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Il sindaco Mongelli scrive ai foggiani: “Lascio una città che ha futuro”

Lettera aperta alla città di Foggia del sindaco Gianni Mongelli: “A chi indosserà la fascia il più sincero augurio di buon lavoro nel solo ed esclusivo interesse di Foggia”

Al termine dei cinque anni più intensi, più difficili ma anche più importanti della mia vita di uomo, di professionista, di imprenditore e, soprattutto, di cittadino che ha avuto il privilegio di essere il Sindaco della sua Città natale, sento il bisogno di condividere con Foggia, con i miei concittadini, alcuni pensieri. Lo faccio ora, ad urne chiuse, perché porto ancora l'onere e l'onore di essere il sindaco di questa comunità e, dunque, il primo modello di irreprensibilità, dignità e correttezza.

L’ERRORE | Voglio parlarvi con semplicità e franchezza, come forse avrei dovuto fare da tempo, uscendo da quel silenzio che mi ha circondato in questi anni e che, inconsapevolmente sbagliando, ho accettato o forse più spesso subito. È stato questo probabilmente l’errore più grave del mio mandato, quello che mi ha privato, anzitutto come uomo, di un dialogo costante ed aperto con i miei concittadini.

L’ONORE | A voi oggi voglio dire che indossare la fascia tricolore in questi anni è stato un privilegio ed un onore che mai avrei pensato di vivere. Essere il sindaco di Foggia, della città che mi ha visto nascere all'ombra del Cappellone delle Croci, crescere assieme agli amici di sempre, partire con le lacrime agli occhi alla volta dell'Università di Pisa, è stata anche una responsabilità enorme, alla quale ho dedicato ogni minuto di questi cinque anni, senza risparmiarmi. Un’esperienza durissima, minimamente paragonabile a quelle passate - la Confindustria, l'Accademia delle Belle Arti, la Fiera di Foggia - che pure hanno reso ricca la vita di un ingegnere che non si è mai  chiuso nel suo studio e che, al contrario, ha sempre voluto essere partecipe della sfida per lo sviluppo del nostro territorio.

LA SFIDA DEL 2009 | Quando, cinque anni fa, accettai la sfida di una candidatura che sembrava destinata, probabilmente anche nei pensieri di chi me la prospettava, ad una sconfitta onorevole e che invece si rivelò vincente,  assunsi un impegno con me stesso e coi miei concittadini: ridare un futuro a Foggia. A qualsiasi costo, senza pensare ad alcun tornaconto politico, men che meno ad eventuali benefici personali.

I TANTI ‘NO’ | Non ho fatto scelte comode, ma scelte necessarie. Non ho nascosto la polvere sotto il tappeto ma ho aperto le finestre facendo entrare aria fresca e pulita in stanze troppe volte violate dalla presenza di soggetti che mai avrebbero dovuto avvicinarsi al Palazzo di Città.
Ho detto tanti No perché era giusto dire No, e ne ho pagato il prezzo. Ho conosciuto il  sapore amaro delle alchimie della politica ed il gusto acre del tradimento.

LE COSE FATTE | In cinque anni molto è stato fatto. Risanare il bilancio, recuperare al patrimonio cittadino le nostre aziende ferite a morte da scelte sbagliate e dalla cattiva politica, debellare il coacervo di opacità che attanagliavano servizi come la gestione dei tributi e la manutenzione verde affidati, sotto la mia amministrazione, col metodo del l'evidenza pubblica; dire no alla falsa “cooperazione sociale”, alveo di illegalità, di tornaconto per pochi e di sfruttamento per tanti; scegliere l’innovazione nella gestione degli asili comunali per offrire alle famiglie servizi migliori, riorganizzare la macchina comunale ponendo al centro i “risultati” e non il “posto”: tutte scelte non facili, non semplici, non gradite a chi è stato toccato nei privilegi, nel potere, nelle rendite.  Ma è stato fatto!!!

