"La negazione dell'esistenza della mafia è l'affermazione della stessa"

 Bene, analizziamo i fatti prodotti da magistrati, forze dell'ordine e DIA ed elenchiamo gli ultimi 10 anni di cronaca giudiziaria e vediamo cosa ne esce fuori:

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

"Le organizzazioni mafiose si trovano in Campania, in Sicilia, in Calabria, ma non da noi" Antonio Potenza. Queste sono le affermazioni di Potenza nell'ultimo Consiglio comunale in risposta alla proposta avanzata dal gruppo "DemocraticaMente" di istituire una Consulta cittadina per la Sicurezza. Ci piacerebbe sapere da lui perchè continua a negare che Apricena, e la Capitanata, siano una realtà, purtroppo, ad alto rischio mafioso.
Antonio Potenza contraddice per primo se stesso e poi gli organi inquirenti che in questi anni hanno fronteggiato con coraggio le organizzazioni mafiose radicate nel nostro tessuto sociale.

Ricordate quando esibiva a Casa Matteo Salvatore l'art. 416 art. bis sul maxi-schermo, ergendosi a "nuovo" sceriffo della città, promettendo legge ed ordine? Adesso non la pensa più così ed in ben due occasioni pubbliche (prima con un video postato su FB e poi in Consiglio Comunale) ha affermato che Apricena è "un'oasi nel deserto" se paragonata alle realtà criminali dei comuni limitrofi. Bene, analizziamo i fatti prodotti da magistrati, forze dell'ordine e DIA ed elenchiamo gli ultimi 10 anni di cronaca giudiziaria e vediamo cosa ne esce fuori:

1) OPERAZIONE ISCARO SABURO del 23/06/2004, condotta dal comando provinciale dei carabinieri e dai ROS coordinati dalla direzione distrettuale antimafia di Bari (DDA).
2) OPERAZIONE MEDUSA del 04/10/ 2004 condotta dalla squadra mobile di Foggia e dallo SCO della polizia, coordinati sempre dalla DDA di Bari.
3) OPERAZIONE QUASIMODO del 16/09/2005, condotta dal comando provinciale dei carabinieri e coordinati dalla DDA di Bari.
4) OPERAZIONE REMAKE del 28/09/2009, condotta dai carabinieri del Reparto operativo dei carabinieri, coordinati dalla direzione distrettuale antimafia di Bari
5) OPERAZIONE REWIND del 12/05/2010, condotta dai carabinieri del RONO di Foggia, sempre coordinati dalla DDA di Bari.
6) OPERAZIONE REWIND 2 del 18/05/2012 dei carabinieri del comando provinciale
7) OPERAZIONE ANDROMEDA del 03/08/2012 condotta dalla squadra mobile di Foggia e dal servizio centrale operativo della polizia di stato.
8) OPERAZIONE ANTIDROGA del 11/03/2013 dei carabinieri coordinata dalla Procura di Lucera.
9) OPERAZIONE BLACK LAND del comando provinciale dei carabinieri, della DIA e del NOE di Bari dell' 11/04/2014.

E su questo il comune di Apricena, sotto il vostro dicastero, si è costituito parte civile nel processo penale, quindi ci sorge ancora più spontanea la domanda: Come fate a negare l'esistenza della mafia?

Caro Antonio lo sai che in tutte queste operazioni ci sono elementi di spicco della criminalità organizzata locale? Basta leggere i giornali senza necessità di spulciare nei faldoni dei tribunali; e qui parliamo di reati gravissimi cha vanno dagli omicidi, alle estorsioni, dal traffico internazionale di droga all'usura. 

Ci risulta arduo comprendere questa tua presa di posizione illogica e arrogante in quanto va contro dati di fatto incontrovertibili! Piuttosto che millantare ed ostentare falsità, è il momento di farsi sentire nelle opportune sedi istituzionali per far confluire su Apricena più forze dell'ordine e più attività investigativa, invece di dire che qui va tutto bene, perché ai cittadini non basta la semplice solidarietà se a questa non segue un'azione concreta per la sicurezza.

Chiudiamo con una frase che è entrata nella storia della lotta alla mafia in Italia e sulla quale ti invitiamo a riflettere ricordandoti che la nostra proposta di istituire la Consulta è valida e utile a coinvolgere le energie migliori della società nella battaglia alla criminalità. “La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.” Giovanni Falcone

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