Giallo Landella: lo spettro delle dimissioni sul filo delle Regionali

Il sindaco di Foggia ha convocato i giornalisti per il 23 agosto alle 11.30. Nessuno sembra conoscere i contenuti dell'incontro. Sembra esclusa l'ipotesi di un ribaltone e più accreditata la minaccia di lasciare

Il sindaco di Foggia Franco Landella

È mistero sull'oggetto della conferenza stampa indetta dal sindaco di Foggia, Franco Landella, per domenica 23 agosto alle 11.30, nell'aula del Consiglio comunale di Palazzo di Città. Mezz'ora prima, alle 11 del 23 agosto, peraltro, è previsto l'arrivo del leader della Lega Matteo Salvini nella sede di Confindustria. La comunicazione dal Comune è partita alle 17.23, ed è cominciato il tam tam. Ma nessuno sembra conoscerne le motivazioni e i contenuti, nemmeno il presidente del Consiglio comunale Leonardo Iaccarino. Ha ricevuto la telefonata del sindaco che ha chiesto la disponibilità dell'aula, naturalmente concessa. Sembrano sinceramente non saperne nulla né dai banchi della maggioranza né dell'opposizione.

È indubbiamente sospetta la tempistica, a poche ore dal gong finale delle liste. Potrebbe essere l'estremo tentativo di mettere spalle al muro il centrodestra e i partiti che hanno ostacolato la candidatura alle Regionali della cognata, Michaela Di Donna. I beninformati sembrano escludere il ribaltone, derubricata a "ipotesi fantasiosa". Così come è difficile immaginare che non potesse aspettare la settimana prossima per una mera indicazione di voto e per esternare un'eventuale indignazione per gli sviluppi della vicenda. Avrebbe potuto rimandare qualunque comunicazione, anche qualora, chissà, dovesse lasciare Forza Italia. L'ipotesi più accreditata è che possa annunciare le sue dimissioni, anche in virtù della solennità del luogo (è opportuno ricordare che avrebbe 20 giorni di tempo per ripensarci). Pare comunque certo che abbia in serbo dichiarazioni pesanti. Il 25 agosto è convocato il Consiglio per votare tra le altre cose il rendiconto (i tempi sono ampiamente scaduti dal 30 giugno), il bilancio di previsione e le linee programmatiche di governo, accorpati forse per una scelta tattica, visto lo scricchiolio della maggioranza.

Di certo sono ore concitate, sull'orlo di una crisi di nervi. L'ultimo tentativo sarebbe stato esperito con l'Udc. Il segretario provinciale Francesco D'Innocenzio con il suo omologo del Nuovo PSI Giovanni Alfonzo, che insieme hanno compilato una lista, si erano affrettati a smentire la notizia di un presunto accordo con il sindaco di Foggia Franco Landella per l'ingresso di Michaela Di Donna. Hanno confermato l'esistenza di "un lungo incontro tra le parti" a Bari. E poi stizziti hanno replicato agli "analisti" invitandoli a rimandare le loro osservazioni a dopo la presentazione della lista: "Affermare che non si raggiunge il 4% oggi è mera demagogia". Il faccia a faccia con Fitto c'è stato. Il giorno successivo il telefono della famiglia Landella-Di Donna squillava a vuoto. E anche oggi il silenzio, salvo lanciare una bomba, forse per creare scompiglio, suspense o la giusta trepidazione. 

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