dirigente del relativo settore. Dovrebbe valere il detto “…se la conosci, la eviti…”, invece è sempre “…chi gioca col fuoco, si brucia…”. Pertanto anche il dott. Antonio Rana, professionista della contabilità, dopo qualche mese, decide di metter fine alla sua esperienza assessorile, non lasciando traccia del suo passaggio. La domanda sarebbe “Perché mai ha accettato? Mistero di San Domenico. Il suo posto verrà preso dalla dott.ssa Addolorata Zammarano, ottima professionista, ma che rivela, anch’essa, un insospettabile masochismo istituzionale. Staremo a vedere".

"Perciò, Prencipe rientra come assessore all’Ambiente, la Starace dall’Ambiente passa ad Attività Produttive (piegandosi ai voleri del Capo, alla faccia dei progetti in essere, più volte sbandierati), la Zammarano, come detto, al Bilancio, Rana si chiama fuori, Frattarolo, La Torre, OgnissantiZingariello si incatenano alle poltrone, come tangibile segno di rinnovamento e di responsabilità (che non guasta mai).

Ora manca solo l’ufficialità di Tomaiuolo come Presidente del Consiglio Comunale e il posto di A.U. dell’ASE come premio-fedeltà in quota Gelsomino. Tutto questo sulla pelle di Manfredonia e dei suoi cittadini" concludono i pentastellati.

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