Quando la Lega dimentica il popolo. Mister preferenze ne ha per tutti: "Foggia colonizzata, 3250 cittadini presi in giro"

Archiviato il Ferragosto di fuoco, in casa Lega, a Foggia, le acque continuano ad essere agitate. Pesanti accuse dall'espulso Massimiliano di Fonso, che attacca: "Non c'è alcun provvedimento, qui gruppo di potere. Parleremo con Salvini"

Massimiliano Di Fonso

“Aspettiamo che si chiuda la crisi di governo per tornare a sollecitare l’intervento di Matteo Salvini sul gruppo di potere che governa la Lega foggiana. Il segretario deve sapere chi ha mortificato il consenso del popolo. D’Eramo, Marti, Riviello e quanti hanno messo sotto i piedi 3250 voti vanno commissariati. O andrò casa per casa, lo giuro, a dire chi sono i leghisti foggiani”. Archiviato e metabolizzato parzialmente il “Ferragosto di fuoco”, quando con un blitz il partito ha chiuso con Landella le nomine assessorili in quota Lega, Massimiliano Di Fonso, mister preferenze, decide di parlare senza peli sulla lingua. E sceglie di farlo sulle colonne di Foggiatoday. Lo fa a nome di tutti e tre i consiglieri espulsi “con un comunicato stampa” in quel pomeriggio agostano (Di Fonso, appunto, Alfonso Fiore e Liliana Iadarola) e si mette in posizione attendista: la Lega vuole ricucire “con chi ha consenso” e diventare anche qui “quel partito nazionalpopolare che è al Nord” o “è semplicemente la macchina  di potere di Raimondo Ursitti”? “Perché, in questo caso, non abbiamo più niente da dirci”. C’è di vero che la notifica ufficiale di espulsione non è ancora giunta, fa sapere Di Fonso. Per il momento siamo alla “espulsione solo mediatica”. “Non ci è pervenuta alcuna nota ufficiale, dunque non conosciamo neppure le motivazioni per cui la Lega ha fatto fuori 3250 voti” dice Di Fonso.

Comunque voi avevate già deciso in mattinata di autosospendervi, probabilmente subodorando l’espulsione e, pertanto, provando ad anticiparla. Come che sia, dei problemi eravate al corrente.

Certo. Perché siamo stati presi in giro. Noi abbiamo appreso da Foggiatoday quel pomeriggio d’agosto che erano stati nominati gli assessori. Non ne sapevamo nulla e comunque le nomine non hanno rispettato l’accordo preso dal partito col gruppo consiliare.

E quale era l’accordo?

Nell’ultimo incontro fatto con il segretario D’Eramo, il senatore Marti, il vicesegretario Riviello e il provinciale Cusmai, si decise che i tre assessori sarebbero stati scelti rispettivamente tra il primo dei non eletti, e quindi Paolo La Torre, la prima dei non eletti e quindi Maria Morelli, e uno esterno in quota al gruppo consiliare. Una soluzione raggiunta faticosamente che contemperava, in maniera democratica, tanto la dignità del partito e dei non eletti quanto quella del gruppo consiliare.

Sappiamo che è stato un incontro tesissimo, dove sono voltate parole grosse.

Confermo.

Perché ?

Sul nominativo del gruppo consiliare (Gianni Di Lauro, ndr) si sono riservati, avendo posto un mezzo veto, ovvero che trattavasi di personalità che in passato ha rappresentato il centrosinistra. Poca roba, altrimenti mi dovrebbero spiegare come mai ad una Marianna Bocola, per citarne una caso, che ha governato col centrosinistra, sia stato consentito di rappresentare la Lega addirittura come candidato sindaco a San Severo.  

E poi?

Avremmo dovuto riaggiornarci invece il giorno di Ferragosto, che avrebbe dovuto essere vacanziero e sereno, apprendiamo delle nomine di La Torre e Raffaella Vacca. Ci siamo sentiti presi a schiaffi. Avevamo lavorato per settimane per giungere ad una soluzione che contemplasse le esigenze di partito e la dignità di eletti e di portatori di consenso. 400 voti hanno schiaffeggiato 3250 voti. D’Eramo & co. hanno sputato in faccia agli elettori.

400 voti? A chi si riferisce?

A Raimondo Ursitti. E’ noto che sia lui il deus ex machina del partito a Foggia e che i D’Eramo, i Marti ed i Riviello hanno lavorato esclusivamente per preservare lui. Vacca è sua espressione. Fregandosene di chi ha portato voti, anzi addirittura espellendolo. Sa cosa mi disse Marti a quella riunione?

