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Lunedì, 15 Agosto 2022
Politica

Teatro Giordano, dalla rescissione alla proposta di transazione. Marasco: "Lavori senza gara"

Per il completamento del Teatro, lavori per complessivi 416 mila euro e affidamenti diretti a tre imprese oltre la soglia dei 40 mila euro. Le bancarelle abusive "sanate" violando le norme edilizie

La complessa vicenda del Teatro Giordano e due anni con l’amministrazione Mongelli da assessore all’Urbanistica, hanno spinto Augusto Marasco a “rispristinare una serie di verità”. In una conferenza stampa al vetriolo, l’esponente de ‘Il Pane e le Rose’, ha ripercorso le vicissitudini che hanno interessato il secondo teatro più antico del Mezzogiorno d’Italia dopo il San Carlo di Napoli, a partire da due dati incontrovertibili: il primo è che l’amministrazione uscente ha rescisso il contratto con la Ra.Co., l’altro dato è la proposta di transazione di circa due milioni di euro - dal Comune all'impresa - formulata per il Consiglio comunale: "Ho sentito il dovere di ribadire e difendere in toto l’operato, non solo di chi in qualità di assessore e materialmente ha seguito questa vicenda, ma della giunta della quale io ho fatto parte perché si è mossa cercando di dirimere questa questione cbe ha offeso tutta la città. L'atto concreto è stata la rescissione contrattuale. Questa amministrazione ha invece proposto una transazione”.

Il capogruppo de 'Il Pane e le Rose' ha annunciato poi il "deposito di una interpellanza per i lavori di completamento eseguiti in meno di quattro mesi – dal 17 ottobre al 13 febbraio 2015 – per i quali sono stati spesi 416mila euro senza uno straccio di gara, con una serie di determine dirigenziali fatte dai vari servizi dell’amministrazione, ma soprattutto dai lavori pubblici, con una serie di affidamenti sotto soglia per fare riferimento all’affidamento diretto. L’autorità di vigilanza e lo stesso codice degli appalti ha stabilito che non si può artatamente frazionare un appalto per evitare di incorrere nelle soglie comunitarie (superata). Ci sono tre imprese che hanno beneficiato dell’affidamento diretto dei lavoro superiori a 40mila euro, "limite entro il quale, rispettando determinate condizioni poste dalla legge, un’Amministrazione può assegnare un lavoro senza indire gara d’appalto".

Nel corso della conferenza, carte alla mano, Marasco ricorda di aver denunciato l’esistenza della proposta durante una seduta della commissione Bilancio il 5 settembre 2014: “Mi sembrava del tutto singolare che si potesse partorire l’ipotesi di una transazione” perché – aggiunge – “sarebbe stato sufficiente leggersi le carte e il buon amministratore sicuramente avrebbe assunto un atteggiamento diverso rispetto alla questione”. Secondo l’ex candidato sindaco del centrosinistra "chi se n’è occupato ha dimostrato, con gli atti, che il contratto andava rescisso e che c’erano tutta una serie di anomalie per i quali poi si occuperà la Magistratura”.

Sulla proposta di deliberazione di transazione - continua - "ho visto subito che venivano messi a disposizione una serie di atti nei quali non era compreso quello del collaudo che si riferisce alla parte impiantistica del Giordano". "Perché - aggiunge - la semplice lettura di quell’atto di collaudo – fermo restando la necessità di andare ad accertare le responsabilità ed eventuali omissioni e tutto quello che si porterà dietro questa vicenda – concludeva con una affermazione, e cioè che in ragione del ritardo nell’ultimazione dei lavori, che veniva quantificato in 217mila euro, si concludeva con un credito a favore del Comune pari a 375mila euro”

Il consigliere comunale di minoranza ha ripercorso quindi alcune tappe dell'infinita vicenda del teatro, compresa la revoca dell’incarico al collaudatore e la nomina del CTU: "La parte sostanziale di questo contenzioso si riferisce alla iscrizione delle riserve da parte dell’impresa esecutrice “di lavori eseguiti in più”. "Il CTU - spiega Marasco - va a rideterminare il presunto credito dell’impresa, ma non si esprime (“la contabilizzazione non pregiudica, anzi ne prescinde, la valutazione della fondatezza, ammissibilità tempestività delle riserve che investono problemi di natura giuridica”) e rimanda la decisione alla Magistratura. Marasco sostiene che il CTU si sarebbe dovuto esprimere e dire se erano state scritte nei tempi giusti per essere riconosciute. "Ma il CTU non si è mai espresso" chiosa.

E parla di “aspetti inquietanti”. "Il collaudatore tecnico amministrativo nominato in sostituzione dell’ing. Apollo – organi di fiducia della stazione appaltante – sull’iscrizione delle riserve e sulla compatibilità dell’ammontare, non si esprime sostenendo che “lo stato dei luoghi è stato alterato dai lavori di completamento, non è possibile entrare nel merito”. Un altro CTU “che ha tenuto bloccata l’amministrazione per un anno prima di esprimersi” – afferma Marasco – “dice che lo stato dei lavori e le opere da eseguire interferiscono in aspetti minimali della vicenda”.

Marasco sottolinea: "C'è che l’atto di collaudo consegnato dall’ing. Rocco, per stessa ammissione del responsabile RUP Belgioioso, non è stato mai sottoscritto dal precedente RUP". E ancora: "Ammesso e non concesso che l’ammontare di quelle riserve andava ricostruito, quell’atto diventava definitivo se e quanto sottoscritto dal Responsabile Unico del Procedimento, circostanza che non si è verificata”. Per concludere: “Noi avevamo detto che le riserve erano state scritte tardivamente rispetto a quello che prevede la legge. In più, i registri di contabilità sono stati firmati unitamente dall’impresa e non dal direttore dei lavori".

TEATRO GIORDANO: CI SONO CINQUE INDAGATI

Per l'ex candidato sindaco “sarebbe stato sufficiente approfondire e leggersi le carte per capire che l’ipotesi transattiva non era una strada perseguibile" "In più - continua - ammesso e non concesso che le lamentele economiche rivendicate dalla Ra.co., fossero state concretamente riconoscibili, per tutto quello che per questa città ha significato la vicenda del Teatro Giordano, sarebbe stato l’unico caso in cui di fronte a un’ipotesi di esborso economico, la cittadinanza avrebbe condiviso la posizione del Comune".

Di ieri è, invece, un’interpellanza sulla questione dell’abusivismo commerciale: "I “nuovi” chioschi ai quali il Comune ha dato il via libera sono realizzati perpetrando gravi violazioni edilizie in materia sismica. Senza contare che, per l’assegnazione di quegli spazi, anche in questo caso, andrebbe fatto un bando, così da garantire la libera concorrenza".

E infine: "Le regole sono importanti perché dal rispetto della legalità formale e sostanziale dipende la rinascita della nostra città, della città di tutti. Questi sono due casi clamorosi che dimostrano quanto sia utile dare ascolto alla minoranza, perché se il sindaco avesse prestato maggiore attenzione a quanto io e altri consiglieri d’opposizione abbiamo detto in questi mesi, certamente avrebbe evitato errori che adesso sta facendo pagare alla città"

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