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Iaccarino è una scheggia impazzita. Denigra Landella e gli dichiara guerra: "Lui mi ha bloccato, io lo sfido di nuovo"

Il presidente del Consiglio comunale continua a provocare il primo cittadino. Da più di un mese non hanno più contatti: "Si è chiuso a riccio, non è inclusivo". Promette di dargli filo da torcere e non lascia Forza Italia

Le scintille sono divampate da un pezzo e di spegnere quest'incendio Leonardo Iaccarino, che di mestiere fa il pompiere, non ha la benché minima intenzione. Tutt'altro che politically correct, il presidente del Consiglio comunale di Foggia è passato da pur evidenti segni di insofferenza all'aperto dissenso nei confronti del sindaco Franco Landella, alle continue provocazioni, fino alle quantomeno discutibili esternazioni in dialetto sotto il post di un candidato consigliere alle ultime elezioni della lista Foggia in Testa, riferito alla preghiera pasquale per i defunti nel cimitero di Foggia. Lui che ricopre la seconda carica della città. "Farmi rappresentare da lui nel cimitero? È come portare Cicciolina dai propri genitori e presentarla come la nuova fidanzata", è una delle espressioni impresse tra i commenti. Sui social, dove ha assunto l'impegno di informare i cittadini sui numeri del Covid in contrapposizione con il primo cittadino - che, inizialmente, come i colleghi, non riceveva i dati ufficiali - non ha fatto mistero della sua avversione, esponendo il sindaco al pubblico ludibrio ("Non faccio video spot con occhiali da sole e musica di sottofondo") e, da ultimo, si è autodefinito "scevro da protagonismi fini a se stessi senza concretezza, per essere ancora più chiaro, mi riferisco allo stile da pseudosceriffo senza pistola del signor Franco Landella".

Scapestrato lo è sempre stato, ma si era calato nel ruolo affidatogli, che richiede, chiaramente, anche un certo contegno, mantenendo sempre un atteggiamento istituzionale, limando evidentemente anche alcune asperità. Ora a briglie sciolte è una scheggia impazzita. Non pensa affatto di aver esagerato. "Se possiamo tradurre l'espressione dialettale in quella italiana qual è il risultato? Io l'ho messo in quella forma proprio perché volevo che qualcuno prima o poi la traducesse. Lo leggiamo insieme? 'Io non mi sento rappresentato dal sindaco Landella che va al cimitero a pregare in nome e per conto delle famiglie foggiane e quindi se Landella lo vuole fare lo può fare per i suoi defunti'". 

Rispetto alla forma, non pensa di essere stato irrispettoso nei confronti del sindaco, a maggior ragione in quanto lei seconda carica?

La domanda la rigiro a lei. Mi dice dov'è la mancanza di rispetto nei confronti del sindaco in quello che ho scritto? Perché io ancora non capisco quale sia la forma irrispettosa. Me lo dica lei.

Quindi non si pente delle sue affermazioni?

Una persona si pente di aver scritto qualcosa della quale non era convinta. Io sono convinto del fatto che ho scritto qualcosa di non irrispettoso e quindi non ci vedo nulla di sbagliato. Tradotto in italiano significa 'il sindaco se va al cimitero, andasse a pregare i morti suoi e non i morti degli altri o perlomeno i miei'.

Ultimamente siete ai ferri corti. Il problema di che natura è, politica, personale?

Se vogliamo, tra i problemi rientrano anche quelli personali. È una questione anche personale tra me e lui. Tanto che dall'ultima discussione che abbiamo fatto io ho i canali interrottti con il sindaco che mi ha bloccato, quindi non posso inviargli messaggi, non posso telefonargli. Siamo in questa fase.

Lei è ancora nello stesso partito del sindaco?

Certamente.

E non lascerà Forza Italia?

Il mio rappresentante di Forza Italia si chiama Dario Damiani, senatore pugliese. Io faccio riferimento a lui. Forza Italia non la lascio. Sono stato candidato in Forza Italia grazie al senatore Dario Damiani, sto in Forza Italia per l'infinito rispetto che ripongo nella sua persona. Se Landella vuole affrontare il problema all'interno del partito chiamasse i vertici regionali. Io il mio riferimento regionale e nazionale ce l'ho.

La questione personale è addebitabile alle elezioni regionali?

Della questione delle Regionali non abbiamo neanche parlato io e il sindaco. Tant'è che io avevo detto in tempi non sospetti che non ero interessato alla candidatura. E tantomeno mi sento obbligato a votare chi mi dirà lui.

Le questioni di carattere personale sono sanabili?

Tutto è sanabile nella vita, però il sindaco che blocca il presidente del consiglio comunale mi sembra una cosa più unica che rara. 

Anche dal punto di vista politico però non sta apprezzando il suo operato. Cosa non sta condividendo in particolare?

È chiaro che non lo apprezzo, altrimenti non gli avrei fatto post di quel tenore. C'è poca chiarezza sulla distribuzione e modalità dei buoni spesa, le gaffe continue che ha fatto, a partire dalla chiusura delle scuole, i mercati. Si è chiuso a riccio, non è inclusivo in questo periodo. Poi per questioni che riguardano la presidenza del Consiglio non si rivolge più al presidente ma agli uffici di presidenza.

Questa frattura quanto tempo fa c'è stata? Da quanto non c'è più dialogo?

Sarà più di un mese. Ma se il suo obiettivo è quello di portare alla mozione di sfiducia al presidente del Consiglio io invito a farla, poi faremo i conti in aula e anche fuori dall'aula, nelle sedi opportune.

E perché allora non propone lei di sfiduciarlo?

Ci vogliono 17 consiglieri comunali per sfiduciarlo. Qualora dovesse essere sottoposta alla mia attenzione la mozione di sfiducia da parte della minoranza sarei uno dei primi a firmarla. Ma devono farlo prima i 12 consiglieri della minoranza. Io sono pronto a sfiduciare lui, lui vediamo se è pronto a sfiduciare me. Poi vediamo se porta a termine il suo obiettivo. Ma si deve sempre aspettare delle contromosse politiche da parte mia.

Quindi ha questo atteggiamento perché ha perso proprio la pazienza?

Quando il sindaco vuole fare il sindaco, l'assessore il consigliere e il presidente del Consiglio comunale sfido chiunque a non avere un minimo di reazione, fosse anche colorita come la mia in questo momento. Lui detta il passo di ogni cosa, anche del Consiglio comunale, anche degli accapi che si devono portare in aula, su tutto. E quindi non vedo il motivo per il quale io non gli debba dare filo da torcere. Se Landella vuole la battaglia che battaglia sia. L'ho sfidato alle primarie, lo sfido anche ora.

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