LOTTA ALL’ILLEGALITA’ | Non è stato facile denunciare le illegalità e confermarle anche nelle aule del Tribunale ma non mi sono tirato mai indietro, sostenuto da chi, in questi anni, ha rappresentato a Foggia lo Stato, la Magistratura e le Forze dell’Ordine. A loro va il mio grazie più sincero.

Accanto a tutto questo, bisognava lottare con forza contro le scelte scellerate dei vari Governi centrali che hanno sempre più penalizzato Comuni e Sindaci, rendendo, questi ultimi, gli odiati esattori per "conto terzi", il debole baluardo da abbattere, il parafulmine su cui son state scaricate rabbie e tensioni, e le cui vite venivano stravolte a suon di offese, minacce e molto altro.



LA SOLITUDINE | Così è stato per me che, ad un certo punto, mi son trovato costretto a vivere una vita non più mia, una vita sotto “tutela”. Solo per aver fatto quello che andava fatto. Sì, in questi cinque anni è stato fatto quello che andava fatto senza mai pensare al consenso immediato ma al futuro della città. Scelte difficili, dolorose per tutti, di cui ho sempre portato, molto spesso da solo, il peso. Ma della solitudine dei sindaci, purtroppo, non si parla mai. Non ci si accorge.

LE CRITICHE | Mentre ci si accorge più facilmente di ciò che non va, spesso dimenticando l'origine di quei problemi. Sono stato additato come il sindaco della Tarsu aumentata, delle strisce blu, dell’emergenza rifiuti. Critiche e giudizi negativi certamente motivati dal disagio, dal disappunto dei cittadini, ai quali voglio oggi chiedere scusa anche per gli errori commessi da altri in passato. Ma consentitemi la soddisfazione e la certezza di restituirvi una città rimessa in piedi, tirata fuori dal coma nel quale mi era stata consegnata, in grado di guardare al suo futuro.

IL FUTURO | Il futuro di una città che oggi, grazie al lavoro di questi anni, si riapre ai flussi economici e sociali con l’allungamento della pista del nostro aeroporto, con il nuovo casello autostradale, con la nuova orbitale, con il nuovo terminal bus, con i lavori dell’alta capacità e con gli investimenti per il potenziamento nella zona ASI.

Una città che si gioca la scommessa della mobilità sostenibile con il progetto MUSA, che entra in AMIU Puglia diventando soggetto attivo in un nuovo modello gestionale dei rifiuti, che diventa centro di ricerca con l’insediamento del CNR del cui lavoro potrà giovarsi il progetto di rilancio della sua Fiera, che è sede del 2° Policlinico della Regione Puglia, che osserva la sua Università mentre diventa sempre più patrimonio comune ed elemento di sviluppo.

Una città in cui crescono realtà come il Forum dei Giovani, dove torna a splendere la memoria e la religiosità all'interno della riaperta Cattedrale, che vede fiorire il Giardino della Memoria di Viale Giotto, che vede il Festival degli Artisti di strada diventare un appuntamento di prestigio nazionale. Una città che riapre il suo Teatro e con tanti progetti per il futuro.

Un futuro ricco di speranze, nella consapevolezza, però, di dover ancora combattere, e con sempre maggiore forza, le battaglie per la legalità e per la sicurezza. Due obiettivi rispetto ai quali invito il prossimo sindaco e la prossima amministrazione a non abbassare mai la guardia. Mai. Perché la sfida si vince solo così.

L’AUGURIO | Ed è per questo che al termine di questo mio percorso di servizio alla città sento di poter serenamente salutare la mia amata Foggia, augurandole ogni bene e ringraziando quanti, specie in quest’ultimo periodo, mi hanno avvicinato, incoraggiato ed apprezzato anche solo con la semplicità del sorriso. Porto gelosamente via con me l’applauso del Consiglio Comunale dei Ragazzi a cui voglio simbolicamente lasciare la fascia tricolore di Sindaco che dal 26 Giugno del 2009 ho portato nel cuore e sulla pelle, osservando sino in fondo il mio giuramento di fedeltà a Foggia. A chi la indosserà il più sincero augurio di buon lavoro nel solo ed esclusivo interesse di Foggia.



 

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