Cosa?

"Era meglio se prendevi 400 voti". Può un dirigente tifare per un minor consenso popolare, calpestando così centinaia di elettori che hanno barrato il simbolo della Lega? Mi ha fatto capire che ero un problema. E un segretario regionale come D’Eramo può dire ai consiglieri più suffragati “o così o a casa”? Ma che razza di partito è? Da cosa è guidato, dal consenso popolare o da un’oligarchia di mammasantissima? L’obiettivo di D’Eramo, Marti e Riviello, è ovvio, era esclusivamente la tutela di Raimondo Ursitti. Null’altro. Gliel’ho detto anche al suo grande amico Massimo Casanova, che qui è venuto solo a prender voti. Ma lo diremo alla gente, porta a porta.

Tra le contestazioni ci inserite anche la nomina di Antonio Vigiano, neonominato segretario cittadino.

Sì. Inopportuna e inappropriata. Anche questa, senza uno straccio di motivazione. Sa qual è il problema?

Quale?

Che noi semplici consiglieri non abbiamo riferimenti nazionali e quindi nessuno che ci tutela. Il partito è nelle mani di pochi che se ne fregano dei non amici, di chi non appartiene al cerchio magico. Ci hanno scaricati come sacchi vuoti.

E però siete ancora lì, ad attendere di capire se esistono i margini per una ricucitura.

Ovvio che se questa è la Lega, ossia il partito di Ursitti, preferisco starne fuori. Ma me lo deve dire Salvini. Dubito che sappia che i tre consiglieri più suffragati siano stati messi alla porta. Ripeto, sono ancora in attesa del provvedimento ufficiale.

E se dovesse arrivare?

Mi dovranno dare le giuste motivazioni. Quindi, da settembre, comincerò una campagna a tambur battente, porta a porta, per far conoscere cos’è realmente la Lega foggiana, una struttura monocratica e dittatoriale gestita da Raimondo Ursitti.

Intanto avete preso il terzo assessore che spettava alla Lega. E' una prima vittoria?

Una mezza vittoria, tre consiglieri hanno intravisto in una donna, Cinzia Carella, una professionista uitile alla risoluzione delle problematiche della città. Tra l’altro non so per quanto il gruppo leghista di soli due consiglieri (De Martino e Soragnese, ndr) possa mantenere due assessori. A breve credo che qualche partito si lamenterà vivamente col sindaco.

Potrebbe sempre ampliarsi il gruppo consiliare della Lega.

Mmh, ne dubito. E con chi? Salvini è in calo, se dovesse andare all’opposizione non avrà più l’appeal che ha avuto fino a poco tempo fa. Pure il passaggio di Leo Di Gioia, che sembrava cosa fatta, è stato assolutamente smentito da D’Eramo che in una riunione in cui eravamo presenti tutti ha detto chiaramente “Chi ha governato con Emiliano non farà mai parte della Lega”. Tra l’altro Di Gioia pare non abbia neanche più agganciato la presidenza di Ismea e con questa crisi le cose si complicano ulteriormente.

Qual è la richiesta?

E’ al partito, a Salvini, a venire giù a vedere cosa stanno combinando i suoi dirigenti. Anche con la faccenda di Potenza, scaricato in trenta secondi: dovrebbero mettere la testa nel water.

Ma non è il partito in cui vorrebbe essere?

Non con gli attuali decisori. Vanno commissariati. E’ quello che chiederemo. Sono venuti a colonizzare Foggia, facendosi beffe del consenso popolare. Buttare fuori tre eletti, ed eletti con quei numeri, è una cosa gravissima. Guardi…

Dica.

Se solo avessimo verificato di aver un partito solido alle spalle, probabilmente gli eletti, io in primis, avremmo fatto anche gli assessori. Ma un po’ la mancanza di fiducia su questo in Landella, un po’ l’assenza di serietà del partito foggiano e pugliese, non ci siamo fidati. E non ci fidiamo.

Dunque aspettiamo Salvini.

Sì ma sia chiaro: qualunque cosa accadrà, la volta che vedrò Raimondo Ursitti alle Politiche sociali, lo denuncerò alla Procura della Repubblica.

Per cosa?

Non è stato eletto e non è nel diritto di avvicinarsi ad uno dei settori più delicati dell’amministrazione della città.

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