Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Incognita sulle Elezioni a Manfredonia: nel comune sciolto per mafia si vota tra ottobre e dicembre, ma rischio rinvio in caso di quarta ondata

Il comune non rientra nel Decreto Elezioni perché la scadenza della durata dello scioglimento cade nel secondo semestre dell'anno, ipotesi normata dall'articolo 143 del Tuel. Si fa strada l'ipotesi delle consultazioni entro metà novembre

La data delle elezioni a Manfredonia è ancora una incognita e la politica prova quantomeno a conoscere l'orientamento. L'ipotesi più accreditata è che si torni alle urne entro la prima metà di novembre.

La gestione del Comune, con Decreto del presidente della Repubblica datato 22 ottobre 2019, era stata affidata per diciotto mesi ad una commissione straordinaria composta dal prefetto a riposo Vittorio Piscitelli, dal viceprefetto a riposo Francesca Anna Maria Crea e dal dirigente Alfonso Agostino Soloperto, a seguito dell'accertamento di condizionamenti da parte della criminalità organizzata. A febbraio il commissariamento è stato prorogato di altri sei mesi.

Manfredonia non rientra, dunque, nel disegno di legge di conversione del decreto-legge 5 marzo 2021 n. 25, il cosiddetto Decreto Elezioni, che ha rinviato in autunno, a causa della pandemia, le consultazioni da tenersi nel 2021. I termini ordinari sono stati differiti prevedendo una finestra elettorale fra il 15 settembre e il 15 ottobre, in due giornate, domenica e lunedì. A Cerignola si tornerà alle urne in questo lasso temporale perché non è stata richiesta una proroga del commissariamento, per quanto la commissione gestisca il Comune fino alle elezioni. 

Ai sensi dell'articolo 143 comma 10 del Tuel, il Testo Unico degli Enti Locali, nel caso in cui la scadenza della durata dello scioglimento cada nel secondo semestre dell'anno, le elezioni si svolgono in un turno straordinario da tenersi in una domenica compresa tra il 15 ottobre e il 15 dicembre. La data delle elezioni è fissata dal ministero dell'Interno non oltre il cinquantesimo giorno precedente quello della votazione, ai sensi dell'articolo 3 della legge numero 182 del 1991.

Esiste anche la remota ipotesi che il Viminale non apra la finestra straordinaria, se per esempio ci fosse una recrudescenza della pandemia. In tal caso, le elezioni potrebbero slittare alla prima tornata elettorale ordinaria utile, plausibilmente a maggio-giugno del 2022. Bisognerebbe attivare la procedura per garantire la continuità di gestione che si applica solo in casi straordinari, e dopo 24 mesi di commissariamento appare una eventualità piuttosto improbabile.

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