Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

L'"arcigno" Angelo Cera da San Marco in Lamis sbotta: "Se la ridevano chiamandomi 'grezzone', sono contento di esserlo"

Il commento dell'ex parlamentare della Repubblica Angelo Cera in merito alla richiesta di rinvio a giudizio

E' fissata per il prossimo 19 ottobre la prima udienza del processo a carico dell'ex deputato dell'Unione di Centro e dell'ex consigliere regionale dei Popolari, rispettivamente Angelo e Napoleone Cera, oltre che del direttore generale della Asl di Foggia e dell'ex consigliera comunale del Comune di Manfredonia, Immacolata Rosaria Bisceglia, rinviati quest'oggi a giudizio dal gup del tribunale di Foggia, Antonio Sicuranza (leggi qui le ipotesi di reato).

Dopo Napoleone Cera, non si è fatta attendere la dura reazione dell'ex parlamentare, assessore regionale e sindaco di San Marco in Lamis agli inizi dei Novanta e dal 2011 al 2016. "Il processo sull’operazione che la Procura di Foggia ha inteso intitolare come 'C’era una volta', titolo che riserva già un’idea a monte sull’intenzione, ha inizio e finalmente potrò difendermi nelle aule dei tribunali" tuona Angelo Cera, che però chiarisce: "Se ci sono dubbi sul mio modo di agire è giusto che se ne discuta e se ne faccia chiarezza, ma quando una Procura, durante una conferenza stampa e per corroborare un impianto accusatorio, non solo attacca il mio modo di fare politica, che io stesso ho definito “tra la gente e per la gente", scende in apprezzamenti personali sulla mia persona, di essere un pericolo sociale e umilia la gente che affollava la mia segreteria, è quantomeno disgustoso".

E ancora, si legge sul profilo social di Cera, "ho passato 100 giorni a casa nel rispettoso silenzio e ho dovuto subirmi anche i commenti di chi prima di iniziare un riesame se la rideva chiamandomi “grezzone” e che dovevo vergognarmi di aver dato il nome di Napoleone a mio figlio. Ma ora basta! Non sono abituato a tacere, chi mi conosce sa che sul mio conto non si è mai detta una parola fuori posto. Sono Angelo Cera e sono contento di essere il “grezzone” di San Marco in Lamis, arcigno, pronto a difendermi nelle aule dei tribunali e continuare a stare al fianco chi è più debole, soprattutto in un territorio sempre dimenticato e considerato preda dei potentati di turno"

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