Lega in subbuglio a Lesina, crepa dopo la mossa del sindaco. Con la scusa delle competenze ridimensiona i salviniani

A Lesina il sindaco fa fuori Leonardo Bramante e assegna la delega al Bilancio a Primiano Antonio Pegoli. A FoggiaToday: "E' solo una questione di competenze tecniche", ma l'atto di revoca parla chiaro: è politico

Il sindaco di Lesina Roberto Cristino apprende dalla stampa la decisione della Lega provinciale di Foggia di ritirare la propria delegazione dalla Giunta, annunciata dal segretario Daniele Cusmai. "Io non so niente", risponde il primo cittadino interpellato da FoggiaToday. "Sono al lavoro, sono notizie che mi avete dato voi".

Non ha avvertito minimamente la scossa di terremoto e, che lui sappia, non c'erano frizioni con il partito. Interrogato sul caso Bramante, motiva così l'estromissione dalla Giunta: "È solo una questione di competenze tecniche. Avevo bisogno di qualcuno che si interessasse del bilancio, una competenza specifica".

Non ha avuto modo di sentire ancora i leghisti, ma si ripromette di farlo, e non ha incontrato nemmeno Leonardo Bramante. Assieme a lui in Giunta c'è un altro leghista della prima ora, Primiano Di Mauro, attuale vicesindaco. Ed è lui l'unica espressione del partito oggi nell'esecutivo del comune lagunare. 

In Consiglio comunale siedono altri tre salviniani: Leonardo Ippolito, Maria Libera Pegoli e Francesco Schiavone. Roberto Cristino, medico chirurgo all'ospedale di Termoli, ha vinto con una lista civica, "Noi per Lesina", civismo da sempre professato seppure accompagnato in campagna elettorale dai chiari endorsement dei personaggi di spicco della Lega.

L'atto di revoca è datato 20 aprile. Contestualmente, con lo stesso decreto sindacale numero 3, il commercialista Primiano Antonio Pegoli è stato nominato assessore comunale con delega a Bilancio e Personale. Il neo assessore è stato eletto nella lista del sindaco 'Noi per Lesina'.

Quinto in ordine di preferenze, subito dietro Primiano Di Mauro, avrebbe comunque da sempre scalpitato per entrare in Giunta. Fatto fuori l'assessore leghista, si è liberato un posto. Il sindaco Roberto Cristino, motiva il provvedimento di revoca nel decreto, che poi è tenuto comunque ad argomentare in Consiglio comunale, precisando che "si fonda su valutazioni di opportunità politico-amministrative e non di atto sanzionatorio né di atto afferente motivi personali o professionali", valutata "l’opportunità di assicurare coesione e unitarietà all’azione di governo al fine di perseguire con piena efficienza il programma politico dell’Amministrazione in carica".

In premessa si evidenzia, ancora, che "l'atto di revoca di un assessore costituisce atto altamente discrezionale a contenuto sostanzialmente politico e solo indirettamente e secondariamente amministrativo". Eppure oggi, contattato telefonicamente, esclude connotati politici. 

Il diretto interessato, sfrattato dalla Giunta, a caldo preferisce non commentare. "Devo parlare ancora con gli altri del partito". La lettera gli è arrivata martedì. "Mai avuto problemi con il sindaco - precisa Leonardo Bramante a domanda sui rapporti con Cristino ed eventuali frizioni - siamo due colleghi, siamo medici, anzi".

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