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In aula consiliare prevale clima da campagna elettorale: manca numero legale, seduta rinviata

Nel giorno della solidarietà a Franco Landella, la macchina amministrativa si blocca. C'è tensione tra i democratici. Indignato l'assessore al Bilancio, Rocco Lisi: "Corte dei Conti non può attendere"

I necessari adempimenti per chiudere la procedura antidissesto presso Corte dei Conti e Governo e sbloccare le risorse, vitali, del "salva-enti"; l'adozione del piano di rischio dell'aeroporto che, dopo un iter lungo e sfiancante, ha ottenuto il via libera dall'Enac; la vertenza Tozzi; la convezione trentennale col CNR per cedere in comodato la gestione del Centro Servizi del Distretto del Tavoliere; il tanto agognato testamento biologico proposto dalla Sel da tempo immemore. C'era di tutto di più all'ordine del giorno del consiglio comunale di oggi di Foggia, scivolato, però, sull'ennesima assenza del numero legale.

La macchina amministrativa si blocca per l'assenza di due consiglieri (il piddino Leonardo Vinciguerra, pur presente nei corridoi di Palazzo, e il MeP Paolo De Vito) ed a nulla serve la stampella offerta dall'Udc con la permanenza in aula di Eugenio Iorio mentre il resto delle opposizioni abbandona i banchi prima del voto. Tutto aggiornato a giovedì prossimo, tra l'indignazione dell'assessore al Bilancio Rocco Lisi che non nasconde la rabbia: "La Corte dei Conti attende questo voto. Quel provvedimento è vitale per la città e noi ci permettiamo il lusso di rimandarlo. Giovedì non tollererò altri rinvii".

Che le corde siano tese in consiglio, soprattutto tra i democrats, non è mistero. I partiti sono ormai in piena campagna elettorale e l'auto-ricandidatura di Gianni Mongelli ha acceso una discussione al vetriolo nel Pd, ieri riunitosi in via Taranto per fare il punto su congresso ed amministrative 2014 col deputato e numero 1 del partito in Capitanata, Michele Bordo.

Ma tra i consiglieri, oggi, si escludeva qualsivoglia tipo di commistione tra vicende politiche ed istituzionali, arrivando addirittura, qualcuno, a minacciare seri provvedimenti "per gli assenti al voto" (Vinciguerra, ndr, peraltro da tempo autore di atteggiamenti in aula non conformi alla linea di partito). Evidentemente resteranno parole anche queste.

Peraltro si torna in aula tra sole 48 ore, ma il dato politico più triste è l'immagine che ne vien fuori proprio nel giorno in cui la criminalità attacca "la massima istituzione cittadina" (cit. Mongelli) con l'incendio dell'automobile del vicepresidente del consiglio, Franco Landella.  Alla casa comunale era chiesto il massimo dell'impegno e dell'unità, anche d'intenti, per dare un segnale. Ma pressapochismo, superficialità e/o vicende politiche hanno avuto la meglio. Un'altra occasione persa.

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